venerdì 30 dicembre 2011

Il bambino con il pigiama a righe

Ieri sera, in un raro momento di lucidità dei programmatori televisivi, c'era qualcosa di interessante da vedere.
E' infatti andato in onda il film Il bambino con il pigiama a righe.
Quest'estate avevo letto il libro e mi era piaciuto davvero tanto. Soprattutto quello stridere tra il candore di Bruno, il piccolo protagonista, e il sapere cosa è successo realmente nei campi di concentramento. Il film mi è piaciuto, forse un pò meno del libro, e non perchè il film è fatto meno bene, ma perchè era realmente difficile rendere in immagini la poesia del libro.

Peraltro questo film capita a fagiolo, perchè al SC stiamo facendo una ricerca proprio su questi temi, e sicuramente ve ne parlerò meglio più in là. Anche perchè l'olocausto, e in generale tutto quello che è accaduto durante la seconda guerra mondiale è un argomento che ho sempre avuto a cuore.
In ogni caso parlando con gli altri, ho scoperto una cosa AGGHIACCIANTE. Cioè, mi era già venuto il sospetto visionando alcune immagini di come sono i lager adesso. Però via, non ci volevo mica credere.
E invece sì! Sappiate che per visitare i campi di concentramento si paga. SI PAGA. Poco, rispetto ai normali musei, ma si paga.
La trovo una cosa fuori dal mondo, significa quindi che dopo quello che è stato fatto qualcuno ci lucra anche sopra! Sono veramente senza parole. E non mi si dica che è per il mantenimento e il personale perchè a tutt'oggi i tedeschi (le autorità tedesche) si stanno comportando come i padroni dell'Europa e quindi sarebbe il caso che si frugassero nelle tasche e togliessero quel biglietto d'ingresso.

Quelli sono luoghi della memoria, non fabbriche di denaro!


VERGOGNA!


martedì 7 giugno 2011

La volpe e l'uva (che poi, mica era uva)

Sabato sera sono andata a letto decisa a non provarci neanche. E domenica mi sono svegliata con un'idea totalmente opposta. Ho riflettuto (poco) e lunedì ho telefonato per prendere l'appuntamento per il colloquio. E l'ho già fatto proprio stamattina.
Il risultato? Non ci siamo piaciuti, ma sono sinceramente contenta di averci provato perchè sono convinta che poi sarei stata a rimuginare all'infinito sul "forse dovevo almeno tentare".

Premessa: la Collega mi aveva anticipato i dettagli del lavoro e mi aveva assicurato che era una cosa molto molto tranquilla, ed era certa che per me non ci sarebbero stati problemi. 

Le cose sono state presentate assai diversamente. Il colloquio è iniziato senza neanche le presentazioni e la prima domanda è stata: "età?". "28". Al commento "Una bimbetta" avevo già deciso che non era cosa. Alla domanda "E le scuole?" ho risposto stizzita "Sarei laureata". E poi mi ha molto dato fastidio il fatto che, nel caso fossi stata sposata o fidanzata la cosa non era per me, perchè c'era sta stare fuori casa ADDIRITTURA una settimana. E anche in questo caso gli ho risposto per le rime.
Ho avuto inoltre l'impressione che la facessero cadere un pò troppo dall'altro, che quasi quasi sembrava di dover lavorare alla National Gallery. Sono tuttora convinta che non servissero tutte quelle competenze che mi hanno enumerato. 

In conclusione sembro la volpe che dice che l'uva è troppo acerba perchè non ci arriva. Ma poi a ben guardarla non era mica uva!

martedì 31 maggio 2011

...chi parte crede che basti lo scotch...

In giro c'è ancora un caos pazzesco, ma direi che ci siamo.

Lascio parlare Daniele, che ha sempre delle parole perfette per le mie emozioni. Qui in realtà, neanche a farlo apposta, ci ha scritto un'intera canzone, che da il titolo all'ultimo disco.


SCoTch
here is your picture, take it away
I might be happy some day
and just in case you come around
I'm gonna change the sound
I'm gonna change the sound
Sarà successo pure a te sicuramente di ritrovarti
affaccendata in un trasloco che era iniziato forse
superficialmente e che immancabilmente poi
si è complicato, poco a poco
Avrai raccolto qualche foto spensieratamente
assecondandone il ricordo come fosse un gioco
per ritrovarti persa disperatamente
a maledire sia la foto sia il trasloco.
Ci sono scatole che sembra si rifiutino
di contenere anche lo stretto necessario e
l'inventario che credevi facilissimo ora è un calvario
e mette in crisi sia l'umore e sia lo scopo
Quindi perdona, ancora non so, quando mi piazzo
telefonerò per adesso forse piango ancora un pò
chi parte crede che basti lo scotch ma non
chiude un granchè, no magari provo in America
In America non so, I'm gonna change my world
so here is your picture take it away, I might be
happy some day and just in case you come around
I'm gonna change the sound
I'm gonna change the sound


venerdì 29 aprile 2011

Matrimoni e altri disastri

AVVISO IMPORTANTE: chiunque non abbia voglia di leggere un post lagnoso è pregato di non proseguire.

Insomma, stamani è stato celebrato il “matrimonio del secolo” che peraltro è iniziato da poco quindi vatteloapesca. Comunque, pare lo abbiano seguito circa 2 miliardi di persone, praticamente un terzo della popolazione mondiale stamattina era in qualche modo “presente” all’evento. Eliminando dal conteggio gli abitanti del terzo e quarto mondo che a occhio e croce erano impegnati in ben altro, tipo provare a non morire di fame, pare che gli unici non sintonizzati con la reale mondovisione fossimo noi dieci coglioni in fila alle Poste.
Esatto, mentre Kate probabilmente era intenta a salire sull’auto che l’avrebbe portata dal suo principe, io mi offrivo timidamente volontaria per fare le commissioni fuori ufficio volendo proteggermi dalla chiacchiera euforica post nuziale della mia collega. Poveraccia, non è neanche per cattiveria, non ce la facevo proprio a sopportarla. Da mercoledì sono pesantemente bloccata con il collo, con conseguente mal di testa, nonché ansia ben sopra il livello di guardia perchè pochi anni fà sono rimasta bloccata nel letto proprio a causa della mia cervicale, che se non c'erano le mie coinquiline ancora stavo là...E stavolta a casa da sola ho avuto i miei bei pensieri. Per non parlare degli orari improponibili che mi rifila il Boss per vendicarsi del fatto che li abbando anzitempo. Sono stanca sfranta per questo motivo. Per avere un quadro della situazione oggi la mia collega mi ha chiamato per darmi l'orario della prossima settimana e ha esordito così "Mettiti a sedere e pensa che sei quasi alla fine".
E mentre Kate stava mostrando al mondo il suo vestito, io ero in fila alle Poste ad un ufficio in cui non si prende il numerino ma si è costretti a lottare con quelle vecchiacce che ti vogliono passare avanti a tutti i costi. Tra l'altro in fila mi sono beccata una che in quanto a chiacchiera era mooolto ma mooolto peggio della mia collega, visto che ha telefonato a parenti e amici tutti per aggiornarli sullo stato di salute della figlioletta che "ha detto che ha la bua al culetto" e ha le bolle e la lingua rossa... "Potrebbe essere scarlattina o forse varicella". E io dentro di me "Maremmamaiala ci manca solo la scarlattina". E nel frattempo lottavo con le vecchiette per non perdere il mio posto.
E ovviamente rimpiangevo di non essere rimasta in ufficio.
La giornata si è poi conclusa con il Ranocchia che, dopo avermi frantumato l'anima perchè voleva venire a trovarmi questo week end, ovviamente non verrà.

giovedì 21 aprile 2011

Cosa ti aspetti da me?

Lorenzo Licalzi l’ho scoperto leggendo “Dialoghi Incivili”, di cui non ho ancora parlato e per farlo dovrò prima dare una seconda lettura. Per adesso posso dire che è un testo con notevoli spunti socio-culturali.

Non ricordavo esattamente a che proposito era citato questo Licalzi, ma nel mio ultimo tour in biblioteca, alla ricerca di un qualcosa di intelligente che mi facesse riprendere da Acciaio (chiedo scusa a chi è piaciuto ma a me ha dato proprio il ribrezzo), sono incappata in “Cosa ti aspetti da me?” e l’ho preso al volo senza neanche guardare la trama.

Poi ho capito perché Cristicchi aveva citato questo libro. La trama infatti è essenzialmente questa:


Qui il protagonista è Tommaso Perez, un fisico nucleare ormai anziano, che un ictus ha costretto in una sedia a rotelle, chiuso in una casa di riposo. Non ha un carattere facile, forse dovuto anche alla storia della sua vita, che di facile non ha avuto molto, a cominciare dalla ricerca scientifica che l’ha fatto essere sempre ad un passo a scoprire la verità sull’Universo, senza mai riuscirci. Tommaso racconta in modo ironico, ma di un’ironia velata di amaro, la vita dentro l’ospizio, dal rapporto con gli altri ospiti, a quello col personale, fino alla riscoperta della Vita, grazie al tenero affetto provato per una donna, anch’essa ospite del centro.

Il libro ti strappa tante risate, ti fa scendere qualche lacrima, è molto scorrevole e anche molto molto realistico. Parola di chi ha lavorato nelle case di riposo (non io eh!). Io lo consiglio vivamente, è un piccolo gioiello.


(Una chicca: Licalzi è un “collega” che ha aperto una casa di riposo. Chissà che non abbia tratto ispirazione da suo qualche ospite per i personaggi descritti in “Cosa ti aspetti da me?”!)

sabato 9 aprile 2011

Acciaio

Sono alla fine giunta alla fine della lettura di Acciaio, dopo aver affrontato frasi del tipo “succede sempre quando stai scaricando tonnelate d’acciaio, che il tuo corpo insorge dentro la tuta (…) il muscolo nascosto, il meno civilizzato. Ti tocca cercare un bagno, un angolo dietro un cespuglio”. Roba che uno pensa “ma secondo questa tizia gli operai stanno per tutto il turno a farsi le seghe?”. E soprattutto “ma non esisteva il congiuntivo?”
A questo punto posso stilare un elenco dei motivi per i quali “Acciaio” non vale nemmeno i 50 centesimi della prenotazione in biblioteca:
  • un interminabile sfilza di steretipi sciatti e inutili (qui ne trovate alcuni esempi)
  • una storia priva di una qualsivoglia morale. Tutto sembra ruotare intorno a questo rapporto morboso tra le due protagoniste e a questa vita di provincia descritta come la peggior cosa ti possa capitare
  • l'ossessione per la localizzazione. Ci sono molti, troppi, dettagli che vogliono ricondurre le storie al luogo dove si svolgono. Però, delle due una: o fai un'inchiesta reale e realistica su questo famigerato degrado di provincia e allora citi tutti i luoghi che vuoi oppure fai un racconto di fantasia ma resti sul vago. Piazzare sciami di drogati alla gelateria del centro di cui si fa nome e indirizzo non mi sembra molto elegante dato che si tratta di un'informazione falsa. E di esempi come questo se ne possono fare a bizzeffe
  • l'ossessione per il degrado. Di sicuro ci sono spiagge sporche a Piombino, non lo metto in dubbio. Ma è una cittadina piccola, si gira a piedi, che serve insistere a infilare questi personaggi nei posti più deturpati che esistano?? Ok essere sfigati ma fare un passo in più e scegliere una spiaggia pulita no?
  • considerare la fabbrica il male del mondo. Di questo la Avallone è scusata. Anche i giornali lo hanno fatto per un periodo. Succedeva un incidente stradale qualsiasi e i titolo strillavano "Ha un incidente mentre va alla Lucchini".
  • l'ossessione per il sesso
  • il modo di scrivere. Frasi fatte piazzate lì, personaggi che un pò parlano in dialetto e un pò no (anche qui, mettiti d'accordo!), l'autrice che si esprime un pò in dialetto e un pò in un italiano simil-corretto. Ho letto che si tratta di un modo di scrivere "ancora da maturare". Mah. Forse prima di urlare al capolavoro si dovrebbe guardare anche al grado di maturazione!
Però leggere questo romanzo una cosa positiva la fa. Fa guadagnare qualche punto al buon Bruno Vespa. Che durante la serata del premio Campiello ha fatto apprezzamenti sullo scollo della Avallone.
Ebbene, lui aveva letto il libro, ha associato la descrizione di una delle due protagoniste alla "scrittrice" (toh, voglio essere cattiva fino in fondo e mettere le virgolette) e ha pensato "Questa ci sta!"
Ma Bruno... Sei arrivato tardi... Ormai è ampiamente maggiorenne, che gusto c'è!!!?

giovedì 17 marzo 2011

150

Oggi si festeggiano i 150 anni dell'Unità di Italia. 
Non credo che esista italiano che non lo sa perchè francamente ci hanno sfrantugiato a sufficienza le palle con 'sta storia "unità sì-unità no".

L'Italia ... croce e delizia. L'Italia è uno statarello tanto piccolino in confronto con altre potenze mondiali. Ma non c'è proprio da parlarne: l'Italia ha delle risorse , delle ricchezze, che nessun altro ha. Saremmo una stato coi controfiocchi e i controcoglioni. 
MA
Sono gli italiani che stanno portando questo Stato alla rovina. O meglio "certi italiani". Italiani che non vogliono esserlo, che mi fanno vergognare di far parte di questa popolazione e che infangano il nome di quelli che questo titolo di Italiano lo portano con onore.
Infatti è solo per merito di questi, ormai sparuti, ITALIANI che ogni tanto mi sento fiera di esserlo anche io.

In fondo anche io la penso così:

Io G. G. sono nato e vivo a Milano
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

giovedì 24 febbraio 2011

Diagnosi

Erano diversi giorni che non scrivevo qua. Devo dire che il mio umore non è proprio al top. Per una serie di motivi che al momento non ho voglia di scrivere. Un pò è dovuto alle conseguenze del fatto della macchina, un pò alla lontananza da casa, un pò alla delusione di vedere certe persone che credevi sinceramente amiche e adesso quella sincerità sembra così sfuggente... E in alcuni casi viene risucchiata dall'egoismo. Non lo so. So solo che voglio tornare a casa, avercela una casa, non vivere costantemente in attesa di un meglio che non arriva.

In ogni caso, poche pippe perchè avevo detto che non volevo scrivere un post deprimente, anzi! Oggi dopo tanti giorni mi sono veramente divertita al lavoro. Essendo un caso più unico che raro, devo immortalare il momento.

Dunque, premetto una cosa: ho sempre avuto un'autostima zoppicante ma da quanto sono "entrata in ballo" il mio ego si è un pò rafforzato. Essere apprezzata dagli "esperti del settore" ha significato molto, vuol dire che sono state viste in me delle capacità, delle qualità, delle competenze. E poi, avendo un discreto senso critico verso me stessa, ho saputo pian piano discernere il giusto dallo sbagliato, il modo di operare, di vedere, di ascoltare, acquisendo una sempre maggiore sicurezza.
Alla fine sono arrivata alla conclusione che, dotata dei mezzi giusti, posso davvero affrontare a testa alta questa professione (la fruttivendola!D'oh!)
E poi ci vuole occhio.Per la frutta.
E per i matti.
Io non avevo ancora scritto un post dedicato solo a Isteria, una delle mie attuali colleghe (e se lo sapesse, si arrabbierebbe, perchè in quanto isterica necessita di essere costantemente al centro dell'attenzione degli altri).
Ma è arrivato il momento di presentarla.




Eccovela, tiè.
Diciamo che l'avevo soprannominata Isteria perchè secondo me ha molti tratti istrionici (più che isterici) e perchè ero rimasta molto colpita da una frase che avevano rivolto nei suoi confronti "quando lei supera il limite dice e FA cose di cui poi si pente". Mi aveva incuriosito soprattutto per il discorso "fa". Me la immaginavo un pò tipo la paziente che avevo seguito coi colloqui durante il primo semestre, a urlare a squarciagola e battere le testate al muro.
Ecco, stamani Isteria si è accapigliata per telefono con il capo per una cosa futile e banale e, tempo di attaccare il telefono, ha iniziato a urlare come un ossesso e ha tirare la roba che aveva sulla scrivania (risultato 2 raccoglitori rotti, la calcolatrice in pezzi e non so quanti fogli sparpagliati in giro. Di grazia che non è venuta a pescare nei miei di fogli perchè sennò era lei a fare la fine della calcolatrice!!!). Io mi sono appoggiata alla porta e ho aspettato che finisse, reprimendo le risate. La parte comica però era che un'altra, completamente  nel panico,le raccattava la roba dietro dietro e Isteria la ritirava per terra!!!!!!
Della serie... non ci si annoia mai!
Ma se non è un disturbo isterico questo....
Ho anche detto che è una potenziale Franzoni.
E lì spero vivamente di sbagliarmi!!!