giovedì 29 luglio 2010

Donna barbuta...

Quando lavoravo dal fruttivendolo mi sono fatta un culo così. Ma mi sono fatta anche un sacco di risate.
Per esempio quell'ometto fiorentino che, di fronte al dato inconfutabile che i cetrioli erano ormai ammosciati, sbottò "O che l'ha questo cetriolo, l'è più moscio d'i mio!!!"
Oppure quella signora, in là con gli anni, con un pò di peluria in esubero, che comprava sempre solo 2 pesche alla volta "sai, e son sola, sennò poi mi mettono più barba di quel che ho io!".
Secondo voi, per pesca barbuta, poteva intendere questa???

Come dire... Secondo me sì!
PS: mai vista una roba del genere! Muffa sì, ma barba da Babbo Natale mai!

martedì 27 luglio 2010

Mare di qua vs mare di là

Come dice sempre mia mamma "più si gira e più se ne vede". E più se ne vede e più ci si sconvolge, aggiungo io. Ma conoscendo più realtà ci si può soffermare sui pro e sui contro della propria, e quindi apprezzarla sempre di pù o condannarla o riabilitarla. Come è successo a me dopo due giorni (uno e mezzo in realtà) passati al mare "dall'altra parte", sulla tanto decantata riviera romagnola.
Ne ho viste talmente tante da farci un alfabeto intero...
Le due location confrontate si chiameranno, per dovere di privacy, Lido di Cacca (quello della Romagna) e CasaMia

A come acqua:  è cosa nota che l'acqua della riviera adriatica non è esattamente quella della Sardegna. E' un po' meno noto quanto mi sia accanita contro l'ampliamento del porto di CasaMia, per me inutile e assolutamente dannoso. I primi effetti si sono sentiti durante i lavori quando l'acqua era sempre torba e le correnti hanno portato dispettosi x-files che pizzicano come le meduse ma non si fanno vedere. Ora con la fine dei lavori gli x-files sono rimasti in alcune zone ma l'acqua è tornata così:

Devo aggiungere altro?!

B come bagnini: una cosa da apprezzare di CasaMia è la presenza dei bagnini sulle spiagge libere, ben distribuiti grazie a diverse postazioni. Garantiscono sicurezza e ordine. A Lido di Cacca ce n'era uno vicino a uno stabilimento balnerare (probabilmente era la loro postazione) e poi più. Il che crea disordini (vedi lettera G) e senso di insicurezza. Nota di assoluto demerito.

C come conchiglie: Della mia infanzia marinara ricordo perfettamente le lunghe passeggiate alla ricerca della conchiglia più bella, una vera rarità. Ho visto dei coraggiosissimi bambini che raccoglievano conchiglie anche a Lido di Cacca, ma non so che gusto ci avessero tratto visto che ce ne sono a milioni! Fenomeno inquietante tra l'altro, son tutte color petrolio.

D come donne: diciamo, la tenuta Top(a) Less(a) sta iniziando a spopolare anche a CasaMia ma 'ste romagnole sono avanti. Le loro tette, invece, sono in basso (perfavorecopritevi)
F come fogna: rimasi seriamente sconvolta quando, nella mia vacanza londinese, quelli di Roma espressero apprezzamenti sull'aria di mare respirata a .. A noi due toscane ci pareva odore di spazzatura ma stammo zitte per non rovinar loro la festa. A Lido di Cacca è molto peggio. Una puzza tremenda uguale uguale a quando traboccano le fogne. Uno schifo indicibile. E meno male che quelle sono le spiagge dei vip!

G come guarda bene che non ti mozzino la testa: quando nuoto a CasaMia ho sempre un pò il timore che, se c'è qualche pedalò in giro, mi accoppino ben bene. E' una remota possibilità perchè di solito almeno un adulto c'è, ma si sa anche quelli a volte sono poco affidabili. A Lido di Cacca la testa mozzata è invece un pericolo quanto mai concreto poichè ci sono degli idioti che se ne girano in mezzo alla gente che se ne sta a bagno (anche e soprattutto bambini!!!) con quelle tavole da surf trainate dai paracadute (scusate ma non so come si chiamano). Non mi piace il proibizionismo, ma mi piace meno che si attenti alla sicurezza, soprattutto la mia!


I come ira funesta: a CasaMia la mia ira funesta è solitamente scatenata da bimbetti (o meglio dalle loro mamme) che tirano la sabbia, ti vengono addosso, urlano, cagano e pisciano(questa cosa merita un post a parte). Qui con Lido di Cacca se la giocano bene, tra bambini urlanti e personaggini invadenti (o testamozzanti) non saprei proprio chi scegliere!

L come libera: il comunismo che è insisto dentro di me mi impedisce anche solo di pensare di andare in una spiaggia privata, per il semplice fatto che la natura ce l'ha messa a disposizione di tutti e non concepisco la speculazione di dover pagare per potermi sedere dove è mio. Prima di visitare la Romagna avevo in mente quest'immagine apocalittica di chilometri e chilometri di stabilimenti balneari, che poi, ahimè, si è rivelata reale. Purtroppo a CasaMia si stanno adeguando e adesso l'immagine apocalittica è reale anche da noi.

M come meduse: la piaga del mio mare. Chissà se con quel mare zozzo ci sopravvivono a Lido di Cacca???

N come nudi: Chiamatemi perbenista, bigotta e quel che volete ma a volte non solo le donne esagerano con le mise ristrette. E secondo me non è un bel vedere, sia a Lido di Cacca che a  CasaMia.

O come onde: da noi quanto tira il libeccio si alzano onde, diciamo così, piuttosto consistenti. Il giorno dopo si contano le vittime (davvero, purtroppo) tra i turisti che, attratti dal divertimento di lanciarvisi contro con materassini e compagnia bella, non fanno i conti con la forza e le correnti del mare. Ho sempre avuto l'idea che il "mare dell'altra parte" fosse sempre una tavola, e sono stats smentita. Leggere increspature ok, ma pur sempre onde. Meno divertenti, ma meno pericolose.

P come preservativi: ero rimasta scioccata quando, passeggiando in pineta, ero arrivata dietro la spiaggia nudisti e avevo scoperto diversi preservativi abbandonati alla portata di tutti. Ma si sa, "i nudisti sò zozzoni"... Non vi dico cosa ho trovato nella pineta e nelle dune dietro la spiaggia normale a Lido di Cacca... Oltre ai preservativi (ma tanti!!!) spazzatura e cacate ovunque... Tanto che siamo stati constretti a rimanere a pranzo sulla spiaggia (sia ringraziato il venticello che ci ha impedito di morire di caldo!). E noi, appena arrivati, lì a chiederci come mai non attrezzavano la pineta per i picnic... La usano invece, ma per altro, 'sti schifosi!

Q come quesito: ma mi spiegate come fanno ad essere tanto rinomate le spiagge romagnole??? Forse non saranno tutte così, ma quanto ho visto io toglie mille punti!!!

R come rena: che non è la moglie del Reno, ma è un'espressione dialettale per dire sabbia, solo che la S mi serviva per altro. Devo dire che mi piace quella di Lido di Cacca: fine fine che non si appiccica ai piedi (così il Ranocchia non mi minaccia di morte quando entro in macchina) e chiara chiara che se mi guardo i piedi così impolverati sembro pure abbronzata.

S come spazio: A CasaMia tra che la spiaggia era poco larga di suo e tra l'erosione causata dai lavori sul porto direi che di spazio ne abbiamo ben poco, credo che nei punti più larghi ci stiamo massimo 4 file di ombrelloni. A Lido di Cacca ce ne stavano un pò di più, ma non è una di quelle spiagge assurdamente larghe come Rimini che ce ne staranno 30 di file! E comunque ciò non vieta ai maleducati di piazzarti praticamente sotto l'ombrellone! Sono andata molto molto vicina a pulirmi i piedi sulla pelata di uno!

T come trans: che c'è di meglio che arrivare in un posto nuovo e vedere subito-subito una casa d'appuntamenti gestita da una biondona che probabilmente si chiama Alfredo???? Noi queste cose non le facciamo. Oppure siamo più pudici e non ce ne facciamo accorgere!


U come "un m'era ancora successa, la devo scrive sul blog": ovvero ciò che ho detto al Ranocchia quando un ragazzo che da un'ora si stava strusciando alla fidanza mezza nuda (guardando me!!!) riprendendosi pure col cellulare si è avvicinato a noi chiedendoci un fazzoletto. Credo non serva dire cosa abbiamo pensato.

V come vecchine pettegole: A CasaMia ce n'è una quantità imbarazzante... A Lido di Cacca manco una. Bah.

Z come zaini: appena arrivati a Lido di Cacca abbiamo letto l'incoraggiate cartello "Occhio che qui fregano gli zaini". Porcelloni e pure ladri! A CasaMia ho sempre lasciato con una certa tranquillità le cose in spiaggia (anche se preventivamente ho sempre portato solo un vecchio cellulare, 5 euro e un documento), e non è mai successo nulla (stai a vedere che gufata).

Detto, anzi, scritto ciò vi saluto con questa canzone, che secondo me ci sta tutta!

lunedì 26 luglio 2010

venerdì 23 luglio 2010

Post contorto, più che altro uno sfogo

Un altro "tormentone" del TLA era la parola "assertività", più che un tormentone direi un continuo incitamento alle ragazze, personalità fragili incapaci di sentire come adeguati e quindi esprimibili i propri pensieri.
L'assertività si può descrivere semplicemente come l'abilità di comunicare con chiarezza e sicurezza i propri pensieri, senza essere conflittuali nè troppo remissivi. Direi che è la capacità di esprimere i propri punti di vista ed opinioni, di rivendicare i propri diritti e di sapere dare i giusti no.
Dare dei no non è semplice, anche quando sono dei no assolutamente giustificati e giustificabili.
Tempo fa ho tirato fuori palle ed assertività per rivendicare alcuni miei diritti, da dare dei no e posizionare dei paletti. Per me è stata una grande conquista, anche se questo comportamento mi è sicuramente costato. Non sempre piace il tipo di persona che non vuole farsi mettere i piedi in testa.
Da quel momento comunque le cose si sono un pò stabilizzate ma di certo non risolte.E' difficile lavorare sull'assertività se sei in una posizione scomoda come purtroppo sono capitata io e, nonostante questo, continuo a sostenere che certe cose "per forza", "di sfruttamento" non sono giuste, in nessun caso. Ieri mi confrontavo con una persona che si ritrova più o meno nella mia stessa situazione e che ho visto, seppur provata dalla stanchezza, continua volentieri il suo percorso ad ostacoli. Io dentro di me (e anche fuori!) puntualizzavo "fossi scema, io a quest'ora me n'ero già andata"... In realtà non lo so. Anzi, sicuramente starei ancora lì come lei. Ci ripensavo giusto poche ore fà quando ho perso il treno per fare un lavoruccio che non spettava a me ma a cui non ho saputo dir di no. Non l'ho detto perchè mi scocciava, perchè farlo non mi costava troppa fatica e soprattutto perchè non ho la forza di oppormi. Come mai deve essere così difficile???
Sono davvero esausta, le ferie sono alle porte e spero di ricaricarmi per poter affrontare i prossimi mesi al meglio. Ho bisogno di difendere ancora di più i miei spazi, quelli assolutamente miei che, seppure risicatissimi, sono quelli che mi danno la forza di guardare avanti con fiducia.

giovedì 22 luglio 2010

Ora sì che sono davvero tornata!

In questi giorni avrei da scrivere milioni di parole. Vedo persone, faccio cose, e tutto ciò non può che scatenare in me il solito turbinio di pensieri.
Ma come al solito la stanchezza è tanta e il tempo poco.
MA questa ve la devo raccontare.
Chi mi segue da tempo sa che, in tutto questo mio non trovar pace tra blog e piattaforme blogghesche,il mio primo blog si chiamava Sotto il segno del piccione, e che io mi divertivo a scherzarci su, a metaforizzare le cacate di uccello che non troppo metaforicamente mi piovevano sulla testa.
Ecco, diciamo che in un modo o in un altro mi è stato mandato un segnale che ho fatto bene a tornare. Infatti siamo tornati alla "piacevole" e "confortante" routine scacazzona.
Come??
Beh, oggi me ne sono tornata a casa come al solito accaldata e appiccicosa, tempo di aprire leggermente le finestre e via sotto la doccia. Solo che appena spogliata sento dei rumori molesti venire dal soggiorno. Infilo il capino fuori dalla porta del bagno, vedo che è tutto a posto e mi immergo finalmente nell'acqua fresca, dimenticandomi in fretta dell'accaduto.
Poi faccio tutte le mie telefonatine serali, a mammà e al Ranocchia. E mentre sto al telefono con lui mi accorgo dell'intruso.
Anzi dell'intrusa.
Prima la scambio per una lumachina e poi...

Caccaccia maledetta! Un uccello mi è entrato in casa solo per farmela sulla tovaglia!

mercoledì 21 luglio 2010

Un posto NON vale l'altro


Stasera dovevo essere qui.


E invece sono qui:












Secondo voi quanto potrò essere incazzata da uno a dieci???

martedì 20 luglio 2010

Un nuovo caso per l'ispettore CoGLiandro

Al TLB abbiamo le cimici.

Ma mica quelle da disinfestazione, no, abbiamo quelle da Servizi Segreti.
O almeno questa è l'ipotesi ventilata da una "collega" del TLB, chiamiamola Arisa. 
Sì, perchè ha trovato uno di quei registratorini infrascato tra le cose di Postina, la tipa di cui avevo parlato qualche post fà. 
Bene, molti dettagli farebbero pensare che Arisa sia leggermente paranoica. Ma giusto un attimo. Anche perchè la coscienza pulita lei di certo non ce l'ha. 
Ma ci sono altrettanti dettagli che lasciano intendere che sia Postina ad essere quella che la sta facendo grossa.
Vedetela come vi pare. Da una parte siamo ai limiti della patologia, dall'altra ai limiti della legalità.
Comunque la vedi sempre assurda eh. Altro che Cogliando...
Qui son proprio coglioni!

Il mondo deve sapere

Ho preso questo libro dopo aver visto il film "Tutta la vita davanti", un film che non mi è piaciuto particolarmente ma non mi ha neanche fatto così schifo. Mi ha lasciata un pò in sospeso, per così dire, e infatti mi sono precipitata in biblioteca per sapere la vera storia di questa telefonista precaria.
L'ho letto in una manciata di giorni, scorre via che è una bellezza. Ho letto da qualche parte che tutto ciò è nato come blog e, anche se non è vero, si sente. In tutti i suoi aspetti negativi e positivi. Soprattutto positivi, direi.
C'è da dire che, almeno nelle prime pagine, è decisamente spassoso.
Però parliamone.
Questa persona che sputa veleno su certe condotte scorrette, su certi modi di approfittare delle persone, di giocare sulle debolezze altrui, è la stessa che ha prestato se stessa a quello squallido gioco. E' quella che si è sentita tanto superiore a certe persone che facevano quel lavoro per "disperazione", forse. Mi sembra meglio fare la telefonista e approfittarsi della gente per "fame" che per divertirsi (come più volte sottolinea la Murgia).
E un piccolo appunto alla critica agli psicologi che selezionano il personale. Tu, cara Michela, chiedi come mai uno psicologo fa un lavoro del genere.
Ecco, la risposta spero che tu te la sia data da sola, visto che tu non fai la teologa (materia per cui ha studiato l'autrice). E meglio che prostituirsi per la Kirby, come dici tu....

domenica 18 luglio 2010

Oltre la psicosi

Nel precedente post mi si faceva GIUSTAMENTE  notare che si fa un pò fatica a starmi dietro, stamattina anche il Ranocchia mi ha sgridata quando gli ho raccontato di aver ri-ri-ri-cambiato blog.
E quando gli ho spiegato che tutto ciò nasceva da dentro ed ero pronta ad aprire il mio dentro con lui mi ha chiesto se dovevo scorreggiare. 

Uomini.

Comunque va detto che non solo di crisi esistenziale si parla. 
Avendo provato entrambi i servizi per diverso tempo adesso sono in grado di "recensirli" e spiegare anche l'altra faccia della decisione di tornare qui.
Dunque, iobloggo non mi aveva stancato, anzi, ha un sacco di funzioncine davvero carucce, e la cosa che rimpiangerò di più sono le faccine che sono troppo spassose! Ma anche la visualizzazione mi piaceva di più, perchè le scritte nelle colonne sono più piccole e nel complesso mi aggradava di più alla vista.
Blogger è agilissimo da usare, infatti la mia prima scelta fu iobloggo ma non ci capivo una mazza perchè quando ho aperto il blog ero davvero davvero inesperta. Con Blogger fu invece facilissimo imparare. Ora, rispetto a quei tempi, è tutto cambiato, soprattutto l'aspetto della grafica e devo dire che mi piace molto di più di prima, si modifica con un click e ha un sacco di combinazioni (che devo ancora sperimentare, ma l'importazione dei vecchi post mi ha preso un pò di tempo). 
Ma soprattutto... riesco a rispondere ai commenti tramite il cellulare, cosa che io iobloggo, mannaggia, non mi fa fare! E addirittura, volendo incappare in una tendinite, potrei anche scrivere i post dal telefono! Una nota assolutamente positiva, per me che ho diversi tempi morti e li uso per navigare tra blog, ma poi dimentico sempre di commentare quando accedo dal pc!
E poi, c'è un ultimo aspetto "relazionale" che mi ha portata a tornare qui. 
Non lo so come funziona in realtà, andrebbe studiata 'sta cosa, però mi pare che ogni sito abbia il suo "giro", e blogger è stato il mio "giro" da cui sono nate anche delle belle amicizie... 
E non è una questione di visite, ma di relazioni che si intrecciano.

venerdì 16 luglio 2010

Tornando a casa...

C’è una specie di modo di dire che caratterizza TLA, il cui succo è “abitare tutti gli spazi tranne che il proprio è la psicosi”.Mi è subito piaciuta, questa definizione. Soprattutto perché non la riferiscono mai ai veri psicotici, bensì alle così dette persone normali, che però fanno un po’ fatica a stare in se stesse.
Non so, per fare un esempio, una persona che fa mille lavori e si procura mille impegni perché in realtà non ha uno spazio suo, magari non ha amici o affetti e fa sì che quegli spazi “fuori da sé” diventino i proprio, per colmare dei vuoti (mamma mia che discorsi pissicologici, mi faccio paura da sola!). Chiaramente non è che una persona così è davvero psicotica (o almeno non sempre!!!), però è il funzionamento ci assomiglia molto.
Quella frase mi è piaciuta perché in fin dei conti non è molto raro, anzi è piuttosto frequente, incontrare persone così, che anche  solo per un periodo della loro vita, non riesco stare integrate in se stesse.
Volete un altro esempio?
Ecco, quella frase calza a pennello a una persona che apre e chiude blog alla ricerca del SUO  spazio.
Non lo so perché, mi sono svegliata una di queste mattine (vuoi che sia stata una crisi esistenziale, voi che siano stati i 30 gradi FISSI  in camera da letto) con questa urgenza di tornare a blogger, spazio che ha visto nascere il primo blog. E che mi ha accompagnato fino alla meta “più grande” che ho raggiunto nella mia vita, la laurea. Poi ho cambiato sito, ho cambiato registro, ho cambiato titolo, ho cambiato un sacco di cose.
Ma in realtà non ho cambiato niente.
In un anno sono CRESCIUTA come professionista ma soprattutto come persona. Ho affrontato nuove difficoltà, ho pianto, ho riso, sono caduta e mi sono rialzata.
Come sempre in questi ultimi anni di blog, che, guarda caso, sono gli anni che mi hanno cambiata di più.
Alla fine mi sono decisa, importerò tutti i post di “Sotto il segno del piccione” e del vecchio “L’altra ultima sporca meta”, ricompattando presente e passato. Alla ricerca di un mio ultimo definitivo spazio.
Che attendo fra (spero) non troppo tempo.
Senza più psicosi.

martedì 13 luglio 2010

Ed è subito eczema

Da che ho memoria ce l'ho sempre avuto. Un piccolo ma fastidiosissimo eczema sul pollice sinistro. Che sta lì, fa lo gnorri, ma di punto in bianco si sveglia e si palesa, con mio immenso giramento di maroni.

Negli anni si sono susseguite diverse correnti di pensiero riguardo alla causa: gli allergicisti che hanno sostenuto che una non ben definita allergia cutanea mi funestasse il ditone; gli alimentaristi che han dato la colpa al fegato, che si sa, è tutto collegato; i non-so-che-cazzo-dirti-isti che, come sempre in certi casi, han dato la colpa allo stress.

Ma, visto che "d'amore non si muore", figuriamoci di eczema, lo lascio lì dove è, che si fa prima che andare a contrastare coi dottori.

Anche se devo dire che la reazione di ieri mi ha portato a credere che l'ultima corrente di pensiero che ho elencato forse forse è la più giusta.

La mattinata in ufficio è stata tranquilla, ho lavorato con insolita calma e sono riuscita addirittura a fare quello che mi ero preventivata. Un miracolo. Però fa lo stesso, desiderare di starsene tranquilli in quel posto lì è come stare in mezzo a uno tzunami e pretendere di non bagnarsi.

Infatti a una cert'ora, dal niente, ho avvertito un pizzicorino di fastidio proveniente dal ditone incriminato.

Ed è subito eczema.

lunedì 12 luglio 2010

Ad un cerbiatto somiglia il mio amore

Finire questo romanzo per me, amante delle storie intense raccontate con poche parole, è stata un'impresa titanica. Quasi 800 pagine che per mancanza di tempo mi sono trascinata per 2 mesi.
E' un regalo, perchè altrimenti non mi sarei mai approcciata a un libro così lungo.
E avrei perso qualcosa, perchè in realtà è un romanzo che mi è piaciuto molto. Il titolo mi suggeriva una storia alla harmony ma mi sbagliavo, perchè c'è sì una storia d'amore, ma è innanzitutto quella che lega una madre a suo figlio, partito volontario per una missione di guerra. Devo essere onesta, io sono molto ignorante in merito alla questione palestinese ma penso che un tema del genere sia universale, una qualsiasi guera può insinuarsi nelle famiglie e nelle persone dipanado gomitoli infiniti di dolore, come succede a Orah, Avram e Ilan.

domenica 11 luglio 2010

Naturalmente

Non so se avete visto Madagascar, il primo Madagascar.



E non so se, pur avendolo visto, vi ricordate la scena in cui, dopo che Alex il leone è tornato selvatico, i suoi amici lo vanno a cercare e scoprono che la natura non è così meravigliosa come credevano. Cuccioli sbranati, bestie feroci, coccodrilli che mangiano pulcini tenerissimi.

Ecco, diciamo che non occorre andare fino in Madagascar per scoprire che la natura è orribile.

Basta andare a cercare della frescura nel parco di Vecchiolandia per scoprire quanta crudeltà si cela dietro a un apparentemente pacifico angolo di natura.

Mia mamma si è praticamente trasferita qui a Vecchiolandia visto che la mia coinquilina metereologa manca da un mese, causa problemi di salute (risolti, per fortuna). Così in questo week end ci siamo riparate dalla caldazza ammorbante nel parco degli uccelletti, il mio posto preferito qui a Vecchiolandia. O almeno lo era primadi vedere una scena che avrò molta molta difficoltà a cancellare. Un uccello grande, tipo airone (sui cartelli illustrativi all'ingresso del parco ho letto anche il nome ma l'ho dimenticato!) si è avventato su una nidiata di pulcini, figli dei miei uccelli preferiti, quelli brutti ma con gli occhioni da cane. Se ne ruba uno e... se lo mangia tutto intero! Uno shock, credetemi.

E ancora più allucinante è stato scoprire che 9 cucciolini che avevano, stamattina ne erano rimasti 3. Per non parlare dei piccoli delle anatre. Dimezzati anche quelli.

La natura fa schifo!

venerdì 9 luglio 2010

Gargiù, ma dove minchia spari!

Non vorrei fare della psicoanalisi spicciola, e nemmeno fare dell'autoanalisi dei sogni ma...
Secondo me sognarsi di avere come tutor Gargiulo qualcosa deve pur dire!

giovedì 8 luglio 2010

Politici al ragù

Ieri accendo la tv e apprendo che ci sono stati dei disordini, sfociati in violenza, tra forze dell’ordine e aquilani incazzati.
Al che mi sono incazzata anche io, perché la violenza è sempre sbagliata. Peggio ancora se gratuita. Peggio del peggio se REPRESSIVA.
Poi mi sono incazzata ancora di più perché a e fa estremamente rabbia che ci si svegli sempre troppo tardi e si gridi allo scandalo quando ormai la frittata è fatta. Perché non sconvolgersi quando noi-sappiamo-chi veniva portato in trionfo quasi fosse un dio venuto per salvare tutti i popoli del mondo??? Perché non sconvolgersi guardando i dati elettorali che, dopo il disastro, dopo aver avuto il tempo di rendersi conto che le cose non stavano come volevano far credere loro, hanno dato spazio a "una certa tendenza".
Ebbene, allora di getto ho scritto una frase su face book grazie alla quale ho avuto uno scambio di opinioni che mi ha fatto ulteriormente riflettere.  E mi ha fatto elaborare una teoria su come siamo messi in Italia oggi.
Ovvero che noi siamo come una persona che esce di casa, va a fare la spesa, compra il suo bel kg di pasta, il suo macinato, gli odori e il pomodoro. Arriva a casa, si rimbocca le maniche, mette l’acqua a bollire, prepara il ragù, butta la pasta, serve a tavola e poi esclama stizzito e scontento: ma io volevo la torta al cioccolato!
Bravo palle, allora dovevi comprare burro farina e zucchero e soprattutto cioccolato.
A me invece sembra che adesso possiamo contare solo su un altro ingrediente. LA MERDA.
(Da me si dice che male cercato non è mai troppo.)

mercoledì 7 luglio 2010

Avvertimento

Come avrete notato sto scrivendo sempre di meno ciò che accade in ufficio. E non perchè non succede niente degno di nota. Magari.

E' che stanno succedendo così tante cose e così delicate che a volte ho un pò di timore a sbandierare ai 4 venti ciò che accade, anche perchè non sono eattamente nè fatti nè giudizi positivi. Soprattutto fatti direi.

In fin dei conti il mondo del web è strano e non sai mai chi ti capita "in casa".

Però questa cosa qui non posso esimermi dall'appuntarla in questo mio diario online. Anche nell'eventualità che la persona direttamente interessata passi di qua perchè potrebbe tornare utile ad evitarsi una serie di improperi rivolti alla sua persona che, se continua così, non tarderanno ad arrivare.

Questa carissima persona è una che è stata assunta non per meriti, bensì per raccomandazioni. E il suo lavoro lo dimostra quotidianamente. Anche più volte al giorno, tra l'altro. Ma, in virtù delle suddette raccomandazioni, è anche una "intoccabile" e non poco a ragione. Quindi risulta anche sicura di sè, in un modo così ostentato che a me da fortemente la nausea.

La sottoscritta può ben poco in questa situazione, soprattutto dalla posizione così poco chiara e così tanto delicata in cui sono al momento. Ma ho goduto come un riccio in calore quando l'ho costretta a fare il suo lavoro che però voleva rifilare biecamente a me.

Però, mia cara personcina in questione, con me stai veramente superando il livello di guardia della tollerabilità.

E con tollerabilità intendo che non ho più intenzione di sopportare che si denigri così la mia categoria professionale.

Purtroppo siamo una categoria che viene denigrata spesso e quindi ci siamo un pochino anche avvezzi. Un pochino e basta però.

Quindi adesso metterò in atto la procedura d'emergenza quando si incontrano personaggi così recidivanti.

Allora, la prima volta (come è già successo) tralascio. Lascio cadere la provocazione. A volte sono parole dettate dall'ignoranza e quindi ci passo di sopra con estrema facilità. Altre sono dettate dall'astio ma a quel punto mi dico che non ne vale la pena e pazienza.

La seconda volta (quella di oggi) però zitta non mi ci sto, e faccio notare gentilmente la cosa.

La terza smetto di essere gentile. Questo stadio è stato raggiunto, per adesso, solo da un ragazzo con cui anni e anni fà ho avuto una mezza storia che alla fine s'è beccato un vaffanculo cumulativo. Ma di cuore.

La quarta volta parte direttamente la seggiolata nei denti.

Rompicoglioni avvisato, mezzo salvato.

martedì 6 luglio 2010

Cazzate mondiali

Forse vado un pò a periodi, diciamo che piglio un pò le fisse per un pò di tempo.
Ma devo dire che c'è una canzone di Gaber che mi rappresenta tantissimo in questi giorni, alla luce degli ultimi eventi. Mondiali compresi.
Il titolo è "Io non mi sento italiano", e forse l'avrete sentita perchè è una delle sue canzoni più famose dell'ultimo periodo. Il succo della canzone è che l'Italia ha tanti difetti, ma "se fossi nato in altri luoghi poteva andarmi peggio".

Ecco, una di questi posti è la Germania, per dire.
Perchè ci fioccano dementi come se piovesse.
Io non so giudicare se a livello economico l'Unione Europea sia un guadagno per noi italiani e quindi mi astengo dal giudicare. Ma ultimamente in altri campi lo stiamo prendendo nel culo a "ritrecino", come si dice nelle soavi terre toscane.
Prima hanno legiferato su certi aspetti alimentari facendo diventare legali robe assurde come il vino senza uva e l'aranciata senza arancia. Poi hanno colto l'occasione vietando certi tipi di pesce, penalizzando sempre noi, soprattutto i pescatori del sud che confinano con paesi i cui pescatori adesso possono pescare il doppio. E noi ce lo prendiamo...Come canta qualcuno!
E infine... si sono sognati di pensare una legge per mettere al bando nientepopò di meno che la Nutella!!! (una tedesca....! in quanto i tedeschi sono arci noti per le proprietà nutrizionali della loro dieta)
Io penso che a questa notizia non ci sia da aggiungere altro, basta questa informazione per capire quanto stia autofomentando l'odio per il popolo germanico.
Per non parlare degli olandesi.
Il giorno in cui l'Italia ha giocato l'ultima e definitiva partita dei mondiali io me ne sono scesa a casa e ho seguito la disfatta cercando i risultati su internet con il cellulare.
Poi siccome non me fregava niente ho rinfilato il naso nel mio librone e letto per tutto il viaggio. Se non  che a Firenze mi si piazza accanto una coppia sulla 45ina, palesemente stranieri e vagamenti odoranti di alcol. Due tipi apparentemente normali comunque.
Oviviamente si sono rivelati due idioti di prima categoria e chiaramente con tutto il treno vuoto non avevano altri posti dove sedersi se non accanto a me. Dopo un mezzo secondo con un inglese sbiascicato mi chiedono se sono italiana.  Rispondo di sì, e loro con aria canzonatoria mi fanno notare che siamo appena stati buttati fuori dai mondiali. E io, facendo spallucce, rispondo con la tipica espressione inglese "Deh, o allora..."
Parlottano tra di sè in una lingua a me sconosciuta e, mentre io mi sto chiedendo perchè sembrano così tanto tedeschi ma non parlino tedesco, lui vede passare un ragazzo nel corridio e gli urla praticamente in faccia (il tipo non era molto alto) "Olanda Olanda". Avevo svelato l'arcano.

Di lì in poi è stata tutta una presa per il culo a me e tutti gli altri lì intorno tra un italiano molto maccheronico (che poi io dico, ma quando noi andiamo all'estero ci dobbiamo arrangiare con l'inglese o la lingua del posto???E allora se tu vieni a casa mia parli come dico eh che cacchio!) e un olandese stretto. Che poi direte, come hai fatto a capire che prendevano per il culo se non sai l'olandese???

Ottima obbiezione, da personcine attente.

E io vi rispondo che se l'olandese non lo capivo il non verbale lasciava ben poco spazio al dubbio.

E poi diciamo degli albanesi e dei marocchini,tze! Ma quelli sanno il galateo a menadito al confronto!

Detto ciò, ecco perchè mi girano le balle al pensiero che forse una delle due nazioni vincerà il mondiale!

domenica 4 luglio 2010

Occhio alle signore

Che di questi tempi c'è da stare parecchio attenti, anche ad essere generosi.
Tipo un signore qualsiasi si offre di portare una valigia troppo grande a una signora un pò scosciata.

"Vuole una mano signora???"

Solo che non era proprio una signora.