lunedì 9 luglio 2018

Cattivissimi voi

Non mi è piaciuto Cattivissimo me, e non vado matta per quei cosi gialli che sono di fatto i protagonisti del cartone.


Ma quando mi hanno chiesto "un gelato al Minion" giuro che ho immaginato una mattanza di queste bestiole, spremute vive per creare un dolce a loro immagine e somiglianza.
Vi prego, se avete un cuore, non ordinate mai questo gelato!



mercoledì 27 giugno 2018

Ciao

Per quanto, a giusta ragione, possiate accusarmi di non passare più da voi per un saluto (a volte leggo, di fretta, e siccome ho un telefono troiaio non riesco a commentare), vi posso assicurare che sto adorando la parola "ciao".

Lo scorso anno, a lavoro, l'apprezzavo ma ne rimanevo anche perplessa. Lavoro in un posto grande, con tanti dipendenti, e salutarsi solo per il fatto di riconoscersi dalla divisa è rimasta per mesi un'esperienza strana, benché piacevole.

Poi ho cambiato lavoro e mi è successo l'opposto. Poiché ricoprivo un ruolo "inferiore" ai cosiddetti educatori ed ero una sorta di outsider, spesso i miei buongiorno cadevano nel vuoto, rimanendo privi di risposta.

L'ho scritto altre volte ma lo ribadisco: gli educatori me li immaginavo diversi, o almeno così speravo. Ma a questo punto si spiegano veramente tante cose su quanto si sente dire dell'ambiente scolastico.


Comunque.

Tornare al lavoro estivo è stato un piacere. Ritrovare tante facce conosciute ma soprattutto i saluti corredati di sorriso mi ha fatto davvero bene. Certo, mica tutto è rosa e fiori, ma posso assicurare che quel gesto di minima umanità che sta tutto in quattro lettere, mi ha riportato quel buonumore che si stava spegnendo dentro di me.

E quindi...

CIAO A TUTTI!

giovedì 14 giugno 2018

Punti di vista

Si parlava, con dei ragazzi che lavorano con me. Tutti o molto molto giovani, alle prime esperienze lavorative, oppure "del settore", che hanno scelto di lavorare nel turismo stagionale.
Criticavano aspramente il posto in cui lavoriamo. Io di solito non partecipo ma stavolta mi hanno colpita nel vivo e ho commentato che sì, non sempre le cose filano lisce ma che ci sono posti ben peggiori dove lavorare.
Di risposta mi hanno chiesto se avevo lavorato a Baghdad. Ho sorriso pensando a: stipendi da fame, lavoro gratuito fatto di notte, reperibilità h24 (sempre gratis), progetti pagati poco e tardi, rimborsi spesa nelle tasche dei pensionati volontari di buon cuore, incarichi da 4 ore a settimana fatti passare per oro colato, rabbia per poter lavorare decentemente senza mezzi e colleghi competenti... E ho risposto: Beh sì, più o meno.


martedì 29 maggio 2018

Imparare nuove cose


(fonte: Crea il tuo meme)



Mi avete vista sparire perché ho iniziato a lavorare. Posto vecchio ma ambiente nuovo, visto che sono cambiate veramente tante cose (e persone).

Sarà un'estate impegnativa, di sicuro, ma credo che sarà anche educativa.

Per esempio ho già imparato che se siete una mamma proveniente da certe nazioni del nord Europa la cui popolazione è notoriamente dedita all'alcol, sarebbe meglio che non lasciaste vostro figlio di due anni incustodito con dei cocktail alcolici.

Così, giusto per non far abbassare ulteriormente l'età della prima sbronza.

venerdì 18 maggio 2018

Beati gli ultimi

Chi è precario come me e per campare deve fare un sacco di cambiamenti col lavoro perde il conto dei primi giorni che deve affrontare. Nuove mansioni, nuovi colleghi, nuovi orari, nuove ansie e (forse) nuove soddisfazioni e motivazioni. Si parla spesso del primo giorno, revocando il vissuto del primo giorno di scuola, come simbolo di nuovo inizio.

E l'ultimo giorno?! Perché, è inevitabile, per un precario ad ogni primo giorno si sa che corrisponderà un ultimo giorno.

Ma gli ultimi giorni sono sempre un po' messi in secondo piano. E invece portano con sé così tante cose... che valgono forse di più! Può essere pieno di tristezza, perché sai di lasciare dietro di te qualcosa di bello. Ma può essere anche una grossa liberazione, quando hai avuto più magagne che soddisfazioni. Purtroppo per me, questa seconda opzione la conosco fin troppo bene.

Ma ne conosco una nuova. Non provare nulla. È stato strano arrivare a fine lavoro e non esserne né felice né rattristata. Non avevo in effetti motivi preponderanti per essere l'una o l'altra.
Ma tutto sommato non ho avuto gran tempo per rifletterci su e di certo una cosa positiva c'è: dopo questa fine c'è già alle porte un altro inizio.

domenica 6 maggio 2018

Caro, passami il sale

La primavera mi piace. Perché torna il calduccio e per i fiori che esplodono di colori. Ma soprattutto perché è la stagione delle primizie dell'orto e io AMO carciofi, ravanelli, fragoline, pisellini, cipollotti freschi e baccelli. Boni. Ma boni boni!

Non so voi come mangiate ravanelli e baccelli. Io li sbuccio e li inzuppo nel sale. Per me queste verdure si mangiano così, alla contadina. Punto.

Ora, per la preparazione ci vuole solo un mezzo minuto, quello che occorre per spargere il sale scuotendo la saliera. E quest'anno, per la prima volta della mia vita, non mi angoscio durante questa operazione. Semplicemente perché grazie al lavoro svolto durante questo inverno ho messo dei gran muscoli che permettono di tenere insieme il braccetto flaccido che mi ritrovo per natura e non fare quell'orribile effetto ala di pipistrello quando scuoto la saliera.

Una soddisfazione personale. E la prova che nella vita serve tutto!



lunedì 30 aprile 2018

Io me ne andrei.

Mai sottovalutare l'effetto delle parole "mi licenzio".

Ho provato più volte. Hanno reagito come se avessi detto "sono la reincarnazione di Satana", appiccando un incendio con lo sguardo. Che poi è la stessa reazione di quando una donna dice di non voler figli.

Il passaggio successivo è argomentare sul perché e il per come lasciare quel meraviglioso lavoro sia sbagliatissimo. E te lo dicono con uno sdegno che pare tu stia rinunciando a un lavoro da almeno 2000€ al mese, con bonus, trasferte ai Caraibi pagate e sedia ergonomica con massaggio incorporato.

Occhi sgranati, bocca inarcata, vocali allungate per enfatizzare la repulsione che hanno verso di te che rifiuti la loro fantastica OPPORTUNITÀ. "Ma cooome, ti vuoi licenziaaaare davveeeroooo?!".


Come se non fosse possibile voler provare a cambiare in meglio.
Come se non fosse possibile chiedere al proprio lavoro più soldi, più certezza, più tranquillità, più... qualsiasi cosa manchi al vostro lavoro.

Ed è vero che siamo in un momento (che ormai dura ANNI) in cui il lavoro manca e chi ne ha un misero straccio deve comunque ringraziare. Ma è veramente giusto accontentarsi sempre e buttare giù bocconi amari?

Per esperienza: NO. Ci sono limiti che per la propria dignità non dobbiamo superare. E poi, non si sa mai dopo che cosa succederà!


Fonte
 ciucciafuffa