martedì 14 agosto 2018

Forever

La vita, per fortuna, non è fatta di solo lavoro. E anche se sei una diversamente occupata e hai dei gran grattacapi, puoi sempre smettere di grattarti per un po' e dedicarti a cose piacevoli.
Tipo le serie tv. Confesso che per troppa stanchezza qualche puntata mi tocca guardarla due volte perché alla prima mi addormento mi riposo un attimo gli occhi e mi perdo dei pezzi.

Il mio problema è che però mi faccio delle gran buzzate di una certa serie, mi affeziono tanto ai protagonisti e quando finisce, sempre troppo presto, sto diversi giorni con la malinconia di chi ha dovuto salutare un vecchio amico che si è trasferito dall'altro capo del mondo.

Recentemente ho dovuto salutare il dottor Henry Morgan, un abile medico legale che con le sue intuizioni risolve anche i più stravaganti casi di omicidio. Solo un caso resta da risolvere: perché lui invece non riesce a morire. Ed ecco perché la serie di cui è protagonista si intitola Forever. Tra l'altro titolo piuttosto inadeguato, visto che è durata una stagione soltanto con pochissimi episodi.
Peccato perché i gialli da risolvere sono sempre interessanti e ogni personaggio ha delle notevoli sfaccettature, compreso il cattivone di turno, che è veramente veramente cattivo.

Ma soprattutto... il mio cruccio più grande è...

Come si fa a fare a meno del sempiterno fascino del dottor Henry Morgan?







venerdì 10 agosto 2018

Rimozione

Ho fatto cinque anni di studi.
Un anno di tirocinio.
Un esame di stato superato al primo colpo.
Qualche annetto di lavoro nel settore.

Ma solo oggi ho capito cosa sia DAVVERO un meccanismo di difesa. E per la precisione la rimozione. Sigmund sarebbe fiero di me.

La rimozione è quando tu riconosci una cliente che torna da te dopo un anno, la saluti felice, la fai sentire importante perché l'hai riconosciuta e ti lancia anche in qualche chiacchiera festosa.
Ma poi ti ricordi che era una rompicoglioni patentata, vorresti ritirare tutti i saluti e i sorrisi e fatti e accoglierla con un più adeguato "ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?".

Per dire che gli insegnamenti universitari nella vita non sai mai quando ti tornano utili.


giovedì 26 luglio 2018

Poche idee ma confuse

Lo so. La vita ci mette sempre davanti a dei bivi. A delle strade da scegliere. A delle decisioni vitali da prendere.
Destra o sinistra? Filo rosso o filo blu? Devi scegliere per forza una sola cosa e lasciare indietro l'altra, senza sapere cosa vuoi davvero e se farai bene a fare come farai.
Ci siamo passati tutti. Io personalmente a qualche bivio importante ho imboccato la via sbagliata, quindi capisco il disagio tremendo della scelta.

Ecco, però non la potete risolvere chiedendo "una birra piccola grande" o "una cioccolata calda fredda". Semplicemente perché non si fa. Non bisogna barare con la vita o con una cassiera che pensa troppo.

lunedì 23 luglio 2018

I terrori dei sette mari

In principio furono i coccodrilli. Dominarono per anni il mare senza pietà. Al massimo, a fianco a loro, potevi trovare qualche delfino.
Poi è stata la volta dei fenicotteri.
Poi gli unicorni, che anche se non esistono, se ne vedono a bizzeffe.
Poi il bretzel.
Il donut.
La pizza.
Tutte le specie di squalo a grandezza naturale.
Le patatine e i pop corn.
Anche la fetta di limone.
E il bicchiere di mojhito.

Ok. Questa storia dei gonfiabili simpatici ci è decisamente sfuggita di mano.



Nella foto, presa online da carnivalhalloween.it, un esemplare ormai estito di materassino colorato.

lunedì 9 luglio 2018

Cattivissimi voi

Non mi è piaciuto Cattivissimo me, e non vado matta per quei cosi gialli che sono di fatto i protagonisti del cartone.


Ma quando mi hanno chiesto "un gelato al Minion" giuro che ho immaginato una mattanza di queste bestiole, spremute vive per creare un dolce a loro immagine e somiglianza.
Vi prego, se avete un cuore, non ordinate mai questo gelato!



mercoledì 27 giugno 2018

Ciao

Per quanto, a giusta ragione, possiate accusarmi di non passare più da voi per un saluto (a volte leggo, di fretta, e siccome ho un telefono troiaio non riesco a commentare), vi posso assicurare che sto adorando la parola "ciao".

Lo scorso anno, a lavoro, l'apprezzavo ma ne rimanevo anche perplessa. Lavoro in un posto grande, con tanti dipendenti, e salutarsi solo per il fatto di riconoscersi dalla divisa è rimasta per mesi un'esperienza strana, benché piacevole.

Poi ho cambiato lavoro e mi è successo l'opposto. Poiché ricoprivo un ruolo "inferiore" ai cosiddetti educatori ed ero una sorta di outsider, spesso i miei buongiorno cadevano nel vuoto, rimanendo privi di risposta.

L'ho scritto altre volte ma lo ribadisco: gli educatori me li immaginavo diversi, o almeno così speravo. Ma a questo punto si spiegano veramente tante cose su quanto si sente dire dell'ambiente scolastico.


Comunque.

Tornare al lavoro estivo è stato un piacere. Ritrovare tante facce conosciute ma soprattutto i saluti corredati di sorriso mi ha fatto davvero bene. Certo, mica tutto è rosa e fiori, ma posso assicurare che quel gesto di minima umanità che sta tutto in quattro lettere, mi ha riportato quel buonumore che si stava spegnendo dentro di me.

E quindi...

CIAO A TUTTI!

giovedì 14 giugno 2018

Punti di vista

Si parlava, con dei ragazzi che lavorano con me. Tutti o molto molto giovani, alle prime esperienze lavorative, oppure "del settore", che hanno scelto di lavorare nel turismo stagionale.
Criticavano aspramente il posto in cui lavoriamo. Io di solito non partecipo ma stavolta mi hanno colpita nel vivo e ho commentato che sì, non sempre le cose filano lisce ma che ci sono posti ben peggiori dove lavorare.
Di risposta mi hanno chiesto se avevo lavorato a Baghdad. Ho sorriso pensando a: stipendi da fame, lavoro gratuito fatto di notte, reperibilità h24 (sempre gratis), progetti pagati poco e tardi, rimborsi spesa nelle tasche dei pensionati volontari di buon cuore, incarichi da 4 ore a settimana fatti passare per oro colato, rabbia per poter lavorare decentemente senza mezzi e colleghi competenti... E ho risposto: Beh sì, più o meno.