lunedì 7 agosto 2017

Turisti #2

A voi che mi avete chiesto:
- un Culone invece che un cucciolone
- un Pierino invece che una Peroni (italianissimi, fra l'altro)
- una pisciata invece che una pizzetta

E a voi che vi ostinate a cacare in posti in cui abitualmente si nuota o si mangia...

A voi tutti devo dire grazie per aver reso meno difficile aver gettato nel cesso (posto da voi assai poco frequentato) 10 anni di formazione e una professione tanto sudata.

sabato 29 luglio 2017

Coincidenze

Considerato l'andamento della mia esistenza, io NON CREDO che il fatto che io stia lavorando per la prima volta come stagionale 9 ore al giorno dentro una stanza in cui si rasenta la temperatura del centro della terra e il fatto che questa sia l'estate più calda degli ultimi anni non siano una coincidenza.

martedì 18 luglio 2017

L'odore

Ce l'ho fatta, con un mese di ritardo, a riscuotere l'ultimo lavoro dei miei ex datori. Tra le mille scuse
assurde, alla fine mi sono beccata pure un cazziatone perché io, laureata e psicologa abilitata, durante l'anno non ho chiesto consulenze educative al vecchio quasi ottantenne che spadroneggia là dentro, chiamandosi volontario, a 300/400 € di rimborsi alla volta.

Sono felice di una cosa. Quando sono andata a colloquio non mi sono deodorata. Così a fare schifo non erano solo loro.

mercoledì 28 giugno 2017

Turisti #1

Ridendo e scherzando è oltre un mese che ho iniziato il nuovo lavoro.
Più che ridendo e scherzando direi piangendo e sudando, perché l'inizio non è stato dei migliori e le temperature, beh, le sentirete anche voi.
Questo lavoro è il più diverso rispetto a quelli svolti fino ad adesso, anche se ho dovuto far comunque funzionare le mie competenze da psicologa perché sì, i malati psichiatrici sono difficili da trattare, ma i turisti all'ora del pranzo che non sanno decidere se il panino o la piadina, quelli sì che sono imperscrutabili!

Ho imparato veramente tante, tantissime cose.
Ecco dunque le nozioni fondamentali  da sapere se si lavora in un villaggio turistico, zona bar (se non sei una barista).
- chiedere ad un tedesco se la birra la vuole piccola credo che corrisponda ad una bestemmia pronunciata in Vaticano. Dopo i primi sguardi atterriti e sdegnati, ho iniziato a chiedere "birra grande, vero?"
- la metà delle persone che ordina un caffè lo ordina strano e, anche se ho imparato a fingere di sapere di cosa stanno parlando, rimango sempre stanita
- gli effetti dell'assunzione di alcol in gravidanza si vedono. Se vedi bere come spugne delle giovani madri stai pur certo che la loro prole combinerà qualcosa di anomalo, tipo mangiarsi di testa sull'unico palo della piazza. Il che comprova che non bisogna bere col pancione, 'che i bimbi escono difettati.
- dimmi come ordini e ti dirò da dove vieni. I tedeschi: Uno di questo, due di questo, uno di quest'altro. È tutto, grazie. Gli italiani: Me dai... Ma che ne so, famo due birre, grandi, anzi no piccole, anzi due Fanta, ahò ma tu che voi? Un'altra birra? E nonna che prende? Vabbè, famo cinque amari e non ce pensiamo più.
- i popoli nordici vengono colti dalla sindrome di Stendhal davanti al menù dei gelati confezionati. Passano minuti e minuti (e la coda cresce... E sbuffa...) a scegliere un banale gelato. Anche la suddetta velocità tedesca va a farsi benedire. Mi sono informata e fonti certe mi dicono che i gelati al nord sono meno vari e più costosi. Ciò continua a non spiegare perché dopo due settimane di soggiorno giardino quei cartelloni come se fosse la.prima volta.
- è un'usanza più comune di quanto si creda fare la cacca in piscina. Siamo già a quota 5. Ci auguriamo tutti siano bambini, certo è che non lo trovo normale. Ormai è diventato un tormentone: "allora, oggi il bambino ha fatto il suo dovere?". Io comunque guardo questa gente e non capisco. Ma pagate veramente 2000€  per stare a mollo una settimana in un pozzo di merda?! Con il mare a due passi?! Mah.

sabato 10 giugno 2017

La nonnina malata

Allora, io da ragazzina sono sempre stata una studentessa secchioncella e non ho mai dovuto sfoderare qualche penosa scusa per giustificare una mia mancanza nello studio. Ma so che una che andava per la maggiore era la nonnina ammalata. Ricordo che un comico, non ricordo più se Panariello o Brignano, fece della faccenda uno sketch di un suo spettacolo, con questi nonni che morivano e resuscitavano per l'interrogazione successiva.

Mi aveva fatto molto ridere.


Mi fa un po' meno ridere adesso che, per non pagarmi un lavoro iniziato mesi fa e chiuso giorni e giorni addietro, i miei ex datori stanno trovando la stessa scusa.

martedì 6 giugno 2017

Perdersi, ma ritrovarsi

Insomma, inutile dire che ci avevo sperato, anzi ero CONVINTA che pur restando una diversamente occupata, dare una svolta così grossa alla mia vita lavorativa non poteva che portare cose buone. Io sono sempre stata a favore delle svolte, anche se difficili, perché tante volte mi sono trovata a sguazzare in dei pantani che si rivelavano poi sabbie mobili, in grado di portarti sempre più in giù, nonostante la fatica immensa per risalire.

Sono bastati dieci giorni per ritrovare me stessa e  "quel vago senso di averlo preso in culo" (cit. Daniele Silvestri).

Ah, che sensazione familiare.

martedì 23 maggio 2017

Ricominciamo...


Inutile forse precisarlo: il precariato ammazza l'entusiasmo. Anche delle piccole cose. Quando hai troppi lavori da fare per portare a casa due soldini non hai né il tempo né le energie di dedicarti ad "altro". Quando il lavoro, nemmeno precario, non ce l'hai, hai l'umore talmente a terra da non aver voglia di "altro".

Un "altro" che era sparito dalla mia vita era la lettura. Ora, ad un passo da un nuovo inizio lavorativo, ho ripreso in mano un romanzo che avevo già abbandonato due volte.

E non perché non mi piacesse, ma per i motivi di cui sopra. In un paio di orette in spiaggia ho fatto fuori un quarto di pagine. E, copiando la mia ami-blogger Federica, per segnare la pagina ho usato uno scontrino importante: quello del mio gelataio preferito da quando ero bambina! Per me diventa estate solo quando mangio il suo gelato.