giovedì 31 marzo 2011

Stereotipi di acciaio

"Finalmente" sono giunta in possesso del libro che da tanto volevo leggere e da tanto inseguivo per le biblioteche: Acciaio di Silvia Avallone.
E qui una doverosa premessa. Il libro è ambientato a Piombino, una cittadina a pochi chilometri dal mio paesello. Quella delle acciaierie Lucchini è una realtà che conosco, direi molto indirettamente, ma la conosco. Purtroppo come al solito sono stata lontana da casa anche nel periodo in cui Acciaio è stato pubblicato e non ho potuto seguire bene la polemica sorta nei cittadini piombinesi che si sono ritenuti offesi dal romanzo. Prima ancora di conoscerne almeno un minimo la trama e collegando questo risentimento con il grande successo del libro, ho "dato ragione" a priori alla Avallone. Ho pensato che li avesse colpiti nel vivo, rivelando informazioni socialmente e umanamente toccanti sulla realtà delle acciaierie. Una realtà non semplice, è vero. Soprattutto in questi ultimi anni di crisi in cui si sono avvicendate anche delle compravendite, dei cambi di proprietà, delle chiusure di impianto.
MA:
già quando ho letto la trama e qualche commento su Anobii mi sono immaginata che era un libro tutt'altro che socialmente impegnato. Anzi.
Mi sono messa in testa quindi che lo volevo leggere comunque per rendermi veramente conto di cosa si stesse parlando ma che sicuramente non mi sarebbe piaciuto. Il fatto che però si parli di una realtà così vicina a me, me lo ha reso irresistibile.E ho anche cercato di allontanare il pregiudizio quando alla fine dell'inseguimento per le biblioteche (è sempre fuori!!!) mi sono arresa e ho prenotato (sborsando addirittura 50 centesimi).

Ebbene, alla pagina 52 si rilevano i seguenti stereotipi, esagerati fino all'inverosimile:
  • 2 migliori amiche tredicenni-quasi-quattordicenni (cit.) che sfiorano la relazione lesbo
  • gli spogliarelli delle suddette nel bagno con le finestre aperte per farsi vedere dai vicini che si masturbano guardandole
  • la mamma comunista e il figlio berlusconiano
  • il padre che guarda morbosamente la figlia, che la picchia e forse abusa di lei PERCHE'  lavora alle acciaierie
  • i tossici che si fanno in vena (roba che neanche ai tempi dei ragazzi dello zoo di Berlino
  • il topo morto tra le case e il puzzo di urina
  • la mente di qualche personaggio che funziona come l'altoforno, perchè lavora da sempre alle acciaierie e quindi non può che accadere così
  • operai e famiglie che non sono mai usciti dalla Val di Cornia
  • la ragazzina di 16 anni sposata in fretta e furia perchè incinta e il matrimonio che si è limitato a una festa con patatine coriandoli
  • la bellezza delle due protagoniste descritta come in un romanzo softporno
  • la sfigata di turno, loro coetanea, con tanto di sorella malata sulla sedia a rotelle. Sfigata brutta che odia le belle ma che sotto sotto vorrebbe essere come loro
  • operai che succhiano anfetamine come fossero Tic Tac
  • afa tremenda neanche fosse il Sahara. Perchè c'è l'altoforno. 
  • donne grasse e sudate
  • frasi ad effetto messe dalla Avallone per far vedere che conosce le acciaierie, con termino tecnici che ci insegnavano anche alle medie a educazione tecnica.
E se a pagina 52 siam già messi così... Sono oltre 300 pagine!

lunedì 28 marzo 2011

Ma che cos'è quest'uomo qua!?



E per chi fosse stato troppo giovane per ricordare, come me, Caponnetto è stato, diciamo così, il portavoce del grido di dolore conseguente all'attentato di Borsellino. "E' finito tutto" ha detto. 
E il peggio doveva ancora venire.

sabato 26 marzo 2011

Mia moglie per finta

Dopo le mezze delusioni di Funny People e Un week end da bamboccioni, aspetto trepidante questo qua:




Il trailer è rassicurante: storia d'amore mista a commedia. Staremo a vedere!

martedì 22 marzo 2011

Genitori e figli. Agitare (i figli) prima dell'uso

Che io non ami i bambini non è più un mistero.
Poi, se mai avrò un figlio mio, sarà una cosa bella-meravigliosa-stupenda e per di più sono davvero felice quando qualcuno diventa genitore. E se faccio i complimenti a un bambino sono sinceri.

Però li preferisco lontani di me. Non mi piace quando piangono, anzi urlano, e non mi piace sapere che non sono autosufficienti nell'espletare le funzioni corporali. E non mi piace che non li capisca quando parlano. Trovo insopportabile quando gli adulti fanno loro mille inutili moine e insegnino loro delle parole che non esistono, perchè così si allunga il tempo per far parlare l'italiano. Bombo, bumba, titto. Ma che sono???
Vorrei che il mio futurissimo figlio come prime parole non dicesse ma-ma o pa-pa ma affrontasse un discorso sui massimi sistemi. E se proprio vogliamo andare sui non-sense almeno che sia  Prisencolinensinainciusol.

Però... però non tollero che non si rispettino, anche nei piccoli gesti. Molte e molte volte ripeto, nelle conversazioni con quello o con quell'altro, che se si devono fare dei figli per trattarli in certe maniere è meglio non farli. Non è scritto da nessuna parte che si deve prolificare per forza. 

E tutta questa premessa per raccontare un episodio di sabato scorso.
Sono in macchina  e mi guardo un pò intorno annoiata e mi accorgo di un uomo che sta caricando sul sedile posteriose un ovetto, quei cosi tipo passeggino a cui tu togli le ruote e ti rimane il "contieni-bimbo". Fa un pò fatica perchè lo spazio di apertura dello sportello è poco, allora lo inclina di un bel pò.
E lì succede il fattaccio.
Cade qualcosa dall'ovetto, un tonfo sordo.
Penso: sarà una borsa.
E invece no. E' il bimbo.


Che tra l'altro è stato raccattato come se niente fosse, senza neanche dargli una scossatina per pulirlo dalla polvere dell'asfalto, anzi la faccia del padre era pure un pò scoglionata, mentre la mamma non ha fatto una piega. Se il padre di mio figlio avesse fatto una roba del genere, dopo lo potevano raccogliere solo con un cucchiaino.
Commentando l'accaduto con la Collega, ho ribadito che uno che ha un minimo di cervello con un bambino nell'ovetto non la fa quella manovra. Lei ha voluto essere più ottimista. "Ma forse non funzionava più. Hai presente come quando si incanta il telecomando e tu gli dai un colpo e riparte?".


(notare l'etichetta che ho messo a questo post: "esseri imbecilli". Inauguro questa nuova etichetta in questa occasione ripensando a un'altra mamma esemplare che disse a suo figlio "Te non sei un bimbo, te sei un essere imbecille". Credo che abbia vinto il premio Mamma dell'Anno.)

lunedì 21 marzo 2011

Fratelli d'Italia

Trascrivo alcuni stralci del discorso di Carlo Azeglio Ciampi, che è stato un Signor Presidente, è un Signor Italiano che tiene ben ferme le sue radici nella sua città natale: Livorno.


Nelle ricorrenze solenni la famiglia si riunisce; oggi voglio essere con la famiglia livornese e toscana tutta, raccolta attorno a un ideale desco per celebrare il compleanno della nostra amata Italia.

Lasciamo agli storici, di ieri e di oggi, il compito di continuare a “indagare” su quelle tante diversità che connotarono il processo unitario. (…)Tutto ciò ci è noto; ciò nondimeno il nostro sentimento, il sentimento della più gran parte di noi avverte oggi, come in passato, la forza unificante di quel desiderio di libertà, di affermazione della nostra dignità di uomini e di cittadini
Con un sentimento vivo del nostro passato, delle nostre memorie; con uno sguardo trepido e insieme fiducioso volto al futuro mi accingo a vivere questa giornata. Dei molti e diversi pensieri che affolleranno la mia mente, delle emozioni che questi pensieri risveglieranno nel cuore, non pochi saranno dedicati a Livorno. Come affermavo all’inizio, infatti, oggi voglio essere con la mia Livorno e con i diletti concittadini livornesi per augurare, con una sola voce: buon compleanno Italia!

E ora mi piacerebbe sentire come la pensate: avete un senso di appartenenza al luogo? Come vi sentite? Vi sentite semplicemente italiani o avete una più forte identità regionale? O che altro?

domenica 20 marzo 2011

Ci-uf ci-uf

In questo momento sono bloccata in un treno. Con la pipì da fare e il pranzo da comprare. Io che parto sempre con 37 panini da casa.
Hanno rubato il rame dal tratto di linea ferroviaria che dobbiamo percorrere.
Ecco, diciamo che se avessi davanti un ladro di rame, e in mano una grondaia, saprei esattamente cosa farne.

giovedì 17 marzo 2011

150

Oggi si festeggiano i 150 anni dell'Unità di Italia. 
Non credo che esista italiano che non lo sa perchè francamente ci hanno sfrantugiato a sufficienza le palle con 'sta storia "unità sì-unità no".

L'Italia ... croce e delizia. L'Italia è uno statarello tanto piccolino in confronto con altre potenze mondiali. Ma non c'è proprio da parlarne: l'Italia ha delle risorse , delle ricchezze, che nessun altro ha. Saremmo una stato coi controfiocchi e i controcoglioni. 
MA
Sono gli italiani che stanno portando questo Stato alla rovina. O meglio "certi italiani". Italiani che non vogliono esserlo, che mi fanno vergognare di far parte di questa popolazione e che infangano il nome di quelli che questo titolo di Italiano lo portano con onore.
Infatti è solo per merito di questi, ormai sparuti, ITALIANI che ogni tanto mi sento fiera di esserlo anche io.

In fondo anche io la penso così:

Io G. G. sono nato e vivo a Milano
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

domenica 13 marzo 2011

Calarsi un acido

Chiunque dica "che schifo" non può realmente comprendere il significato di questa espressione se non ha sperimentato questo:

- finire il collotturio proprio nel bel mezzo di una pesante infiammazione gengivale
- accorgersene di venerdì sera e di sabato non aver modo di comprarne un altro
- farsi convincere dalla mamma che l'aceto fa anche meglio del colluttorio
- ... soprattutto senza diluirlo...

IL PROSSIMO CHE SENTO SPONSORIZZARE I RIMEDI "DI UNA VOLTA" LO IMPALO!!!

venerdì 11 marzo 2011

Le cose da vedere nella vita

Tra le varie esperienze della vita che mi mancano da oggi NON potrò più annoverare lo stupro di gruppo tra paperi. Stupro, oltretutto, ehm, vogliamo dire.. .multietnico???
(la foto ahimè non sono riuscita a farla!)

martedì 8 marzo 2011

Uno scempio. Anzi, LO scempio

Tutto posso sopportare: il maltempo, la neve a marzo, le minacce dei rumeni e anche il nucleare, toh.
Ma non posso sopportare questo:

è ricominciato Il commissario Manara e nella prima puntata gli ho sentito pronciare non una, non due, bensì BEN QUATTRO volte la parola "coliandresca" per eccellenza. 
MINCHIA
Cara Rai, Coliandro è insostituibile. Queste cose non si fanno!

lunedì 7 marzo 2011

Heidi, Pollon e Chernobyl

Mesi fa fu lanciato su facebook un giochino che consisteva nel cambiare la foto del profilo con l'immagine di un cartone della nostra infanzia. Hanno aderito in tanti, ed è stato un piacevole tuffo nel passato.

L'altro giorno ho cambiato l'immagine che avevo con questa:
aderendo a un'iniziativa che ho trovato nella pagina di Festambiente. Ebbene, nessuno ha aderito. Non è certo un'immagine del profilo di facebook che cambia le cose però...

Forse è il caso di spendere due minuscole paroline in merito.
A giugno saremo chiamati di nuovo a votare un referendum. Uno dei quesiti riguarda il nucleare.
Sono state scelte delle date "tattiche" in modo tale che non si raggiunga il quorum.
Per favore, pensiamo a Heidi, a Pollon e a Qui Quo Qua.
Ma pensiamo anche al nostro futuro.

domenica 6 marzo 2011

“My blog is carbon neutral”

Il piccione è un ecologista. Sicuramente. Quindi, avendo visto che stavo diventando troppo poltrona e mi spostavo in macchina anche per andare dal bagno alla camera, ha ben pensato di presentarsi travestito da rumeno incazzato, così che mollassi la macchina e ritornassi ai mezzi di trasporto meno inquinanti.
La bicicletta e la cosidetta carrozza del Gambini.
Adesso scopro che avere un blog causa emissioni di Co2.
Prima che il piccione mi fulmini il computer, aderisco a questa iniziativa. Si chiama Mach's Grun, (la u con l'umlaot, che non ho mai capito come si fa!). Praticamente sembra che piantino un albero per ogni blog segnalato, affinchè si annullino le emissioni causate dal blog per i prossimi 50 anni.
Non so se è una bufala, spero di no, ma alla fine ho deciso comunque di provarci.

Ecco come si fa.
1) si scrive un post per promuovere l'iniziativa
2) si manda una mail a CO2-neutral@kaufda.de con il link del post
3) loro pianteranno un albero in una foresta del Sierra Nevada!

sabato 5 marzo 2011

Vai in culo deh!

Solito giro di telefonate. Frasetta standard: la informo che il giorno X alle ore Y si terrà l'evento Z.
Quasi una ventina di chiamate, tutto liscio come l'olio. Mi sono lasciata però per ultima un pezzo grosso. E per esperienza, i pezzi grossi dove lavoro io sono grossi pezzi di merda (gpm per gli amici).
Io:Salve signora, la informo che il giorno X alle diciotto si terrà l'evento Z.
Gpm: Quandoooo????
Io: il giorno X, alle diciotto.
Gpm: sì, ma quando????
Io (ormai alterata): Alle diciotto, il giorno X!!!!
Gpm: ma a che ora???
Io (molto più che alterata): alle diciotto signora!
Gpm: Di ssschotto???
Io (ormai consapevole che la "signora" voleva farmi pesare la C strascicata della Toscana): Alle diCCCiotto signora. Arrivederci.

Brutta troiaccia, t'aspetto a Livorno, poi e ti ' oncio io!!!

mercoledì 2 marzo 2011

Non sto nella pelle

Ho trovato tutti i surrogati possibili e inimmaginabili. 
Mi sono perfino (ehm) procurata la discografia completa di Nomadi, Giorgio Gaber e Adriano Celentano.
Mi sono rimessa pure ad ascoltare la radio.


Ma erano solo diversivi.



Muoviti però, che non so più che cosa inventarmi.

martedì 1 marzo 2011

Modelli educativi

Per rispondere a Sara che nel post precendete chiede se i ragazzetti in questione fossero più o meno seri, riporto questa notizia presa pari pari da Yahoo.

Roma, 1 marzo 2011 - Sangue e liquido seminale: questi gli ingredienti di base del profumo che la popstar statunitense lady gaga lancerà sul mercato il prossimo anno, senza tuttavia che la relativa fragranza ne venga influenzata.
Come spiega infatti il quotidiano spagnolo 'El mundo' il sangue è stato donato dalla stessa lady gaga ma il risultato finale, nelle parole della cantante (che non ha fornito nessun dettaglio sulla provenienza altri ingredienti), sarà un profumo dall’olezzo simile “a una prostituta ben cara”.

Con simili modelli educativi non vedo in che altri modi potrebbero crescere.

E-mail

Ho appena inviato una mail a Collega, una delle mie più chiare amiche per chiederle di spostarsi dal centro del suo mondo e provare a vedere anche gli altri.

Anni fa non l'ho fatto e la nostra amicizia andò sfumando.

Vediamo se invece stavolta regge.