venerdì 29 ottobre 2010

SFORTUNA E'...

Sfortuna NON è quando mentre torni a casa da uno stessante (strano no?) pomeriggio lavorativo rischi di essere investita da un “oooooooooooooooohtestadicazzosiguardaimbecillemavaffanculovaistronzo” che entra in strada senza guardare.  
No, non è sfortuna, perché i freni di Cocìs, la mia acciaccata ma fedele mountain bike , hanno funzionato e io e Cocìs ci siamo fermati a un centimetro dallo sbattere prima sulla macchina del testa di cazzo e dopo di rimpallo su quella parcheggiata a fianco (notare che mentre frenavo e urlavo tutto quel bell’appellativo all’indirizzo del tizio mi sono anche prospettata tutta la dinamica dell’incidente con tanto di fratture esposte e trauma cranico). E quando dico un centimetro non esagero giuro.
Sfortuna è quando dopo la seconda camomilla ancora tremi e allora decidi di distrarti con la musica e con la riproduzione casuale la prima canzone che ti parte è questa.


giovedì 28 ottobre 2010

Un'inutile guerra

La prova lampante del fatto che sto perdendo colpi è stata quando lunedì mi sono addormetata sul più bello de "Il sorteggio", un film che aspettavo da mesi. Un'ora bellina bellina di sonno.
Martedì c'era XFactor e sono rimasta sveglia per il semplice fatto che non mi sono sdraiata e che mi teneva sveglia il pensiero che il nuovo decoder smettesse di registrarmi i Cesaroni (invece è troppo forte quel trabiccoletto, aspetto in gloria di capire se mi prenderà anche i principali canali rai, ma registra troppo bene!). Ho fatto una fatica bestiale però, a tenere gli occhi aperti.
Ieri ho capito che non ha senso fare la lotta per vedersi soccombere ogni volta.
Quindi mi sono sintonizzata sul 5, che c'era Ti presento i tuoi, o come si chiama, da ridere ma senza pretese. Mi sono infilata nel letto, e ho chiuso gli occhietti. Boia che dormita, non c'è altra ninna nanna che una tv accesa.
Ora scusatemi, vado a guardare Ho sposato uno sbrirzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz.

mercoledì 27 ottobre 2010

Ho avuto la mia occasione

Oggi a pranzo a Santa Stronza è andato di traverso non so cosa e mi ha chiesto di batterle dietro la schiena come si fa coi bimbi.
Ma perchè, perchè, PERCHE' proprio oggi mi sono dimenticata il coltello a casa??? Potevo fingere un incidente ed eliminare il mio problema più grande, lavorativamente parlando.
Santa Stronza è una delle persone più brutte che abbia mai conosciuto. Se non la più brutta in assoluto.
E' falsa, gode della disgrazia altrui, non rispetta gli altri, non tollera le idee diverse dalle sue, è capace delle bassezze più infime per ottenere i suoi scopi, fossero solo anche poter mettere mani in pasta ed essere di intralcio a qualcuno. 
Il tutto trincerandosi dietro ai valori cristiani, perchè fa parte di un ordine religioso. E' quello che mi fa più schifo.
L'ho sentita con le mie orecchie (e mi sono dovuta tappare la bocca) parlare degli omosessuali come di persone malate, pervertite, contro natura. Che è vero che è la chiesa che lo dice ma fa più specie sentirlo da una persona che sta davanti a te.
L'ho sentita anche attaccare i vegetariani "perchè sono tipi strani, non sono normali, che razza di persone sono, sono stupidi". Per non parlare dei volontari che si occupano di animali, che semplicemente "non capiscono un cazzo".
La sento quotidianamente riempirsi la bocca di parole come "carità" e "amore cristiano", ma non riesce a tenersi mezza amica perchè nessuno puà sopportarla quando iniziano a conoscerla meglio. E soprattutto perchè non sa veramente cos'è l'amicizia, in quanto in realtà, ma nessuno gliel'ha mai detto, l'amicizia non è fare i comodi propri sulla pelle altrui.
Non sa cos'è l'umiltà, Il chiedere per favore.
E' una brutta persona e non vedo l'ora che si cavi dai coglioni.
Ma che sia di lezione anche per me: MAI dimenticarsi le posate a casa, che non sai mai a cosa possono servire.

lunedì 25 ottobre 2010

CSM, ovvero il campionario di colleghi che tutti vorrebbero avere

Quando ho conosciuto A. (d’ora in poi la Saggia) a TLA l’ho giudicata come una persona estremamente competente nel lavoro ma un tantino bislacca nei rapporti interpersonali. Essendo stata poi una che ha avuto il previlegiodi conoscerla meglio mi sono resa conto che semplicemente è una persona che si da con estrema parsimonia, a chi e come vuole. Scelta ammirabile la sua, che da anni anche io cerco di seguire. Il mio difetto è che però spesso cerco di prendere la strada della diplomazia. E mi ritrovo che l’ho diplomaticamente preso in quel posto.
Devo dire che le troppo rare frequentazioni con la Saggia mi stanno facendo aprire gli occhi su molte questioni. Lei ha delle massime che sempre più spesso mi trovo a citare e sempre più spesso mi trovo a dirle “oh, lo sai che hai proprio ragione quando mi dici così?” e lei con un’immensa modestia (perché il valore delle persone che valgono è infondere quel loro valore alle persone che gli sono vicini senza cospargersi di allori) “Trovi? E un’altra cosa che dico sempre è quest’altra”. E così ti passa un’altra Verità.
Una di queste sue massime è “Il campionario è dentro, tutti gli altri sono fuori”. Riferendosi ai matti, ovviamente. Che se ci pensi bene è una verità inconfutabile, perché sarà che tutti questi anni di studio mi hanno conferito un briciolo di occhio clinico, ma credo che comunque sia esperienza comune chiedersi “ma perché hanno aperto i manicomi??!”. Con l’aggiunta che noi del mestiere ìfacciamo al matto in questione anche una diagnosi sciuè sciuè.
Tutto ‘st’ambaradam per presentare una nuova categoria di post che etichetterò CSM. Che è vero che sta per Centro di Salute Mentale, ma giuro GIURO che è stata solo una buffa coincidenza del mio pensiero quando, in un momento di noia, stava pensando alla presentazione dei miei colleghi. Un vasto campionario di follie più varie. Ecco, in quel momento mi sono immaginata mentre chiedevo ai suddetti “come siete messi???”… abbreviato CSM. Se lo volevo fare apposta un giochino di parole così non si sarei mai riuscita.

Detto ciò,oggi presento velocemente Venerata.
Lei è stata la mia tutor per un po’, poi causa maternità se n’è ita e devo dire che non ne ho sentito per niente la mancanza. L’ho ritenuta una persona incompatibile caratterialmente con me ma competente fino a quando non l’ho rimpiazzata e mi sono resa conto che quella sorta di venerazione che  tutti gli altri professano nei suoi confronti è assolutamente immeritata (ammesso che quel tipo di venerazione sia sensata in qualche caso). Il brutto di TLB è che non c’è stato mai nessun outsider che ha fatto aprire gli occhi a quelle persone sui loro metodi di lavoro, che talvolta si scontrano con ogni tipo di logica. Venerata, per riassumere, è la risposta vivente alla domanda che serpeggia nelle aule di psicologia, di fronte a persone acide, astiose, arriviste, ipocrite: “ma che psicologa potrà mai diventare quella?”.

domenica 24 ottobre 2010

Valle Aurina: secondo giorno

Ho già bisogno di vacanza, e non è neanche un mese che lavoro...
Non mi resta che tornare in Valle Aurina con la mente, che almeno i sogni e ricordi niente e nessuno può toglierli!
Il secondo giorno, dopo il primo leggermente massacrante, ce la siamo presa più comoda. Per prima cosa dovevamo fare spesa, e seconda cosa passeggiare per i paesini di montagna è tremendamente rilassante. Ci siamo visitati Campo Tures che è un pò il capoluogo della vallata, e Luttago, dove c'è LA Metzegerei, una signora macelleria, un pò fuori dalla strada centrale, ma è tutto un tripudio di kaminschwurzen e wustel che ti leva il fiato. Grazie Lunga, che ti sei ricordata dove era!

Il pomeriggio siamo stati a passeggiare alle cascate di Riva, anche lì c'ero stata la prima volta coi miei e devo dire che avevo un buon ricordo. Il sentiero è un pò in salita, ma si fa abbastanza bene, i salti della cascata sono tre, e quello più in alto è pazzesco perchè ci sei proprio sotto  e ti fai una bella doccia (infatti non ho praticamente foto di quello perchè non credo che la fujona volesse farsi un bagno gelido!). Continuando si arriva ad un altro sentiero, detto di San Francesco, ma noi ci siamo fermati prima a coccolare delle mucche al pascolo.
Ottima giornata anche questa, il tempo è stato assolutamente clemente e io ho schiaffato anche una bella dormita ,

Ai posteri

Mai fidarsi delle spugne da corpo che promettono massaggi rilassanti. Io l'ho fatto.
Se mi lavavo con la grattugia mi facevo meno male.

sabato 23 ottobre 2010

Maremma Amara

E’ l’ora che lo ammetta con me stessa. Sono televisivamente frigida. Forse è ancora a causa del trauma subito quando hanno cancellato il mio adorato Coliandro. E diciamo anche che non ho ancora elaborato il lutto per la fine di Scrubs.
E la verità è che non mi piace più nulla. Fatta una piccola eccezione per X Factor che per me è una novità. Ma il resto??? Da settimane sono ricominciati i Cesaroni, li guardo per inerzia, ammesso che riesca a beccare il giorno giusto in cui vanno in onda, che sarà la quarta volta che gli cambiano il giorno di messa in onda. Le storie dei giovani sanno di trite e ritrite (quando ho visto che si era messo a cantare anche Rudi sono dovuta andare  a raccattarmi le palle al piano di sotto) e quella degli adulti si reggono ad un filo sottilissimo quale è la comicità di Max Tortora e Antonello Fassari. Oltretutto hanno voluto sostituire Elena Sofia Ricci con due che peggio mi sento: una sciapa come la pasta senza sale e l’altra che pare un travone ma si sente Angelina Jolie. Mah, de gustibus…
Ho sposato uno sbirro mi era piaciuto un sacco lo scorso anno, ma quest’anno mi sembra banale e noioso. Se non fosse per gli sketch tra Flavio Insinna e Antonio Catania non l’avrei visto neanche quelle due mezze volte che l’ho visto.
Per non parlare di Scrubs-med school, che è un disastro. E mi fermo qui. Rivoglio JD, il JD di sempre!

Tutte robe “già vecchie”,comunque.
Poche le novità. Una di queste “Terra ribelle” di Mrs Cinzia Th ElisadiRivombrosa Torrini. Ho visto solo la pubblicità, non è esattamente il mio genere. So solo che ambientato in Maremma. Però vorrei capire una cosa. Ma questa Cinzia Th etc l’ha mai conosciuto un maremmano vero??? I maremmani non sono fatti in quel modo e sicuramente non parlano in quel modo. 
Fate incazzare una nobildonna maremmana qualsiasi e posso assicurarvi che non vi risponderà "Ohibò, perbacco"...
Fatela fare a me la fiction maremmana, sono di sicuro più credibile, maremma 'mpestata!

giovedì 21 ottobre 2010

Per favore, basta cattive notizie

Basta, per piacere, basta.
 
Basta notizie così. E non c'entra niente il lavoro, perchè il lavoro conta sì, ma fino ad un certo punto.
L'altro giorno ho sentito dopo tanto tempo una mia carissima amica e mi  ha raccontato che a suo padre hanno trovato un tumore e che forse, essendoci stato un forte ritardo nella diagnosi, non ci sarà molto da farci. E lei, una delle mie più cariche amiche, sta avendo delle avvisaglie che per ora non si chiamano tumore, ma dovrà comunque aspettare dei risultati e operarsi in ogni caso. 
Basta, basta.
Stamani, perchè non basta mai invece, ero sola in ufficio, ho risposto al telefono con la solita frasetta "TLB buongiorno", dall'altro capo del telefono mi parla M. E' la volontaria, una signora tutta compunta che, ormai in pensione, viene (anzi veniva) a darci una mano. Una brava persona, mi ci ero affezionata a quel modo così garbato di voler essere di aiuto. 
Le hanno diagnositcato una polmonite che potrebbe essere solo la punta dell'iceberg di qualcos'altro.
Per favore. BASTA.

mercoledì 20 ottobre 2010

Amleto non c'aveva Santa Stronza

Perchè ci vuole un abilità particolare a cercare di togliersi in una situazione in cui si sta male per infiliarsi in una situazione ancora più angosciante. E io quell'abilità ce l'ho tutta. 
Però per fortuna intorno a me stanno persone che, spingendomi verso l'omicidio plurimo (ed efferato), mi fanno riflettere e disincagliare da situazioni inutilmente di stallo. Neanche un mese fà, mentre ero in montagna, il Boss mi chiama per comunicarmi il mio nuovo orario, che già faceva schifo, ma nella seconda versione non mi permetteva di tornare a casa neanche per un giorno ogni tanto. Ho sbottato ma poi me ne sono fatta una ragione, perchè di soluzioni per non andare a lavoro se ne trovano a bizzeffe, e il meno adoperato sono le ferie.
Poi l'altro colpo: per questioni politiche, a un giorno dall'avvio del contratto sembra saltare l'assunzione. Lì mi sono compiaciuta di quello che avevo già fatto, ovvero voltare gli occhi altrove. Ho fatto domanda per il servizio civile. E mi hanno chiamato per la selezione un giorno in cui perderei un sacco di ore di ferie. 
Ma una mattinata come stamani, in presenza di Santa Stronza (SS!), la collega più stronza appunto, mi ha fatto capire che il dilemma non sussisteva, se tengo alla mia salute mentale.
E quindi domani sarò a chiedere il mio primo giorno di ferie. Che sia anche l'ultimo?
Incrocio l'incrociabile.

sabato 16 ottobre 2010

Niente nuove, buone nuove?

Non so come mai ma non riesco più a scrivere. Mi sento immersa in una melma verdina e molliccia che mi trattiene non a galla ma neanche mi spinge a fondo. Quando arrivo davanti al computer sembro sommersa da mille idee ma alla fine mi si strozzano tutte sulla punta delle dita, e alla fine mi dedico ad altro. 
La causa non la so, forse è il momento di sconforto che ho vissuto, e sto vivendo tuttora, sul lavoro,che poi ha condizionato tutto il resto. Starò un mese intero senza vedere il Ranocchia. Non eravamo mai stati lontani così tanto. Fa male, eccome.
Dopo tutti questi anni sento il bisogno di costruire qualcosa insieme e invece siamo sempre più lontani. 
E poi ogni giorno mi ritrovo ad affrontare (sola) nuove problematiche, a gestire nuove difficoltà. 
Sono stanca, svuotata. 
So che passerà. Spero che accada presto, perchè dopo questi momenti si fa sempre la conta dei danni, e fra poco non avrò più nulla da trovar rotto.
(E sì, i coglioni me li sono rotti già da un pò).

giovedì 14 ottobre 2010

Più valium per tutti

A volte li usiamo senza pensarci, ma ci sono certi modi di dire che... vogliono dire proprio quello che devono dire! Per esempio, quelle cose tipo "la misura è colma" o il più classico "la goccia che fa traboccare il vaso". Nel senso che c'è un contenitore, più o meno figurato, è che c'è qualcosa che fuoriesce, perchè il suddetto contenitore è pieno. Ecco, io mi sento come il proverbiale vaso, e non solo al lavoro, in generale. 
Dopo anni e anni passati a moderare le parole, a soppesarle, a studiare situazioni e moderarmi di conseguenza, per diplomazia, perbenismo e quant'altro, posso proprio dire che sono colma. E che, se distratta, trabocco.
Come stamattina al lavoro.
Da martedì siamo sotto personale perchè Isteria (a breve le presentazioni ufficiali) è in malattia. 
Ed è subito ansia.
Lei con l'ansia, chi è rimasto con l'ansia, anche la donna delle pulizie probabilmente ieri sarà tornata a casa con un senso di peso allo stomaco e le mani fredde e sudaticce, senza sapersi spiegare il perchè. Io mi sono lasciata contagiare a doppa mandata, perchè il martedì mi sono ritrovata, senza preavviso, a gestire l'ufficio tutto da sola. E me la sono cavata neanche troppo male. Vista tutta quella frenesia però il giorno dopo mi sono chiesta se avessi preso sotto gamba qualche cosa. 
Poi ho parlato col boss, soprattutto stamani, per condividere questa ansia (la ripetizione della parola ansia è assolutamente voluta, che lì non si parla d'altro). Dopo mezz'ora a parlare di ansia, appunto, ho traboccato, il vaso non ha retto. E la mia risposta ad un certo punto del discorso è stata "Boia deh, più valium per tutti però eh!".
Lui non ha riso.
Peccato.
....
'Sti cazzi.

martedì 12 ottobre 2010

Irresistibile


Io adoro Paolo Conticini e adoro De Sica che l'ha lanciato. Non sarà un attore da Oscar ma è simpatico e secondo me recita anche bene. E è incredibile quanto mi piaccia questo spot. Conticini è pisano e, nonostante la nostra rivalità coi pisani, il dialetto è molto molto simile. E quanti mi piace sentire il mio dialetto in tv!
"Ma qui è pieno di 'aimani" ... "Ma se gli tiro un bastone me lo riportano?"
IRRESISTIBILE!

lunedì 11 ottobre 2010

domenica 10 ottobre 2010

31 euro

Un altro post di automonito. 
Una mia amica mi prende in giro da anni per il rapporto contrastato che ho con le parrucchiere. Dopo che ha chiuso il negozio LA parrucchiera, l'unica che ha mai saputo prendere i miei capelli, corti o lunghi che fossero, è stato un pellegrinaggio continuo. Chi mi conosce e mi ha vista forse non pensa che i miei capelli liscissimi spaghettoni siano difficili da tenere, invece la fortuna mi ha regalato quelle 800 ritrose che li rendono ingestibili. 
Nel mio pellegrinaggio avevo trovato una che aveva sfidato con successo la ritrosa che ho davanti e che mi tiene la riga sempre nello stesso posto. Poi però... è andata che ho scoperto che sa trattare benissimo i capelli corti ma quelli lunghi meno che meno. Al che ho ripreso il mio inutile pellegrinaggio che mi ha riportato dopo diversi mesi (anni direi!!!) da lei. Tanto al momento li ho corti! Ebbene, a giugno è andato tutto benissimo, mi ha detto di tornare il più tardi possibile perchè ho deciso di farli allungare. Una decina di giorni fà mi sono però costretta ad andare perchè avevo il matrimonio che è scaturito dalla mia tesi e non potevo mancare (anche se mi sono fatta 20 ore di treno in 3 giorni).
La tipa che taglia i capelli non c'era e mi sono resa subito conto che il dramma era alle porte. Mi ha tagliato i capelli quella che di solito fa lo shampoo. Non voglio fare la sbruffona e dire che sono stata il primo taglio, perchè sarò stata almeno almeno la seconda. Le tremava la mano. 
Anche a me, quando ho sganciato 31 euro e sono uscita tale e quale a come ero entrata.

sabato 9 ottobre 2010

(S)valutation

Ho una domanda che mi gira nella testa da qualche giorno. Siccome che il mio tutor nella mia scheda di valutazione ha scritto che dovrei dare più confidenza e che dovrei accellerare il modo di intrecciare relazioni interpersonali (che uno se lo chiede, ma che c'entra col tirocinio????) è tanto tanto brutto se nella scheda di valutazione che io faccio a lui ci scritto quella frase che mi era piaciuta tanto???
Per rinfrescarmi/ci la memoria: "Io non sono scorbutica, sono gli altri che sono teste di cazzo".

venerdì 8 ottobre 2010

Primo giorno di vacanze

No, non sono in vacanza, anche se ne avrei già bisogno. Ed è solo una settimana che lavoro. 
In realtà voglio staccare un pò la testa dalle beghe lavorative e pensare al "mio" Trentino. Anzi Sudtirol. Come anticipato alcuni post fà il primo giorno è andato via tutto nel viaggio, siamo arrivati che pioveva e non siamo usciti neanche per fare due passi in paese. Anche se definire paese quel mucchietto di casa è un pò eccessivo, posso dire che è esattamente quella la mia idea di vacanza perfetta. Affacciarsi e vedere un prato verde e nulla più è la vacanza perfetta per me. 
Il giorno dopo, poichè la domenica è tutto chiuso, avevamo programmato un'escursione "ma tanto per far due passi e respirare un pò d'aria buona, che siamo stanchi dal viaggio". E' andata a finire che abbiamo fatto una passeggiata indicata sulla cartina da 2 ore e mezzo. Con ben 700 metri di dislivello. 

L'idea era di fare il giro del lago di Neves, invece da lì abbiamo preso il sentiero per il rifugio Ponte di Ghiaccio, ancora convinti che avremmo camminato per un pò e poi saremmo tornati indietro. Peccato che poi sembrava "subito lì" e ci tirava il culo a lasciare l'impresa a metà. La passeggiata è stata molto faticosa anche per il caldo, e il sentiero un pò stretto e pietroso, la vista in cima non era così grandiosa, cioè bellissima perchè non c'è angolo delle Alpi che possa essere meno che bellissimo. Però ci può essere di meglio, ecco diciamo così. 
La soddisfazione di arrivare però ha compensato ogni cosa. 
Questo invece è parte dell'omaggio dei proprietari dell'appartamento dove eravamo. Speck, kaminschwurzen, marmellata ai lamponi, pane del maso in foto, in più c'erano un litro di succo di sambuco (squisito!), il latte delle mucche e 2 uova delle loro galline. Questo perchè fanno servizio "pane-latte": in pratica tu gli lasci il cestino fuori con le ordinazioni e la mattina prima delle 8 è già tutto pronto. Da lì il "tormentone": è passato Babbo Natale???







giovedì 7 ottobre 2010

Work in progress

Eccomi finalmente! Ho avuto delle giornate decisamente intense, il che è negativo per alcuni versi, ma per altri è stato assolutamente salvifico. Infatti io l’avveduta (leggi tirchia) per eccellenza sono riuscita a consumarmi tutti i megabyte mensili prima della scadenza e sono rimasta senza internet. Che è l’evento meno sconvolgente di questo periodo, ma è bene che lo scriva come auto-monito.
Detto ciò, mi sento come se la vita degli ultimi sei mesi, e anche di più, si fosse riversata a imbuto nelle ultime due settimane. Soffocandomi letteralmente.
Non so neanche dove andare a ripescare l’origine di quanto sto passando ultimamente. Credo sia stato quando ho iniziato a seguire i corsi di quella professoressa che tanto ammiravo e che mai mi sarei immaginata sarebbe diventata la mia relatrice di tesi. Quando ho iniziato ad addentrarmi seriamente quella strana materia quale è la psicologia di comunità. Da lì ho iniziato a desiderare di fare delle esperienze in questo campo e di conseguenza parte del mio tirocinio a TLB. Ho voluto fortemente quel tirocinio, con la stessa intensità con la quale adesso entro ed esco dall’ufficio desiderando di tornare indietro nel tempo e farmi cogliere da un attacco di cacarella il giorno in cui dovevo fare il primo colloquio per entrare a TLB. Desiderio intervallato dalle imprecazioni più svariate.
Il motivo è così riassumibile: se prima di TLB, quando spiegavo la psicologia di comunità ai non addetti ai lavori, dicevo che era la psicologia che studia le situazioni e le persone normali, adesso rispondo che è quella psicologia che studia tutti quei matti che non sono (ancora) stati rinchiusi.
Un po’ alla volta mi libererò da mesi di repressione forzata (cosa sbagliatissima, scrivere mi fa sfogare, avrei dovuto farlo prima). Ma in fondo non tutto è così negativo. Una cosa su tutte? Adesso lavoro, non so quando riscuoterò il primo stipendio. Ho orari di merda, ma a quell’ora so che posso alzare il culo dalla scrivania e tornarmene a casa, faccio meno ore di quando non venivo pagata e tutto sommato lavoro parecchio meno. Mi posso addirittura permettermi il lusso di guardare lo schermo fingendomi assorta in qualsivoglia pensiero lavorativo mentre invece sto pensando a cosa mettere in pentola per cena.  Tutto questo pagata. Non male in questi tempi di crisi, e non male dopo un anno di lavoro gratuito.