giovedì 27 aprile 2017

Il 25 aprile del sig. G

Io sono sempre stata una di quelle che al 25 aprile ci credeva. Cioè, per me certi valori si ricordano ogni giorno, con quello che fai nel tuo piccolo, ma una ricorrenza così importante l'ho sempre percepita come necessaria.

Da qualche anno questo sentimento in me è fortemente scemato. Sopraffatto dalle frasi di Pertini e dai video di Bella ciao pubblicati sui social solo per ottenere like da personaggi di dubbia morale che conosco purtroppo al di là dei social e che so benissimo quanto si gongolino nel chiamarsi compagni e cambiare sponda politica ad ogni piè sospinto. Sopratutto verso sponde che di compagni non ne hanno visto mezzo.

Mi fanno venire in mente certi altri personaggi che ai concerti al minimo cenno di canzone "comunista" (Cohiba in primis) fanno pugno sì, ma con la mano sbagliata.

Sarò fatta male io ma questa mancanza di coerenza mi fa accapponare la pelle. Soprattutto quando attraverso di essa si offendono persone che hanno dato la vita per restituirCI la libertà, anche a noi che non ci eravamo. Che non eravamo ancora nati.

Io ormai mi chino e mi stringo nelle spalle. La mia generazione ha perso.

Ma non vedo più nessuno che s'incazza
fra tutti gli assuefatti della nuova razza
e chi si inventa un bel partito
per il nostro bene
sembra proprio destinato
a diventare un buffone.

Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.

La mia generazione ha visto
le strade, le piazze gremite
di gente appassionata
sicura di ridare un senso alla propria vita
ma ormai son tutte cose del secolo scorso
la mia generazione ha perso
.


mercoledì 19 aprile 2017

Ed è subito mutanda

Ma di che siete fatti voi che scattato il 21 di marzo e uscito il primo tiepido raggio di sole, uscite di casa in short, canotta ed infradito?
Come è possibile che siamo fatto della stessa materia voi in costume sotto il mio stesso cielo che ho ancora la maglia della salute e il maglione?!

Comunque da ieri allerta meteo e temperature a picco.


Ben vi sta.

mercoledì 12 aprile 2017

Vecchio e nuovo

Giornata particolare, quella di ieri.
Lo so da un po' ma per scaramanzia ho fatto l'annuncio solo ai pochi intimi: ho trovato una occupazione un po' meno diversa da quelle alle quali sono abituata. Dopo mesi di stasi, ricerche stressanti e momenti di di-sperazione mi sono ritrovata ad un bivio che addirittura era un trivio. Tre possibilità di lavorare un po' meglio che a 7€ orarie di prestazione occasionale. Alla fine ho scelto quella più duratura e spero più sicura.

Ieri ho avuto la prima riunione ufficiale del personale, ho conosciuto le nuove colleghe e respirato il nuovo tipo di ansia che mi assalirà nei prossimi mesi. Sono curiosa di iniziare e, si dovrebbe essere capito, molto in ansia. È tutto così enormemente diverso da ciò che ho fatto finora. Ma le mie finanze e la mia salute fisica e mentale hanno richiesto a gran voce che appendessi aspirazioni varie al chiodo e, potendo svoltare così tanto, sono veramente felice.

Il pomeriggio invece ho avuto il primo incontro di un progetto che finalmente segnerà la fine dei rapporti con i miei ex datori di sfruttamento lavoro.
Il senso di schifo e soffocamento ha veramente toccato l'apice. Non vedo l'ora di uscirne. E ho voluto comunque prendervi parte perché sono stata io a metterci del mio e mi scocciava che di nuovo i guadagni andassero in altre tasche. Il top è stato quando il vecchio bavoso volontario dal rimborso chilometrico facile mi ha salutato chiedendomi, di fronte al ragazzo di cui mi stavo occupando, se stavo facendo un documento falso, ma per scherzo eh. Questa strabuzzante simpatia mi mancherà.

Comunque il vero segnale della mia svolta è stato un altro. Eternamente in ritardo, sono arrivata ben 20 minuti prima all'appuntamento della mattina. Che sia di buon auspicio per tante novità!


mercoledì 5 aprile 2017

Minacce

Sicuramente l'aria che si respira nel mio (quasi) ex ambiente di sfruttamento lavoro non è la norma ma purtroppo è comunque molto molto comune.
É fin troppo comune veder subire (o rimpiazzare) chi non vuole farsi mettere i piedi in testa e ha comunque sufficiente masochismo nel voler mettere impegno nel lavoro che fa.
Solitamente si preferiscono, in certi ambienti, persone che, come si dice, mettono il carro dove vuole il padrone, senza discutere. Non arricchiscono il lavoro che stanno facendo ma almeno non danno problemi.

La mia "collega" ai doposcuola è un po' un tipo così, ci sa fare coi bimbi ma non brilla di luce propria e soprattutto probabilmente sarebbe portata per altri tipi di impieghi. Ma lì l'hanno messa e lì sta.
Quando mi sono dovuta far sostituire i miei bimbi mi hanno poi chiesto a più riprese di non farla venire più perché coi compiti ci beccava poco. Addirittura è successo che, siccome con le sue classi c'è poca frequenza, i miei datori di sfruttamento lavoro hanno minacciato me di tagliarmi le ore. Vai a capire la logica.

E lì è successo l'inaspettato, ho volto al mio favore quello che di solito mi innervosisce.
Quando non danno retta dico "Se mi fate ancora arrabbiare vi mando la maestra  che non sa le tabelline".

Funziona più del babau.

lunedì 3 aprile 2017

La felicità di chi nemmeno ci ha provato

Ho giusto appena saputo dal mio migliore amico di gossip (facebook) che una mia compagna di università si è sposata. Conviveva da molto ed era fidanzata da una vita. Col suo adesso marito viaggia, condivide passioni e sfizi (fonte: facebook). Non siamo rimaste in rapporti stretti, sebbene ottime compagne di studi, non eravamo confidenti. Le ultime notizie dirette sulla sua carriera post universitaria erano che stava cercando di studiare per l'esame di stato, ennesimo scaglione di difficoltà di una professione che indietro ti da poco.


Poi la gran virata: cercare un lavoro vero, di quelli che hanno malattia, contributi, ferie, stipendi che ti consentono di VIVERE, rompimenti di coglioni sì, ma al giusto tariffario. Addirittura il TEMPO INDETERMINATO.

L'ho vista viaggiare, arredare, comprare (sempre fonte facebook)... Mentre io al momento sto assumendo tre diversi tipi di fermenti intestinali per riuscire a superare le ultime esperienze lavorative, in cui ho provato a costruirmi una "carriera" nel "sociale", visto che questa era la mia ambizione lavorativa. E invece ho trovato solo il modo di farmi sfruttare in una falsa occupazione.


La domanda sorge spontanea. Ma chi cazzo me l'ha fatto fare???