martedì 7 giugno 2011

La volpe e l'uva (che poi, mica era uva)

Sabato sera sono andata a letto decisa a non provarci neanche. E domenica mi sono svegliata con un'idea totalmente opposta. Ho riflettuto (poco) e lunedì ho telefonato per prendere l'appuntamento per il colloquio. E l'ho già fatto proprio stamattina.
Il risultato? Non ci siamo piaciuti, ma sono sinceramente contenta di averci provato perchè sono convinta che poi sarei stata a rimuginare all'infinito sul "forse dovevo almeno tentare".

Premessa: la Collega mi aveva anticipato i dettagli del lavoro e mi aveva assicurato che era una cosa molto molto tranquilla, ed era certa che per me non ci sarebbero stati problemi. 

Le cose sono state presentate assai diversamente. Il colloquio è iniziato senza neanche le presentazioni e la prima domanda è stata: "età?". "28". Al commento "Una bimbetta" avevo già deciso che non era cosa. Alla domanda "E le scuole?" ho risposto stizzita "Sarei laureata". E poi mi ha molto dato fastidio il fatto che, nel caso fossi stata sposata o fidanzata la cosa non era per me, perchè c'era sta stare fuori casa ADDIRITTURA una settimana. E anche in questo caso gli ho risposto per le rime.
Ho avuto inoltre l'impressione che la facessero cadere un pò troppo dall'altro, che quasi quasi sembrava di dover lavorare alla National Gallery. Sono tuttora convinta che non servissero tutte quelle competenze che mi hanno enumerato. 

In conclusione sembro la volpe che dice che l'uva è troppo acerba perchè non ci arriva. Ma poi a ben guardarla non era mica uva!