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Visualizzazione dei post con l'etichetta Osservando il genere (dis)umano

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 Una cosa che uso dire, fra il serio e il faceto, è che facendo il mio vero lavoro (la psicologa) non avrei mai avuto la possibilità di conoscere così da vicino la psiche umana come mi è capitato lavorando al pubblico e adesso nelle scuole.  Quando lavoravo al villaggio, essendo un posto per famiglie, mi è capitato spesso di osservare abitudini e atteggiamenti di bambini e ragazzini. Ai tempi andava di moda una certa mossa di fortnite . Io non capivo: vedevo questi ragazzetti in gruppo, da soli, in fila per prendere il gelato, a bordo piscina, ovunque insomma, di punto in bianco sculettare e agitare le braccia. La prima volta ho pensato a qualche puntura di insetto. La seconda che fosse uno di quei giorni in cui le mosche sono parecchio appiccicose. Ma poi ho iniziato a farmi delle domande sul perché quei bambini sembrassero tarantolati. Per fortuna i tanti anni di studio hanno fruttato e sono riuscita a comprendere che era solo la moda di questo gioco. Il mio ruolo di osserva...

Femminismo

Visualizza questo post su Instagram Post femminista in arrivo! #flowers #pinkflowers #pink #pinkpower #poterealledonne Un post condiviso da Icaro - Diversamente Occupata (@diversamenteoccupata.blog) in data: 12 Nov 2019 alle ore 11:51 PST Siccome sono la diversamente occupata di famiglia, ho più tempo libero e mi toccano tutte le rogne antipatiche. Ma in fondo anche la fila alla ASL può regalare piccole chicche. Due uomini di un certa età parlavano di un loro conoscente con una certa dose di complicità maschilista: "Si è preso un pezzo di terra, il cane, chi sta meglio di lui". Un terzo interviene commentando "sta bene perché la terra gliela lavora la moglie". E gli altri due, facendo gomito gomito e il sorriso malizioso "eh sua moglie è difficile" e il terzo "sarà anche difficile, ma lavora solo lei e l'ho visto io che a raccogliere le olive c'era lei". E gli altri due, non p...

Ma tu cosa sei?

Avendo studiato psicologia credevo di essere preparata alle stranezze della gente. Chi più di un "matto" può essere definito strano, anomale? Eppure, da quando ho cambiato lavoro lavori e sto a contatto con tanta tanta gente tutta insieme, non c'è giorno che passi senza che qualcuno mi lasci a bocca aperta. Per esempio, ho notato una moda sempre crescente di acconciare bambini e ragazzini un po' da femmine. Tanti capelli lunghi, tantissimi capelli piastrati. Ciuffi perfettamente lisci spostati di continuo dal bambino infastidito (ma molto trendy, a quanto pare) di turno. Sarà che non lo sopporto neppure io il ciuffo negli occhi e soprattutto stare tempi indefiniti sotto il phon e la piastra ad acconciarmi i capelli! Un bambino credo che trovi di meglio da fare in quelle mezzore. Tutto questo mentre crescono, oltre alla moda della lisciautura, anche la teoria del gender  e le sue ferventi opposizioni. E lo so che è una coincidenza ma a me strappa un sorriso ...

Spiegazioni semplici

Ci sono momenti, situazioni e persone che difficilmente si dimenticano. Questo vale anche per quella maestra, conosciuta due anni fa, sempre imbellettata, sempre ad incensarsi, sempre ad impartire "lezioni di vita" dall'alto del suo piedistallo. Odiosa. Odiosa ancora di più se penso che la sua aula era la più sporca di tutte perché era lei stessa a buttare per terra i ritagli di carta e le appuntature delle matite. E che aveva pure il bel vizio di smollare qua e là il bicchierino del caffè tutto colato. Lo raccontavo giusto ieri al mio nuovo collega. Che mi ha risposto: “lo fanno, lo fanno. È perché sono delle troie”. E poi, la dovuta precisazione: “nel senso del maiale eh”. Ecco, credo che difficilmente mi dimenticherò anche di lui e della sua notevole capacità di sintesi.

Saturday for future

Visualizza questo post su Instagram A #scuola luci spente per il #fridayforfuture #climatechange #climatestrike #miilluminodimeno #lucispente #27settembre #globalstrikeforfuture Un post condiviso da Icaro - Diversamente Occupata (@diversamenteoccupata.blog) in data: 27 Set 2019 alle ore 12:47 PDT Delle poche cose che riesco ad apprezzare dell'essere diversamente occupata quella migliore è il riuscire a vedere il mondo da punti di vista sempre nuovi. Di brutto c'è che il più delle volte quel che vedo non mi piace. Senza entrare nel perché e del percome adesso non lavori più al villaggio (poi vi racconterò) e sul cosa pensi io della faccenda Greta Thunberg vi posso dire che ieri a scuola è stato osservato un rigoroso risparmio energetico. Che, fra l'altro, mi ha favorito una sonnolenza inaffrontabile, con quella penombra. Tutto sentito, viva l'ambiente, abbasso il riscaldamento globale. Bene. Poi arrivo a s...

Sono solo luoghi comuni

Ci sono certe professioni che sono colpite da qualche luogo comune. Le parrucchiere sono tutte pettegole. I dottori scrivono tutti male. Gli impiegati pubblici sono tutti fannulloni. Gli informatici sono tutti nerd. Gli psicologi sono sempre disponibili ad ascoltare tutti 24 al giorno. E i maestri di tennis cuccano un sacco. Se alcuni di questi luoghi comuni non sono veri (SOPRATTUTTO quello sugli psicologi) posso assicurare che quella faccenda suo maestro di tennis sembra proprio essere vera. No, non mi sono fatta rimorchiare da un tennista. Però da tre anni a questa parte osservo i maestri di tennis del villaggio e soprattutto osservo le ragazze e le signore intorno a loro. E ne vedo delle belle. Tutti con un indiscutibile savoir faire, anche quelli che non sono proprio degli adoni, ecco. E posso anche capire che qualche ragazzina in cerca di un'avventura emozionante da raccontare alle amiche ne rimanga affascinata. Rimango un po' perplessa sul fatto che facciano p...

Pregiudizi duri a morire

Nel lavoro dei miei sogni potevano starci benissimo studi psicosociali di osservazione e analisi di comportamenti e atteggiamenti. Purtroppo sono da anni pagata (solitamente poco) per fare altro, ma come studi sociali modestamente darei del filo da torcere a diversi ricercatori. Uno di questi potrebbe riguardare il pregiudizio e di come sia duro a morire anche di fronte a dati certi che dimostrano il contrario. La nostra mente infatti seleziona  dall'esterno solo le informazioni che ci confermano l'idea che ci siamo fatti di una certa realtà, mentre fatica a "vedere" qualcosa che va contro quel pensiero. Commentando, fra i vari reparti dove lavoro, la crisi palpabile che si respira, abbiamo tutti notato un cambiamento del tipo di cliente rispetto agli scorsi anni. Un tipo di cliente maleducato, tirchio e arrogante che non compra nulla ma rompe fortemente i coglioni. Ed è subito "è che ci sono più italiani, sono loro che sono i peggiori". LORO. Come se no...

Post muto

- Buongiorno, vorrei un the freddo. - Lattina o brick? - Pesca.

Masterbar

Prima di lavorarci, per me il bar era il posto dove prendere qualche caffè, fare qualche colazione con le amiche, comprare un pacchetto di caramelle per usufruire del bagno, fare qualche pausa pranzo (ma poche, preferisco quando sono in giro cercare comunque un forno e comprare qualcosa lì, mi sembra più genuino) e in estate comprare i gelati. Dopo averci iniziato a lavorare, per me... È rimasto esattamente lo stesso! Però ho cominciato a chiedermi cosa le persone, o per meglio dire la Gente, vedano in un bar. No perché in questi anni mi hanno chiesto se vendevamo, fra le varie, farmaci in quantità, assorbenti (mimando l'oggetto anche con la mano) pinzette dei peli e torce. Ma in tanti mi hanno anche chiesto molto titubanti se facevamo il caffè o se potevano comprare dell'acqua. Forse perché abituati a comprare al bar tampax e acqua micellare, non so. In attesa che qualcuno mi dia una possibile e razionale spiegazione del perché al bar si cerchi di tutto al di fuori del...

Cervelli in vacanza

A noi diversamente occupati tocca capita la fortuna di osservare il mondo da prospettive mai volute pensate. Semplicemente perché siamo costretti a cambiare di continuo lavoro e, di conseguenza, ambiente.  E questi cambiamenti ci portano lontani dal nostro essere che magari ci aveva indirizzato verso una formazione o una professione totalmente diversi. Io, dopo qualche anno da diversamente occupata nel sociale, da tre anni a questa parte ho cambiato, come sapete, totalmente settore. Da tre estati mi trovo davanti la Gente. Tanta, troppa, tutta insieme. Dopo il primo anno credevo di non stupirmi più dei comportamenti assurdi che osservavo quotidianamente e invece no. Ogni giorno rimango senza parole per una cosa nuova. Guardo spaventata quella informe massa di persone che mi sfila davanti in attesa della cazzata del giorno. La mia prima collega, cercando una giustificazione a certe assurdità, diceva sempre: "ma sono in ferie, mettono il cervello in vacanza". Boh, io non ...

I colleghi Matia Bazar

Parlando di varietà di colleghi, il mio ultimo posto di lavoro mi offre una fauna veramente interessante. Soprattutto perché come vi dicevo non hanno (di solito) un passato da precari o di ricerche disperate di un lavoro a tutti i costi.  Dopo tanti anni fra i miei simili, è stato interessante scoprire un così diverso modo di vivere. Più che lavorare, praticamente conduco uno studio antropologico. Ma questa settimana, a causa della notizia della maestra che ha contagiato la sua classe con la Tbc , torno indietro ai miei colleghi di associazione. Che certi ambienti di lavoro siano competitivi è fuori discussione, ma ormai ci hanno abituati non a competere per posizioni di rilievo, bensì anche per una semplice ora (sottopagata) in più. Senza entrare in inutili dettagli, vi spiego semplicemente che c'erano dei sospetti per cui uno dei ragazzi ospiti della nostra struttura potesse avere la tbc. In qualità di coordinatrice e pasionaria delle ingiustizie subite da noi operatori, f...

Diversamente colleghi

No, non ho finito l'elenco di disavventure ai colloqui di lavoro e sì, il post sulla mia fame smodata non era campato per aria perchè voglio ancora parlare delle abitudini poco salutari indotte da certi ritmi di lavoro. Però... Sara nel suo commento all'ultimo post ha scritto una parolina magica sulla quale era da qualche giorno che mettevo il pensiero: i COLLEGHI. Un diversamente occupato si trova ad avere a che fare con una miriade di colleghi, principalmente perché si troverà a cambiare molti luoghi di lavoro (e spesso i più disparati) ma anche perché di solito laddove si offrono posti precari c'è un gran via vai di persone.  Avete dei colleghi da diversamente occupati è un'esperienza totalmente diversa da quella che può avere un lavoratore a tempo indeterminato: quest'ultimo conoscerà persone completamente nuove solo all'inizio, poi lavorerà al loro fianco fino alla propria o all'altrui pensione. Magari vedrà passare qualche stagista, qualc...

Casa di riposo

Oggi ascoltavo distrattamente il tg, quando la mia attenzione è caduta sulla notizia di un (altro) caso di maltrattamenti di anziani in una casa di riposo del riminese. Quando sento queste cose, mi prende prima una fitta allo stomaco. Bambini, disabili, anziani. Sono loro i più deboli della società e trovo spregevole che qualcuno possa anche solo lontanamente pensare di prendersela con loro. Quando l'anno scorso sono stata a lavoro in una materna per qualche giorno, mi dava ribrezzo come una delle maestre trattava quei piccoli diavoli. Io per prima i bambini non li sopporto e in quella scuola parevano scelti dagli inferi, ma proprio per questo mai mi sognerei di fare la maestra come lavoro. È una riflessione che si dovrebbe fare prima di arrivare a strattonare i bimbi, o dire loro che sono handicappati e non capiscono niente. E comunque dopo la tristezza, in me subentra la rabbia. Coi bambini no, ma con anziani e disabili ci lavorerei eccome. Ma siamo in Italia e il mio titolo ...

Ovunque vai...

Chi è diversamente occupato si ritrova a frequentare una gran varietà di ambienti di lavoro, costellati da altrettante varietà di personaggi fra capi e colleghi. La parola d'ordine è ADATTAMENTO. È probabile che il diversamente occupato provenga bellino bellino da un ambiente universitario in cui ha frequentato dei pari, ha chiacchierato con loro di esami, libri, copisterie, prof stronzi e via dicendo. E magari avrà fatto battute dell'élite, di quelle che fanno ridere solo una certa categoria. Per dire, da me andava forte la risatina sul "cocktail Petty&Cacioppo ". Poi la realtà (e il precariato) riportano il povero diversamente occupato sulla Terra. Si troverà a dover imparare continuamente un mestiere diverso, ma soprattutto a dover imparare a gestire categorie di persone diverse. Lungi da me fare del classismo. Ma non credo di dire una cavolata affermando che le persone che si incontrano facendo i camerieri al ristorante sono diverse da quelle che trovi in u...

"Sono emigranto"

Visualizza questo post su Instagram Dedicato a tutti quegli italiani emigrati all'estero che trattano da pezzenti chi è rimasto. (e, credetemi, ce ne sono ben troppi) Non ho più silenzio, non ho più un pretesto gli eroi se ne vanno, io resto! e manifesto! #bandabardò #italia #bandieraitaliana #tricolore #verdebiancorosso #loveitaly #flag #italianflag #blog #bloggeritalia #nuovopostinarrivo Un post condiviso da Diversamente Occupata (@diversamente.occupata) in data: Set 26, 2018 at 7:32 PDT So che non sono numeri da statistica e che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma in questi due anni ho conosciuto un sufficiente numero di italiani emigrati all'estero per poter dichiarare una cosa solenne: "minchia, e dateci tregua, che cavolo!" Ci sono quelli che volutamente ti fanno l'accento straniero (ho sentito parlare un anglofiorentino che ci penso ancora mi si accappona la pelle). Ci sono ...

Punirne uno

E il cliente ha sempre ragione. E i bambini stranieri sono già indipendenti ed educati già da piccolini (ma quando mai?). E con gli italiani guai a dir qualcosa dei figli perché sennò vi menano (gli insegnanti ne sanno qualcosa). Che poi, a dire il vero, non ci sono differenze di nazionalità che tengano: il desiderio unico e universale è quello di smollare la prole al mini club e, forse, riprendersela a fine vacanza. Lavorando, si passano le giornate a sopportare bambini imbizziti perché "volevo il lecca lecca alla fragola, tu me l'hai preso alla fragola, ma adesso non mi piace più e ne voglio un altro" oppure perché "tu nel dolce hai più cioccolata di me e ti odio"* Che tu sia semplicemente uno spettatore o che tu venga direttamente coinvolto (scusi me lo sgrida lei mio figlio, io non ce la faccio *), ad un certo punto non ne puoi più. Poi arriva la bambina boccolosa e sorridente alla Shriley Temple. Che cerca di eludere i divieti genitoriali prova...

Quando credi di averle viste tutte.

Quando credi di averle viste tutte, le hai viste proprio tutte. E quindi ormai niente ti stupisce. Io e il mio boss. "Ho finito gli ordini, ti appoggio il foglio di là. Ah, in sala c'è un bambino con il guinzaglio". "Va bene, dopo invio ai fornitori. Il collare ce l'ha a strozzo?!"

Rimozione

Ho fatto cinque anni di studi. Un anno di tirocinio. Un esame di stato superato al primo colpo. Qualche annetto di lavoro nel settore. Ma solo oggi ho capito cosa sia DAVVERO un meccanismo di difesa. E per la precisione la rimozione. Sigmund sarebbe fiero di me. La rimozione è quando tu riconosci una cliente che torna da te dopo un anno, la saluti felice, la fai sentire importante perché l'hai riconosciuta e ti lancia anche in qualche chiacchiera festosa. Ma poi ti ricordi che era una rompicoglioni patentata, vorresti ritirare tutti i saluti e i sorrisi e fatti e accoglierla con un più adeguato "ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?". Per dire che gli insegnamenti universitari nella vita non sai mai quando ti tornano utili.

Poche idee ma confuse

Lo so. La vita ci mette sempre davanti a dei bivi. A delle strade da scegliere. A delle decisioni vitali da prendere. Destra o sinistra? Filo rosso o filo blu? Devi scegliere per forza una sola cosa e lasciare indietro l'altra, senza sapere cosa vuoi davvero e se farai bene a fare come farai. Ci siamo passati tutti. Io personalmente a qualche bivio importante ho imboccato la via sbagliata, quindi capisco il disagio tremendo della scelta. Ecco, però non la potete risolvere chiedendo "una birra piccola grande" o "una cioccolata calda fredda". Semplicemente perché non si fa. Non bisogna barare con la vita o con una cassiera che pensa troppo.

I terrori dei sette mari

In principio furono i coccodrilli. Dominarono per anni il mare senza pietà. Al massimo, a fianco a loro, potevi trovare qualche delfino. Poi è stata la volta dei fenicotteri. Poi gli unicorni, che anche se non esistono, se ne vedono a bizzeffe. Poi il bretzel. Il donut. La pizza. Tutte le specie di squalo a grandezza naturale. Le patatine e i pop corn. Anche la fetta di limone. E il bicchiere di mojhito. Ok. Questa storia dei gonfiabili simpatici ci è decisamente sfuggita di mano. Nella foto, presa online da carnivalhalloween.it, un esemplare ormai estito di materassino colorato.