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Visualizzazione dei post da dicembre, 2017

Body building

Ve lo do io il #workout ! #palestraalavoro #working #workingday #autoironia #autoironiaportamivia #backtoschool #heavywork #postmangiata #smaltendo #nopainnogain Un post condiviso da icaro (@diversamente.occupata) in data: Dic 28, 2017 at 1:24 PST Giusto per chiarire questo malinteso: durante le feste di Natale il personale scolastico non se ne sta spalmato sul divano a levare i canditi dal panettone. Io ieri ho dato per sei ore di fila di ramazza e mocio, per tirare a lucido da sola un'intera scuola (piccola, se non la devi pulire). La sera ho invocato più volte la morte, affinché mi portasse via e smettessi di sentire dolore in ogni singolo muscolo. Ma vuoi mettere avere un lavoro che ti fa risparmiare la palestra?!

Un (quasi) buon Natale

Sotto l'albero ho trovato: - gli stipendi arretrati, visto che ormai erano mesi che lavoravo pagata puntualmente (che rarità!) e mi ero disabituata a lavorare per la gloria. - una porta aperta per il futuro - una finestra da cui fuggire per entrare in quella porta - la tredicesima con cui penso di potermi comprare ben due scatole di cioccolatini deluxe. Certo che un lavoretto anche per Lui ci darebbe più serenità. Ma andiamo avanti. Tutto sommato è stato un buon Natale.

Babbo Natale

Non mi aspetto più niente dal Natale da quell'anno in cui avevo visto chiesto a Babbo Natale il Friggi Friggi ma non me lo portò, nonostante fossi stata buona, perché "ci ha detto che al negozio di Babbo Natale era finito". E quindi voleva dire che Babbo aveva preferito accontentare qualcun altro, piuttosto che me. Da lì in poi non è che la vita sia cambiata molto, a parte lo scoprire che Babbo Natale non esiste, però è stronzo lo stesso, Che io il friggi friggi lo volevo proprio tanto. Questo per dire che nei prossimi giorni dovrei avere delle risposte sul mio immediato futuro, che probabilmente mi apriranno altre domande sul mio futuro più lontano. Io non chiedo tanto, non una bella notizia, figuriamoci un po'. Ma almeno un minuscolo piccolo segno che mi indichi la via, in uno dei tanti bivi che mi troverò davanti. Perché ho 35 anni, tanti qualche capello bianco e le scatole piene di questa sensazione di incertezza. Guarda, caro Babbo Natale, quest'anno è

Mario Rossi, ricciolo, 2' C

Ci sono cose che per fortuna hai un testimone perché se le racconti non ci credono. Ieri a scuola è arrivato un papà, voleva che consegnassi una cosa al figlio. Mancavano neanche 10 minuti all'uscita e già mi chiedevo quale arcano motivo gli impedisse di aspettare pochi minuti per consegnarlo lui stesso. C'era anche la mia collega, in sostituzione dell'altra. Due novelline insomma. Il tipo mi dice "lo puoi dare a Mario Rossi, tanto lo conosci no?". "No, sono tipo due minuti che son qui, non me li ricordo tutti i vostri pargoli". "Ah, è in 2'C, ma lo vedi, ha una testa piena di ricci!". Quindi al suono della campanella, in due, affrontiamo la mandria per trovare il riccioluto ragazzino. Niente. Chiediamo a una insegnante. "No guardate ma lui è in 2'A". Basite, ci chiediamo se abbiamo capito male in due e se il ragazzino sopravvivrà senza il prezioso oggetto. Stamani l'ho cercato comunque per consegnarlo e... Lo so ch

Anticoncezionali

E quindi sono due mesi che giro per le scuole, diciamo in incognito, diciamo sotto mentite spoglie. Io per natura e per professione osservo le persone, in silenzio. In questo caso un po' nell'ombra, in una sorta di ricerca psicosociale in cui il ricercatore è inserito nell'ambiente da studiare. Ecco, io dopo due mesi così sono arrivata alla conclusione che conoscere da dietro le quinte la scuola sia il miglior sistema anticoncezionale del mondo. Ci sono (troppe) insegnanti a cui non solo non affiderei un mio ipotetico figlio, ma nemmeno un pesce rosso di un altro.

Sapori d'infanzia

La strana coppia. #bitter #bitterrosso #bitterred #orange #orangejuice #arancia #red #aperitivo #garibaldi Un post condiviso da icaro (@diversamente.occupata) in data: 4 Dic 2017 alle ore 15:07 PST Di pensieri ce ne ho, eccome. Lui senza lavoro, io precaria, in difficoltà per decidere se cercare altre strade o sperare che prosegua questa. La rabbia di aver abbandonato la mia strada maestra e la necessità di percorrerne una, che vada dove vada, pur che vada da qualche parte. Ma se mi guardo indietro, nonostante tutto, posso dire di avere un lavoro senza pensieri. Prima mia mamma si lamentava che stavo sempre con il telefono in mano e la testa altrove per 300€, ed era vero. Le mie giornate era monopolizzate: o lavoravo, o mi lamentavo del lavoro. Ora le cose sono decisamente cambiate. Quest'estate parlavo a casa del lavoro per raccontare della fauna che mi ritrovavo davanti e farci una risata. Ora, posso tenere praticamente sempre in stand by il cervello. E se da un