mercoledì 25 gennaio 2017

Geocaching

Cosa è il geocaching? Dal sito ufficiale lo definiscono la caccia al tesoro più grande del mondo. E in effetti altro non è che la versione evoluta e social del gioco che facevamo da piccoli.
Io l'ho scoperto ormai da un po' e lo trovo fortissimo. Peccato che, a meno che non esca di proposito per cercare una cache, il mio incipiente Alzheimer mi fa scordare di giocare quando esco semplicemente per fare un giro.

In pratica funziona così: praticamente in ogni dove sono nascoste queste cache, piccole scatoline o, ho scoperto di recente, delle Letter Box, contenti alcuni aggeggini lasciati da chi ha trovato la cache e il logbook, dove segnalare il vostro ritrovamento con un simpatico messaggio (il logbook è anche online, sennò dove sta il lato social?).
Come trovare una cache? Con il vostro Smartphone vi scaricate l'omonima app (ovviamente se come me siete un fortunato possessore di un telefono con Windows Phone scordatevi quella ufficiale) e sulla mappa potete visualizzare quelle nei dintorni e non solo!
Spesso le cache si trovano in luoghi d'interesse e sulla app trovate un sacco di informazioni curiose, foto e piccoli indizi per la vostra caccia al tesoro.
Ho poi scoperto che ci sono altre attività collaterali come lo spostamento del travel bug o una serie di modi di dire e abbreviazioni tutte particolari. Un mondo a parte direi!

Non c'è altro che dire "buona caccia", anche a me, quando me ne ricordo!

mercoledì 18 gennaio 2017

Le caramelle di genziana

Home Page
Con l’età che avanza, sono diventata una impressionante consumatrice di tisane: rilassanti, depurative, digestive… e da brava abitante del paesello ogni qualvolta vado a fare spese in città ne cerco di nuove e sfiziose. Oggi ne ho trovata una alla genziana. Pregustando la novità, cercavo di ritrovare in me il sapore della genziana. Non me lo ricordo bene, ma lo conoscevo perché mi piacevano le caramelle di zucchero che trovavo anni fa in montagna, quando andavo coi miei.

Ho riflettuto sul fatto che invece le ultime volte che sono andata quelle caramelle un po’ vecchio stile non le ho trovate più. Ho pensato ai tanti sapori che forse non esistono più, a quei gusti che in un qualche modo facevano parte dei miei viaggi. In realtà ho uno scaffale pieno di marmellate dell’Abetone (le meraviglie dell’acquisto online!) che hanno ancora l’etichetta precisa precisa di quando ero bimba. Per non parlare del gusto! Torno bambina in un frutto di bosco.

Però poi mi sono tornate in mente le caramelle alla genziana che alla fine non me le ricordo mica bene e ho pensato che quando si perde la memoria di un qualcosa che ha fatto parte dei bei momenti del passato la nostra vita diventa un po’ più vuota. E triste.

domenica 15 gennaio 2017

Senza pigiama


Risultati immagini per pigiama
S. è mia amica da un numero imbarazzante di anni che è meglio non contare per evitare di sentirne tutto il peso sulle spalle.  S. è anche una persona estremamente fragile e per questo ha costruito dei problemi davvero grandi laddove un paio di vaffanculo ben assestati avrebbero chiuso ogni questione. Alla faccia di ogni psicopatologia.

Non sono sempre riuscita a star vicina a S. Non è affatto facile quando ti invischia nella sua vita. A ogni allontanamento sono sempre tornata io da lei, perché le ho sempre voluto bene e so che per lei lo stesso. Forse è la persona che ho sentito vicina in tanti momenti come la persona più simile a una sorella.  

Ecco. Tempo una settimana di riavvicinamento, con le distanze praticamente annullate, mi ha procurato un colloquio di lavoro. Devo dire che nell’obiettività è molto improbabile essere assunta, in primis perché il posto ce l’ha già un’altra persona (God bless il periodo di prova!).

E nulla, domani mi tocca togliere il pigiama.

 

martedì 10 gennaio 2017

2017: ti conosco appena e già ti odio

Oggi la mia pagina di diario non sarà semiseria. Sarà triste.
Quando hai 34 anni e perdi il tuo lavoro (che non era neanche un lavoro degno di questo nome) perché hai deciso di non farti sfruttare, nello stesso istante molli le speranze e i sogni. Perché sai dove abiti e sai come funziona il mercato del lavoro. E infatti di meglio non avevi trovato già a suo tempo.
Butti giù ogni giorno il boccone amaro della falsa speranza perché non sei sola e accanto hai una persona con cui costruire il Futuro.

Oggi il boccone è stato più amaro. La delusione dopo una abbagliante illusione.
Un boccone atroce. Come faccio a buttarlo giù?

giovedì 5 gennaio 2017

Buoni propositi dell'anno nuovo

Caro 2017, se mi permetti, per come è andato il tuo predecessore, dovresti essere tu a fare dei buoni propositi nei miei confronti. Mica per altro, è che il 2016 mi ha scientificamente dimostrato la popolare correlazione tra il bisesto e il funesto.
Caro 2017, mica mi vorrai far iniziare a credere che il 17 porta merda per davvero?!
Ora, sempre se mi permetti, vorrei darti dei piccoli suggerimenti. Giusto per non sbagliare.
1 - Ora, non dico di farmi trovare un lavoro vero, sia mai (anche perché sennò mi va a monte il titolo e l'idea del blog!). Però puoi fare in modo che quelle 12 lire che guadagnerò non li spenda tutti in farmacia e dai dottori? No, perché mia nonna di 90 anni suonati sta decisamente più in salute di me.
2 - Me lo fai finire l'anno da donnina accasata? E non come ora che l'altro giorno a quella del call center che voleva parlare con un altro membro della mia famiglia volevo passarle il gatto?
3 - Ultimo regalino: me la fai fare una bella vacanzina lontana da ospedali, diluvi, frane e stranguglioni vari?
Grazie, te ne sarei molto grata. Ci rivediamo a dicembre, caro 2017, e guai a te che poi facciamo i conti.

martedì 3 gennaio 2017

Ho pensato

Ho pensato che mi sarebbe piaciuto tornare a scrivere.
Ho pensato che è passato veramente troppo tempo e chissà se aveva senso tornare.
Ho pensato che, nonostante il troppo tempo libero dal lavoro, non riesco mai a trovare del tempo extra da poter dedicare al cazzeggio.
Ho pensato che però volere è potere.
Ho pensato che da qualche parte in qualche meandri di un hard disk dovrei avere ancora il back up del mio vecchio blog e che magari poteva aver senso ricaricare tutto online perché non sono proprio una novellina in questi spazi.
Ho pensato che no, non è il caso e che ormai la persona che scrive adesso è talmente diversa da quella di allora che doveva essere tutto nuovo.
Ho pensato che le persone a me più vicine, soprattutto quella più vicina in assoluto, non sanno che io una volta ero una "blogger". Ho sempre omesso rifugiandomi in un "leggevo dei blog, queste amiche le ho conosciute così". Non so, forse per pudore, o forse dopo tanti anni pensando a quante minchiate scrivevo, non so.
Ho pensato che non mi piace aver segreti, soprattutto con la persona più vicina in assoluto, "e allora magari non lo apro il blog, però boh, ma magari non glielo dico, o magari forse".
Ho pensato che ho un sito professionale che dovrebbe essere parte di una parte del mio lavoro. E, povero sito, non lo aggiorno mai.
Ho pensato che magari uno spazio per ME può rinnovare la motivazione in tante cose, compreso il sito serio.
Ho pensato "sì, ma cosa scrivo?".

Ho pensato veramente a tante cose.
Poi ho preso il computer, l'ho acceso ed eccomi qua.