venerdì 5 novembre 2010

Giorni pieni


Giornate superpiene queste, e lo testimoniano tutti questi giorni di assenza dal blog. Sono rientrata a casa dopo un mese, non ero mai stata così a lungo lontana dalla mia camera, dal mio letto, dal mio giardino, dal mio mare. Dal Ranocchia, anche. E’ stato uno strazio far passare questo mese. E poi ci sono i brutti pensieri, ma chi me lo fa fare di stare lontana dai miei affetti per un lavoro che neanche mi piace più, per mezza lira che forse riuscirò a mettere da parte. Forse.
Poi, siccome l’ottimismo è il sale della vita, mi faccio anche brutti pensieri, credo sull’onda degli ultimi eventi. Che non lo sai mai cosa succede, non sono invincibile io e non sono invincibili le persone a cui voglio bene. E questo tempo lontana da loro non torna mica indietro. Lo so, lo so che sono pensieri che non si fanno, ma io li faccio lo stesso.
Detto ciò, il mio tentativo di fuga è andato male. Sono andata alla selezione (una farsa) in un posto dimenticato da Dio, e scrivo così di proposito, pensando alla frase di “ti regalerò una rosa” che fa “i matti sono apostoli di un Dio che non li vuole”. A sentire gli organizzatori la selezione si è svolta in questo posto (scelto fra le varie sedi che hanno, io ne conoscevo una spettacolosa e avantissimo) perché ci doveva far rendere conto di cosa avremmo affrontato nel nostro percorso formativo, perché i pazienti sono gravi e ti “smuovono dentro”. A me hanno smosso una rabbia incredibile, una tristezza infinita e un’angoscia che mi porterò dentro sempre. Non ci sono parole per descrivere questi ragazzoni dal sorriso sbilenco. Per l’ora e più che sono stata lì dentro, con il desiderio di fuggire, ho pensato continuamente alla parola MANICOMIO.   Questo può ampiamente far pensare allo stato di degrado che ho trovato. E non è che non ci credevo che esistessero ancora dei posti del genere ma vederlo con i propri occhi è agghiacciante.
E comunque sì, vedere quelle cose mi ha fatto desiderare ancora di più di abbandonare quel maledetto computer e quel maledetto ufficio per tornare tra le persone. Anche se stavolta non è andata (ho deciso che non farò la seconda prova, perché i posti sono stati già assegnati, si sa come vanno certe cose, perderei solo tempo).
La più bella dell’ufficio, poi, perché purtroppo ci sono tornata a capo basso, è stata ricevere lodi sperticate sul mio lavoro, sullo stesso lavoro per cui venivo ripresa continuamente (anche per errori compiuti mesi prima del mio arrivo!!!). Sono stata lì lì per scoppiare a ridere e iniziare a vorticare come fa Taz, il diavoletto della Tasmania dei Looney Tunes per distruggere il tuo. Alla fine ho scelto la via della diplomazia e ho scosso lievemente la testa, abbozzando un sorriso.
La prossima volta il bozzo non rimarrà sulla mia bocca, però.

5 commenti:

  1. non hai capito niente della vita: vai ad arcore un paio di notti e ti sistemi!

    sono sicura che ce la farai a resistere. cerca di non prendertela troppo!

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  2. Eh ma sono fuori gioco, sono 10 anni che non sono più minorenne!

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  3. ...ma Nadia son 9 anni che non lo è più, minorenne, eppure...

    Dai, tieni duro. Yes we can, diceva un tale un paio d'anni fa!

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  4. Bello Taz!!!! Comunque anche per me è un periodaccio, al lavoro soprattutto...le nausee me le fanno venire le persone, altro che il granchietto!...sono lontana da internet, dal mio blog, da fb e mi spiace molto...devo riuscire a "ritrovare" la voglia...

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  5. anche io non sono messa meglio, e non ho nemmeno la "scusa" del granchietto per la nausea!!!!

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