Passa ai contenuti principali

Ho voglia di te.


Oggi la mia giornata è iniziata così: con una pisciata enorme del mio cane. In camera mia. Quasi sopra i miei piedi e le mie pantofoline vanigliose. Chissà che devo aspettarmi entro sera. Il brutto è che ho l’appuntamento dalla parrucchiera, spero di aver esaurito la sfiga quotidiana con questo risveglio bagnato, altrimenti tornerò a casa con una cresta punk!Mia mamma ha una visita per un’operazione all’occhio che doveva essere una passeggiata che invece, ovviamente, è andata male. Ora non posso più dire di essere figlia unica, perché quando mi guarda mi vede come minimo doppia. Però mi vede un po’ azzurrino e un po’ giallino. Mah. Spero che almeno questi colori mi donino. Comunque, andando via, mi ha affidato Lucky, solo che lui, senza mammà, è completamente perso. E oltre che essere un po’ incontinente per via dell’età diventa pure molto dispettoso e la pipì è la sua peggior arma di protesta. Secondo me ha due vesciche:una normale, e una di scorta per protestare.
Apparte questo devo seriamente mettermi a studiare una materia che proprio non mi piace, con fuori un sole e un calduccio che mi fa venire voglia di estate e di vacanza.
Ho voglia di mettermi sdraiata al sole sulla spiaggia e sudare, ho voglia di netrare pian piano nell'acqua perchè è ghiaccia, ho voglia di fare a schiaffi (metaforicamente eh!) i bimbetti in coda dal Govi per accaparrarmi il gelato o un ghiacciolo alla granatina per farmi diventar rossa la lingua, ho voglia di insabbiarmi le mani, perfino di fare lo slaloom tra i fiorentini sia sul mare che in corso la sera, ho voglia di mettermi la cannottiera ed esibire l'abbronzatura (anche se è sempre poca!), ho voglia di girare con le infradito e di spazzare quei 10 kg di sabbia che scarico per casa quando torno dal mare, ho voglia perfino di sottorpormi al crudele rituale della depilazione.

ESTATE, HO VOGLIA DI TE.

Commenti

  1. Appoggio la voglia d'estate ma eclisso sui turisti e soprattutto sulle loro macchine

    RispondiElimina
  2. è vero... non avevo pensato alla piaga estiva del parcheggio...

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Almeno un saluto.

Ho lasciato qualche parola distratta sulla pagina Facebook del blog senza neanche passare da qua. Senza nemmeno fare un saluto. È quando meno da maleducati, me ne rendo conto. È che in questo periodo pur avendo le idee su cosa scrivere non ho voglia di farlo. Avete capito bene: voglia. Non me ne manca il tempo, che comunque non è che abbondi. Avrei potuto trovare una scusa ma voglio essere onesta. Mi si è spenta la "passione" in un qual modo e non ho altro di che dire. Però ecco non è certamente un addio. È senz'altro un arrivederci, che tanto sarò diversamente occupata per ancora tanti e tanti anni.

Meglio che niente faccio l'insegnante.

C'è stato un tempo in cui volevo fare la maestra. Secondo me è in fase da cui un po' tutte passiamo (passavamo, adesso vogliono fare l'estetista e il tatuatore, e lo dico perché mi è successo di leggerlo nei temi). Come la fase del "da grande voglio fare il veterinario". Poi la fase ci passa e io ne sono stata ben lieta perché mi sono resa conto che non avrei la pazienza necessaria. Quando facevo l'educatrice nei doposcuola il lavoro mi piaceva ma c'erano alcuni ragazzetti che me le avrebbero tolte dalle mani e in una classe vera, per più ore al giorno, sarei stata veramente in difficoltà. Tutto questo preambolo per dire che nella mia mente l'insegnante è ancora una professione per cui serve una sorta di vocazione. Un qualcosa di più anche dell'esserci portati. A maggior ragione oggi giorno che queste generazioni di bambini è ragazzi sono sempre più complesse da gestire (perché tale è diventata la società, in fin dei conti). Ecco, pare che sia ...

Ooops I did it again

E niente, l'ho fatto un'altra volta. Mi sono licenziata dal mio lavoro stagionale, ormai parecchi giorni fa. Una sera sono tornata a casa coi coglioni gonfi e il pianto di rabbia in gola. E con gli anni mi saranno pur venuti i capelli bianchi ma insieme a quelli mi è venuto quel pizzico di saggezza che mi fa reagire quando le situazioni in cui mi trovo mi fanno star male. E passino i turni di merda, passino le parti a culo gratuite, passino tante altre cose. Ma fare le due e mezzo di notte a mandare messaggi vocali per un problema inventato da quella psicopatica della mia capa no. Ho preso le mie informazioni, le mie precauzioni, e sono andata bella sicura di quel che facevo. Il fatto di essere sempre nella precarietà agevola questo tipo di decisione. In fin dei conti non lasci "il lavoro della vita". Ho staccato la spina a un impiego che già aveva una fine segnata. Come le altre volte. Ho un po' giocato d'azzardo perché avevo un'altra opportunità in...