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Il banchiere dei poveri


Non facevo un' "imbuzzata" di lettura così dai tempi del liceo quando quella simpaticona di italiano ci assegnava 13 libri ogni estate con tanto di relazione per ognuno. Mi è sempre piaciuto leggere (e scrivere) e ho sempre letto tantissimo. Ma da quando ho iniziato l'università non sono riuscita più a prendermi del tempo per leggere quel che volevo. Sicuramente è più una mia convinzione, una perdita d'interesse, di volontà. Comunque questo è. Fatto sta che dopo l'esame dell'altra settimana ho deciso di dare anche l'orale per migliorare il voto. E l'orale consisteva nel leggere un libro in più. Io ero indecisa su alcuni titoli e alla fine ho scelto "Il banchiere dei poveri", che parla di un particolare sistema di prestito rivolto "ai più poveri fra i poveri", ideato dal premio Nobel per la pace Mohammed Yunus. Ed è lui stesso che racconta. Essendo in realtà un economista mi aspettavo un robo pallosissimo pieno di termini tecnici e dettagli sui sistemi bancari. E invece... magno cum gaudio non c'è nulla di tutto ciò, bensì è il percorso, soprattutto umano, che ha condotto Yunus a "inventare" in microcredito. L'infanzia, la figura della madre, la sua esperienza negli USA, l'amore per la sua gente e per l'economia, per l'insegnamento, la voglia di aiutare le persone a migliorare davvero la propria condizione. L'ottusità delle banche (e della cultura occidentale, oltre che quella orientale), la fiducia nelle persone su cui basa tutto il suo sistema, l'importanza delle donne...
Alla fine oltre che un  30 ho rimediato anche un bell'insegnamento...

Commenti

  1. In India ho conosciuto tantissime donne che grazie al microcredito hanno cambiato la loro vita e quella delle loro famiglie...è una bellissima prova del fatto che le cose possono cambiare! ...con piccoli gesti! :-)

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