Passa ai contenuti principali

Ogni cosa è illuminata

Oggi, sul treno, ho dovuto (di nuovo) nascondere le lacrime che voleva scendere copiose sopra le mie guance. Il motivo non è (soltanto) il fatto che ripartire per Vecchiolandia è stato quanto mai traumatico.
Il motivo delle lacrime è stato, come sempre più spesso accade, un libro.
Il libro in questione è "Ogni cosa è illuminata" di Johnatan Safran Foer.
Che dire? 
Che è meraviglioso. Potrebbe essere questa una cosa da dire, ma si rischia anche di banalizzare. Per me anche un piatto di salame è meraviglioso.
Il fatto è che lo stile di Foer è così particolare da essere una di quelle cose che si possono "comprendere" se non si provano, come quei gusti così particolari che uno può solo dire "assaggia, poi mi dici". 
E, anche se credo che scriva in modo magnifico anche la lista della spesa, Foer narra delle storie che sono così toccanti e profonde che non possono non emozionarti. Anche stavolta, come in "Troppo forte, incredibilmente vicino" c'è una ricerca, una ricerca delle radici, del passato, che porterà a risvolti inaspettati, soprattutto inaspettato è chi alla fine della storia uscirà con una profonda conoscenza del suo passato e attraverso di esso, di se stesso.
Dovrò rileggerlo con calma per apprezzarne meglio le sfumature.
Intanto stasera mi vedo il film.

Commenti

  1. Ogni libro ci regala qualcosa...e ci lascia qualcosa...beata te che riesci a leggerne così tanti!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Almeno un saluto.

Ho lasciato qualche parola distratta sulla pagina Facebook del blog senza neanche passare da qua. Senza nemmeno fare un saluto. È quando meno da maleducati, me ne rendo conto. È che in questo periodo pur avendo le idee su cosa scrivere non ho voglia di farlo. Avete capito bene: voglia. Non me ne manca il tempo, che comunque non è che abbondi. Avrei potuto trovare una scusa ma voglio essere onesta. Mi si è spenta la "passione" in un qual modo e non ho altro di che dire. Però ecco non è certamente un addio. È senz'altro un arrivederci, che tanto sarò diversamente occupata per ancora tanti e tanti anni.

Meglio che niente faccio l'insegnante.

C'è stato un tempo in cui volevo fare la maestra. Secondo me è in fase da cui un po' tutte passiamo (passavamo, adesso vogliono fare l'estetista e il tatuatore, e lo dico perché mi è successo di leggerlo nei temi). Come la fase del "da grande voglio fare il veterinario". Poi la fase ci passa e io ne sono stata ben lieta perché mi sono resa conto che non avrei la pazienza necessaria. Quando facevo l'educatrice nei doposcuola il lavoro mi piaceva ma c'erano alcuni ragazzetti che me le avrebbero tolte dalle mani e in una classe vera, per più ore al giorno, sarei stata veramente in difficoltà. Tutto questo preambolo per dire che nella mia mente l'insegnante è ancora una professione per cui serve una sorta di vocazione. Un qualcosa di più anche dell'esserci portati. A maggior ragione oggi giorno che queste generazioni di bambini è ragazzi sono sempre più complesse da gestire (perché tale è diventata la società, in fin dei conti). Ecco, pare che sia ...

Vent*

Oggi compio 29 anni. E' l'ultima volta che posso dire che ho ventiqualcosa anni. Dal prossimo anno son 30. Sono tanti, anche se qualcuno dirà che sono pochi, e li sento tutti. Mi immaginavo diversa a quasi 30 anni. Mi sembra di non essere riuscita a contruire quello che volevo. Soprattutto se penso al fatto che sto facendo il servizio civile mi sembra di essere retrocessa. Di solito lo si fa durante, o a fine studi. Io ho già fatto un anno di tirocinio, 8 mesi di lavoro, e ora sono di nuovo da capo. Con questi chiari di luna però non mi posso lamentare, considerato poi che l'alternativa era stare a casa a grattarsi. Insomma, per il mio compleanno mi viene sempre un sacco da pensare, da riflettere, da tirare le somme sul passare degli anni, sul passare del mio tempo. Sarà per questo che il mio compleanno non mi piace granchè. E sarà anche perchè non c'è mai verso di festeggiare a dovere. Il mio programma di oggi è: SC, comune per il censimento (per ...