lunedì 23 agosto 2010

Ogni cosa è illuminata #2

E' possibille che un film ti entusiasmi e ti deluda nella stessa quantità?
A quanto pare sì. L'ho provato vedendo, come avevo programmato, "Ogni cosa è illuminata".
Facciamo una doverosa premessa: io faccio parte di quelle persone a cui piace vedere i film tratti dai libri. Mi piace proprio vederne le differenze, e paragonare due diversi mezzi di comunicare la stessa storia.
Per la prima metà si ride di gusto, grazie agli stralunati personaggi che lo popolano. Jonathan (o come lo chiama Alex) veste sempre con lo smocking e ha un paio di occhialoni che lo rendono assurdamente comico. Alex ha la fisicità che parla per lui, sguardo buffo e imbambolato, andatura dinoccolata e abbigliamento sui generis. E il cane, beh, "Ogni cosa è illuminata" non sarebbe la stessa senza Sammy Davis Junior Junior. La cagna. The bitch. Ho riso come una scema quando l'ho capita. 
Molte delle scene comiche derivano infatti dai malintesi derivanti dall'incontro di due lingue e culture diverse, quella americana  e quella ucraina. E' infatti Jonathan che decide di cercare le sue radici e fare un viaggio in Ucraina, armato di una foto che ritrae suo nonno con una certa Augustina, ai tempi della seconda guerra mondiale. Si fa guidare da Alex, un ragazzo ucraino, dal nonno di Alex che si finge cieco e dalla (finta) cagna guida, che avrebbe bisogno lei stessa di una guida, rintronata come è.
A metà film il registro cambia, si inizia ad annusare il clima più teso, drammatico. La rivelazione è sempre più vicina. E se fin qui il film va (quasi) di pari passo al libro e le licenze che si prende sono solo la ciliegina sulla torta, ora iniziano le prime discrepanze. Come nel libro, Jonathan, Alex e suo nonno incontrano Lista, l'unica sopravvissuta al massacro nazista nel piccolo villaggio di Tachimbrod, vollaggio del nonno di Jonathan. 
E dopo questo incontro avviene la frattura definitiva. Sia nel libro che nel film è Alex a scoprire di più le sue radici, quello che, alla fine dei conti, non le cercava e viveva con una ostentata superficialità. Solo che viene a galla un segreto totalmente diverso.
Se non avessi letto il film, lo avrei adorato dal primo all'ultimo fotogramma. Così un pò di amaro in bocca mi è rimasto. Voto 8 e mezzo, comunque.
Occhio alla colonna sonora. Non è una semplice musica di sottofondo.

4 commenti:

  1. Io ADORO vedere il film tratto da un libro letto...mi piace veder "materializzare" quello che mi ero disegnata nella testa...dai personaggi ai luoghi...a volte resto delusa, a volte affascinata...

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  2. io anche al contrario, leggere il libro dopo il film! per esempio mi è successo con "l'uomo che sussurrava ai cavalli"

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  3. Evvai che la Lunga ce l'ha fatta! :-P
    Vedrai quando avrai casa tua metterai tutto come pare a te e non nel modo pazzesco con cui fanno le cose gli altri. Qui peró in questo appartamento in affitto devo dire che tutto era stato messo in modo abbastanza normale e corretto! :-)

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  4. Sicuramente in casa mia la parola d'ordine sarà funzionalità! La cosa brutta di questa casa è che è appartenuta al proprietario che ci sì è trasferito quando è rimasto vedovo 20 anni fà, ed è rimasto tutto come quando l'ha presa! Anche la carta da parati! E ti immagini che ambiente salubre! Ma qui di meglio non s'è trovato!

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