Passa ai contenuti principali

Paris Hilton e il mistero dei pantaloni bianchi


Del mistero delle signore cesenati che vanno in bicicletta coi pantoloni bianchi senza sporcarseli ho già parlato molto tempo fà. Ma ora il mistero si infittisce.
Sabato scorso i conquistatori dell'Umbria (io e Fabrizio) hanno fatto tappa alle Cascate delle Marmore, certi di starci solo quei 10 minuti per vedere l'apertura dell'acqua e ciao ciao cascate. Invece è stato costruito una specie di parco con vari percorsi che offrono diverse prospettive delle cascate. Decidiamo di partire con quello indicato come il più faticoso. Già a metà ho iniziato a scrivere le mie ultime volontà, respirando come uno che ha un enfisema polmonare. E già mi pensavo a quando dovevo riscendere, perchè i "freni poco buoni" e le discese sono una sofferenza. Nel frattempo che meditavo su tutto questo scendevano tutte belline belline delle vecchiette coi mocassini a sdrucciolo.
Arrivati in cima ci sediamo al bar per rifocillarsi lo spirito e il corpo con un pacchetto di Wako's al formaggio e erba cipollina. Ad un certo punto sento un bambino che balbetta qualcosa. Poi un uomo, con uno spiccato e snob accento del nord: "La B la sai dire, o parli per bene o te ne stai zitto!" E poi due rumori sordi, come di die sculaccioni. Sgrano gli occhi, mi alzo di scatto per vedere in faccia il genitore dell'anno. Perchè è vero che dico che io i bambini mal li sopporto, ma odio, e sottolineo ODIO vederli trattare male, soprattutto senza motivo. E mi sono trovata davanti una scena ancora più inquietante: una coppia italiana non più giovane con due bambini dai tratti orientali, con lo sguardo spento e pietrificato. Meglio che non commento.
In tutto ciò la mia attenzione è stata attirata anche da una biondona Barbiessima, moooolto Paris Hilton. La guardo e noto che ha degli stivaletti scamosciati con un tacco alto quanto lei (che non era nemmeno bassa) e pantaloni bianchi. Il posto ideale per un look così. Ho pensato che magari era di passaggio, una capatina e via.
Ovviamente no.
Dopo pranzo decidiamo di fare un altro percorso, stavolta uno che costeggia da vicinissimo le cascate. Dopo mezzo nanosecondo siamo già zuppi come... due che camminano dentro una cascata! Dopo un pò mi guardo i pantaloni: oltre che essere completamente bagnati sono anche pieni di fango fino a metà polpaccio, per non parlare delle scarpe. Dopo poco alzo gli occhi e... Ecco Paris! E... Ossignur! Ha i pantaloni (ripeto BIANCHI) ancora bianchi e le scarpe intonse!

E sono queste le cose che ti fanno capire che a questo mondo non c'è giustizia.

Commenti

  1. :-D
    Spiegazione molto semplice. Ci sono le oche che penano solo per apparire fighe, carine, spaziali. Trucco, tacchi a spillo e abiti ricercati anche quando son completamente fuori luogo; oche che hanno ormai acquisito una speciale abilitá nel mantenere il loro triste stato. Son quelle col trucco sempre a posto, con pantaloni sempre puliti e con tacchi assurdi. Praticamente quelle bellissime perfette che se mi offrissero di venire a letto gratis con me, le manderei a c... per direttissima con una risata di scherno.

    Beh, si é capito che tifo per quelle come te, no?
    :-P

    RispondiElimina
  2. Agghiacciante la coppia coi bambini...no comment.
    ...e splendida la Paris nazionale!!! :-D ...dev'esserci un segreto che a noi povere mortali non è dato di sapere.... :-/

    RispondiElimina
  3. Secondo me, trattasi di pantalone/galoscia di plastica impermeabile e inzozzabile. Altrimenti non si spiega...oppure ne indossa 4 paia e li toglie uno alla volta appena di sporcano!
    Poveri pupi...spero che assieme combinino tante marachelle per la gioia di "mamma e papà"!
    Franz

    RispondiElimina
  4. che odio quelle che si mettono conciate così per fare qualsiasi cosa... ah quanto pare compreso andare a fare il giro delle cascate delle marmore!!

    RispondiElimina
  5. Beh, le ragazze "alla Paris" sono programmate naturalmente per essere impeccabili in qualsiasi circostanza... non sia mai un paparazzo disposto a fotografarle...!!!!

    Ahhhh, dovrebbero toglierli i bambini a chi li maltratta...

    RispondiElimina
  6. come ha fatto?
    io i miei pantaloni bianchi li ho comprati per tenerli appesi nell'armadio perché non mi sento mai abbastanza sicura per indossarli...
    incredibile!
    ma come fanno!
    sotto la pioggia... senza essersi sporcata....? ma non è che li ha tilti e messi nella borsetta durante il temporale? i capelli ero bagnati? ^_______^
    fammi sapere... il mistero e il mio campo ;-) (guardo fox crime!solo per quello!)

    RispondiElimina
  7. Misteri della fe.. Ehm, no, misteri delle BARBIE!!! Ma la tua amica francesca della telecom ha più richiamato???

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Almeno un saluto.

Ho lasciato qualche parola distratta sulla pagina Facebook del blog senza neanche passare da qua. Senza nemmeno fare un saluto. È quando meno da maleducati, me ne rendo conto. È che in questo periodo pur avendo le idee su cosa scrivere non ho voglia di farlo. Avete capito bene: voglia. Non me ne manca il tempo, che comunque non è che abbondi. Avrei potuto trovare una scusa ma voglio essere onesta. Mi si è spenta la "passione" in un qual modo e non ho altro di che dire. Però ecco non è certamente un addio. È senz'altro un arrivederci, che tanto sarò diversamente occupata per ancora tanti e tanti anni.

Meglio che niente faccio l'insegnante.

C'è stato un tempo in cui volevo fare la maestra. Secondo me è in fase da cui un po' tutte passiamo (passavamo, adesso vogliono fare l'estetista e il tatuatore, e lo dico perché mi è successo di leggerlo nei temi). Come la fase del "da grande voglio fare il veterinario". Poi la fase ci passa e io ne sono stata ben lieta perché mi sono resa conto che non avrei la pazienza necessaria. Quando facevo l'educatrice nei doposcuola il lavoro mi piaceva ma c'erano alcuni ragazzetti che me le avrebbero tolte dalle mani e in una classe vera, per più ore al giorno, sarei stata veramente in difficoltà. Tutto questo preambolo per dire che nella mia mente l'insegnante è ancora una professione per cui serve una sorta di vocazione. Un qualcosa di più anche dell'esserci portati. A maggior ragione oggi giorno che queste generazioni di bambini è ragazzi sono sempre più complesse da gestire (perché tale è diventata la società, in fin dei conti). Ecco, pare che sia ...

Ooops I did it again

E niente, l'ho fatto un'altra volta. Mi sono licenziata dal mio lavoro stagionale, ormai parecchi giorni fa. Una sera sono tornata a casa coi coglioni gonfi e il pianto di rabbia in gola. E con gli anni mi saranno pur venuti i capelli bianchi ma insieme a quelli mi è venuto quel pizzico di saggezza che mi fa reagire quando le situazioni in cui mi trovo mi fanno star male. E passino i turni di merda, passino le parti a culo gratuite, passino tante altre cose. Ma fare le due e mezzo di notte a mandare messaggi vocali per un problema inventato da quella psicopatica della mia capa no. Ho preso le mie informazioni, le mie precauzioni, e sono andata bella sicura di quel che facevo. Il fatto di essere sempre nella precarietà agevola questo tipo di decisione. In fin dei conti non lasci "il lavoro della vita". Ho staccato la spina a un impiego che già aveva una fine segnata. Come le altre volte. Ho un po' giocato d'azzardo perché avevo un'altra opportunità in...