mercoledì 12 maggio 2010

Posto conclusivo di una giornata no

Giuro che non riesco a capire certe dinamiche umane,e a questo punto mi rifiuto di provarci.

Negli ultimi due mesi ho conosciuto un mondo dove ognuno è convinto di essere pressoché l'unico a far bene, di essere il depositario della Verità, senza mai realmente ascoltare l'altro che magari sta dicendo la stessa cosa semplicemente con parole diverse. Per me è dura accettare un clima così perché sono una gran cultrice della politica dell ascolto reciproco e perché mi metto molto in discussione, un pò per umiltà, un pò perché realmente per ora mi trovo spessissimo nella situazione "io-so-di-non-sapere".
E soprattutto perché raramente sono sicura di me.Questo è un difetto che però negli ultimi anni ho cercato di limare,anzi,è stata l'esperienza a far sì che acquistassi via via una sicurezza maggiore. I sei mesi al TLA sono stati una manna in questo senso ma anche le mie poche altre esperienze sul campo avevano già rinforzato un pò la mia autostima. E proprio a volerla dir tutta, per carattere sono un'insicura molto sicura di me, in quanto le poche volte che mi espongo mi incaponisco di aver ragione perché... Ce l'ho!

Per farla breve voglio la ragione quelle poche volte che so di avercela e il resto mi rimetto al giudizio del popolo tutto. Stessa cosa quando si tratta di mostrare il proprio sapere. Insomma, figurati se, rognosa come sono, mi metto ad esaltare le mie qualità professonali, peggio ancora inventandole.

Bene, oggi mi sono sentita trattare invece come quel tipo di persona. In un ambiente... beh di cui sopra.

Sono stata 12 ore fuori casa, mi sono barcamenata tra treni e città diverse, correndo qua e là come un'invasata.

E diciamolo, se fossi una che se ne frega oggi mi sarei sbattuta molto meno.

Comunque, solo per aver fatto notare che io conoscevo già un pò una certa tecnica sono stata guardata in cagnesco da un nutrito gruppo di persone, alcune delle quali mai viste, tra l'altro. E l'unica persona che per ora non mi aveva deluso, beh mi ha deluso anche lei.Perchè mi era sembrato un tipo di persona diversa e soprattutto perchè mi conosce abbastanza da poter dire che non dicevo cazzate, anche perchè per quel lavoro sono stata valutata positivamente, quindi oltretutto ho anche avuto un certo riscontro sul mio "saper fare".

Non ho veramente parole, come è possibile che in un mondo dove si ostentano conoscenze, nozioni e sicurezze che in realtà non si hanno io mi ritrovi a sentirmi come affossata per una delle poche volte che mi sento un pò più sicura del terreno dove sto per mettere i piedi?

Avrei forse dovuto dire che non conoscevo quella cosa, mentendo, e mettermi al pari di persone che sicuramente saranno formate in tantissimi altri campi ma non in quello, mentre io mi sono fatta un discreto culo per esserlo? Perchè non essere riconosciuta per quello che sono, pregi e difetti? Saperi e manchevolezze?



E come sempre, trovo dei versi di una canzone che rappresentano il mio stato d'animo. Eccoli qua...



Il dubbio è se resisterò, il dubbio è se ha davvero un senso tutto ciò? ... mi sento come un quadro dietro i mobili semplice ed inutile, perduto in una lotta con la polvere...

1 commento:

  1. Lunga

    @mina: ma poi se uno mi chiede se ho mai fatto una cosa e l'ho fatta per quale motivo dovrei dire di no?
    13 maggio 2010 18:03
    #2 mina


    ti capisco anche io ire!!! il fatto è che l'ignoranza è la normalità e vedere che c' è una persona che di fronte a cotanta ignoranza non tace ma fa valere la propria conoscenza non è vista una buona cosa. Ma tu te ne devi fregare perchè quello che alla fine conta è il rapporto che tu hai con la tua coscienza. E finchè quello sarà a posto vai pure tranquilla e degli altri fregatene!! Sono solo dei poracci!!!un abbraccio
    13 maggio 2010 15:21
    #1 Serena


    Ah quante persone saccenti che ci sono in giro! ti capisco benissimo...

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