domenica 15 maggio 2011

Di sorelle e asocialità

Chi mi conosce un po’ sa già che sono figlia unica. E chi mi conosce un po’ più di un po’ sa che sono una figlia unica convinta. Non ho mai sentito l’esigenza di un fratello o di una sorella, né adesso da grande né quando ero piccola. Ho sentito anche mia mamma: non ho mai chiesto un fratellino. Si vede che sono sempre stata asociale.
E qui apro una parentesi.
[Quando ero più piccola più di una volta sono stata definita asociale, anche se in termini più “soft”. Tipo dalle maestre. Ma anche dai miei, o meglio, più da mia mamma. La mia pre-adolescenza è stata un po’ al contrario di quella diciamo normale: i genitori di solito a quell’età fanno fatica a tenere i figli a casa lontani dagli amici, i miei facevano fatica a farmi uscire. Poi, crescendo, le cose sono cambiate. E non perché sono diventata meno asociale, è che fino a quel momento non avevo avuto interesse a conoscere e farmi conoscere dagli altri. Non mi piacevano le persone che avevo intorno. Invece piano piano ho trovato persone sempre più interessanti con le quali stringere dei rapporti, che ho apprezzato e che mi hanno apprezzato. Non sono la persona più aperta del mondo, quello è vero, ma ho tanti bei rapporti affettivi, tutti diversi. (Tra l’altro vorrei dire che l’ultimo che mi ha definito asociale è una persona senza amici, che non si caga neanche con la moglie e che il gruppo “affiatato” del quale si vantava essere il leader carismatico non gli parla praticamente più. Io ci sarei andata anche un po’ cauta col giudicare gli altri.)].

Detto ciò, di solito con le questioni tra fratelli io non mi impiccio. O almeno cerco di evitarlo (è anche vero che a volte è davvero difficile farmi star zitta!). Proprio in virtù del fatto che non so cosa si prova, cosa vuol dire avere un fratello o una sorella. Non credo ci sia un altro tipo di rapporto a cui paragonarlo. Certo è che alle volte, vedendo determinati comportamenti magari egoisti, magari menefreghisti, magari opportunisti e anche venali, mi viene proprio da star contenta ad essere sola.
Un esempio riguarda la Collega. Sua sorella, più piccola di diversi anni, è molto diversa da lei, direi che se la Collega è il giorno, la sorella è la notte, se la Collega è bianco, la sorella è nero, se la Collega è zucchero la sorella è un limone acerbo. E così via. Qualche giorno fa’ la Collega si è sfogata con me, che non ne può più degli atteggiamenti che ha la sorella, che ci soffre a vederla sempre così distaccata come se al mondo ci fosse solo lei con il suo immenso ego e i suoi bisogni. Che ogni volta che cerca del supporto dalla sorella, questa neanche l’ascolta o peggio le risponde male. Che non riescono ad essere unite neanche per fare un pensierino per la festa della mamma. E si arrabbia ancora di più vedendo che i genitori l’assecondano, “per non fare gli stessi errori che abbiamo fatto con te”. Così lo prende in quel posto due volte, prima quando le stavano addosso di continuo e ora che vede la sorella ricoperta da mille “privilegi”. Io l’ho ascoltata cercando di sostenerla ma senza fomentare quel suo stato d’animo. Sebbene in realtà avessi a suo favore ulteriori argomentazioni. Infatti, la sorella della Collega molto tempo fa mi ha chiesto l’amicizia su facebook senza che poi mi consideri quando la vedo (è grasso che cola se entrando in casa sua mi dice ciao) ma ho accettato più che altro per rispetto della Collega. Dopo mesi ho avuto un’occasione per poter sfruttare a mio favore questa “amicizia”. Per il compleanno della Collega avevo individuato un libro PERFETTO  per lei, così ho chiesto alla sorella se poteva cortesemente guardare se ce l’avesse già. Mi avrà risposto secondo voi!?? E secondo voi il libro ce l’aveva??! E secondo voi non sono dovuta passare altre 2 volte dalla libreria per ritirare quello con cui l’ho cambiato!?? E secondo voi la Collega non teneva il libro nello scaffale davanti al letto della sorella?!??!
Confesso che sono andata vicina a spifferarle tutto. In fondo è davvero una banalità ma spesso lei si illude sulla “bontà” del prossimo e soffre ancora di più quando ci sbatte la faccia. Ma poi mi sono morsa la lingua e ho pensato: “perché buttare benzina su un fuoco che già arde anche troppo? Perché mettere lingua in un rapporto che non capirò mai?”.

E secondo voi, ho fatto bene?

7 commenti:

  1. Avrebbe potuto essere la goccia che fa traboccare il vaso o anche no. Conosco una situazione abbastanza simile e entrambe le sorelle si sono sfogate con me, al tuo contrario io però ho parlato e la "non sopportazione" è lievitata. Non che mi sia pentita, avrei però almeno potuto provare farle tornare leggermente in sintonia visto che sono mie cugine e volere o volare saranno tali a vita.

    Secondo me hai fatto bene a stare zitta, se poi magari capitate nuovamente nel discorso puoi sempre tirare fuori i fatti accaduti ma mi sembra che non si sopportino già abbastanza.

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  2. io e mia sorella facciamo un sacco di cose insieme ecc ecc... ma se litighiamo... ti consiglio di non passare nei paraggi quando litighiamo, però poi facciamo sempre pace. abbiamo un nostro equilibrio, meglio non mettersi in mezzo

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  3. Io ho un fratello ma è come se fossi figlia uica: avendo 11 anni in più di me, non ci siamo mai "incontrati", in quando avevamo - giustamente - sempre interessi diversi.

    E poi qualche anno fa abbiamo litigato, e quindi ormai c'è praticamente un muro ultraspesso tra di noi ..

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  4. Certo che questa sorella è veramente particolare! Ma credimi, avere un fratello/sorella è qualcosa di unico...almeno per me...come sai ho un fratello di 3 anni più giovane, praticamente siamo stati sempre una cosa sola...ci capiamo al volo, ridiamo come pazzi, ci aiutiamo...ecco, dipende dal fratello/sorella...nel tuo caso non era proprio da buon esempio per "farti cambiare idea" sulla positività di essere figlia unica...

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  5. Il mio consiglio è:non metterti in mezzo.La tua amica soffrirebbe solo di più e aumenterebbero i motivi di attrito con la sorella.
    E penso che non avrebbe neanche la forza di andare lì e mandarla a quel paese visto che soffre così tanto la situazione.
    In questi casi la colpa mi spiace è sempre dei genitori che fanno differenze tra i figli e poi le conseguenze sono quelle che sono.
    Mi ritengo fortunata ad avere una sorella con cui vado molto d'accordo (tranne nei momenti di guerra totale in cui uno scaricatore di porto probabilmente impallidirebbe)...

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  6. Rapporto difficile questo. Secondo me hai fatto bene a non metterti in mezzo. Devono vedersela loro. Però sinceramente è triste. Anche io e mia sorella siamo il giorno e la notte...ma non muovo un passo se prima non mi sono confrontata con lei. E cerco sempre la sua approvazione, in un modo o nell'altro.

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  7. io ho una sorella ma essendo di 9 anni più grande son cresciuta come una figlia unica,cosa per come sono assolutamente positiva,ad ogni modo anche noi siamo il giorno e la notte,forse dovrebbe rendersi conto che al di là del legame familiare si è persone e che quindi se non si và d'accordo non c'è nulla da fare,prima o poi penso se ne renderà conto da sola, anch'io avrei evitato di girare il coltello nella piaga tanto non credo che avrebbe migliorato la situazione

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