Passa ai contenuti principali

Sulla Rotta Del Piccione

Si vede che il piccione (maledetto!) si è ammoscato del fatto che lo volevo abbandonare per altri lidi, insomma questo fatto del cambio di blog deve avergli fatto temere di non essere più considerato, così che ha deciso di colpirmi a più riprese. Se posso dire non è stato molto piacevole. Nell'ordine nella giornata di ieri ho:
  • cocciato la macchina nuova (per la terza volta in pochi giorni, roba che l'altra neanche una volta l'avevo sfiorata)
  • fatto un bagno con la benzina (non chiedete)
  • ricevuto l'unica risposta per il tirocinio da un centro che si spacciava per un centro di riabilitazione per handicap e invece era un centro a bassa soglia di tossiconi (wow, proprio il mio sogno... sè sè!)
  • fatto un viaggio a vuoto per cercare dei mobili per casa, che più son cari e più son brutti
  • litigato con mia mamma
  • saltato cena (vedi sopra)
La serata è finita un pò meglio, sono uscita con la collega perchè questa nel mio paese è la settimana della musica e io dove c'è musica dal vivo sto lì e son contenta. Ieri c'è stata una gara tra gruppi e solisti emergenti della zona, spettacolo interamente ideato dalla qui presente sottoscritta e soprascritta (visto che scrivo solo io!!!) ma qualcuno si sarà sicuramente fottuto l'idea, tranne il nome (Sulla Rotta Del Successo), quello se lo sono dovuti inventare. Vabbè, sorvoliamo. Son contenta perchè c'era abbastanza gente, i cantanti e musicisti erano bravi, un pò meno perché dai vincitori si è visto come al solito che queste cose non hanno veramente il valore di una gara ma è tutto pilotato.

Commenti

  1. mi sembra di capire che è la settimana della musica un pò ovunque...bello bello, mi piacciono queste cose. Comunque se cambi blog, chiaramente seguirò il piccione. Basta che avverti in tempo :-P

    RispondiElimina
  2. va be su c' era da aspettarselo...il piccione non credo voglia abbandonarti così facilmente!!....ma tu vai avanti per la tua rotta!!...certo però se cambi avverti in tempo!!

    RispondiElimina
  3. cavolo 3 cocci con l'auto son veramente tanti!
    :-(
    Coraggio! Prima di tutto la salute. Poi i soldi arivano (almeno cosí dice mia mamma... e almeno sulla prima parte concordo!)
    :-P

    RispondiElimina
  4. Visto, alla fine tutto è bene quel che finisce bene!
    Se traslochi blog fammelo sapere con ampio anticipo, altrimenti il piccione può metterci la firma!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Almeno un saluto.

Ho lasciato qualche parola distratta sulla pagina Facebook del blog senza neanche passare da qua. Senza nemmeno fare un saluto. È quando meno da maleducati, me ne rendo conto. È che in questo periodo pur avendo le idee su cosa scrivere non ho voglia di farlo. Avete capito bene: voglia. Non me ne manca il tempo, che comunque non è che abbondi. Avrei potuto trovare una scusa ma voglio essere onesta. Mi si è spenta la "passione" in un qual modo e non ho altro di che dire. Però ecco non è certamente un addio. È senz'altro un arrivederci, che tanto sarò diversamente occupata per ancora tanti e tanti anni.

Meglio che niente faccio l'insegnante.

C'è stato un tempo in cui volevo fare la maestra. Secondo me è in fase da cui un po' tutte passiamo (passavamo, adesso vogliono fare l'estetista e il tatuatore, e lo dico perché mi è successo di leggerlo nei temi). Come la fase del "da grande voglio fare il veterinario". Poi la fase ci passa e io ne sono stata ben lieta perché mi sono resa conto che non avrei la pazienza necessaria. Quando facevo l'educatrice nei doposcuola il lavoro mi piaceva ma c'erano alcuni ragazzetti che me le avrebbero tolte dalle mani e in una classe vera, per più ore al giorno, sarei stata veramente in difficoltà. Tutto questo preambolo per dire che nella mia mente l'insegnante è ancora una professione per cui serve una sorta di vocazione. Un qualcosa di più anche dell'esserci portati. A maggior ragione oggi giorno che queste generazioni di bambini è ragazzi sono sempre più complesse da gestire (perché tale è diventata la società, in fin dei conti). Ecco, pare che sia ...

Ooops I did it again

E niente, l'ho fatto un'altra volta. Mi sono licenziata dal mio lavoro stagionale, ormai parecchi giorni fa. Una sera sono tornata a casa coi coglioni gonfi e il pianto di rabbia in gola. E con gli anni mi saranno pur venuti i capelli bianchi ma insieme a quelli mi è venuto quel pizzico di saggezza che mi fa reagire quando le situazioni in cui mi trovo mi fanno star male. E passino i turni di merda, passino le parti a culo gratuite, passino tante altre cose. Ma fare le due e mezzo di notte a mandare messaggi vocali per un problema inventato da quella psicopatica della mia capa no. Ho preso le mie informazioni, le mie precauzioni, e sono andata bella sicura di quel che facevo. Il fatto di essere sempre nella precarietà agevola questo tipo di decisione. In fin dei conti non lasci "il lavoro della vita". Ho staccato la spina a un impiego che già aveva una fine segnata. Come le altre volte. Ho un po' giocato d'azzardo perché avevo un'altra opportunità in...