Passa ai contenuti principali

Abilità residue

Studi dimostrano che, col passare degli anni, nello specifico quando si è anziani, le abilità che restano sono quelle più utilizzate, esercitate con costanza nella vita quotidiana.

Ho fatto 5 anni di liceo linguistico, 3 dei quali ho studiato il tedesco. Alla fine padroneggiavo bene la letteratura ed ero in grado di produrre testi piuttosto lunghi e con concetti complessi (non a caso per la seconda prova della maturità scelsi il tedesco!). 

Ora, se penso al tedesco, mi viene in mente solo "Ein mit Kraut".

[Stasera nel mio paesello inizia la festa della birra bavarese, son già lì con il pensiero!]

Commenti

  1. diciamo che hai selezionato le abilità residue all'"essenziale" :DDD
    ps:brava,il tedesco so che è difficilotto

    RispondiElimina
  2. A me il tedesco piacerebbe tanto saperlo!

    Innanzi tutto perchè metà dei giochi da tavolo miei e dei miei amici li compriamo in tedesco (costano la metà rispetto all'edizione italiana!)
    ma poi, sopratutto, perchè quando a volte penso che potrei emigrare per lavoro ... le mete sono essenzialmente due: o la Toscana o la Germania!

    RispondiElimina
  3. ahahahahahahhaha :) effettivamente anche io ho fatto tedesco sia all'università che al liceo...ma forse dopo la laurea dovrei riprenderlo un pochino visto che gli ultimi anni ho usato molto di più l'inglese...

    RispondiElimina
  4. Anche io lo stesso con il tedesco!! Stessa cosa alla maturità, adesso non so più spiccicar parola :-(

    RispondiElimina
  5. direi che sei a psoto così... non necessiti di un ripasso!!

    RispondiElimina
  6. Ho aperto un nuovo blog di cinema dove ognuno può collaborare scrivendo "recensioni", passa se ti va: http://onewordaboutcinema.blogspot.com/

    A presto!

    RispondiElimina
  7. A ripensarci non so proprio cosa potrei rispolverare fra qualche anno...

    Un bacione

    RispondiElimina
  8. Non immaginavo avessi fatto il linguistico, chissà perché pensavo avessi frequentato il classico...ma che bello! BRAVA!

    RispondiElimina
  9. che vergogna, io che ho un nome tedesco ,ho sposato un sudtirolese( da parte di padre, la madre è comasca) e vivo in quel di Eppan... conosco le parolacce, e l'essenziale per sopravvivere, e nulla più. Di solito sono gli autoctoni che si divertono a a parlare l'italiano con me...Ho un gene difettoso, è l'unica ipotesi plausibile ....io e le lingue, e anche i dialetti siamo su galassie diverse.
    dicono che esistono varie intelligenze, io sto cercando le mie da tutta la vita...che vergogna..

    RispondiElimina
  10. Uh, brava! Il tedesco non è per niente facile soprattutto da scrivere! :)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Almeno un saluto.

Ho lasciato qualche parola distratta sulla pagina Facebook del blog senza neanche passare da qua. Senza nemmeno fare un saluto. È quando meno da maleducati, me ne rendo conto. È che in questo periodo pur avendo le idee su cosa scrivere non ho voglia di farlo. Avete capito bene: voglia. Non me ne manca il tempo, che comunque non è che abbondi. Avrei potuto trovare una scusa ma voglio essere onesta. Mi si è spenta la "passione" in un qual modo e non ho altro di che dire. Però ecco non è certamente un addio. È senz'altro un arrivederci, che tanto sarò diversamente occupata per ancora tanti e tanti anni.

Meglio che niente faccio l'insegnante.

C'è stato un tempo in cui volevo fare la maestra. Secondo me è in fase da cui un po' tutte passiamo (passavamo, adesso vogliono fare l'estetista e il tatuatore, e lo dico perché mi è successo di leggerlo nei temi). Come la fase del "da grande voglio fare il veterinario". Poi la fase ci passa e io ne sono stata ben lieta perché mi sono resa conto che non avrei la pazienza necessaria. Quando facevo l'educatrice nei doposcuola il lavoro mi piaceva ma c'erano alcuni ragazzetti che me le avrebbero tolte dalle mani e in una classe vera, per più ore al giorno, sarei stata veramente in difficoltà. Tutto questo preambolo per dire che nella mia mente l'insegnante è ancora una professione per cui serve una sorta di vocazione. Un qualcosa di più anche dell'esserci portati. A maggior ragione oggi giorno che queste generazioni di bambini è ragazzi sono sempre più complesse da gestire (perché tale è diventata la società, in fin dei conti). Ecco, pare che sia ...

Vent*

Oggi compio 29 anni. E' l'ultima volta che posso dire che ho ventiqualcosa anni. Dal prossimo anno son 30. Sono tanti, anche se qualcuno dirà che sono pochi, e li sento tutti. Mi immaginavo diversa a quasi 30 anni. Mi sembra di non essere riuscita a contruire quello che volevo. Soprattutto se penso al fatto che sto facendo il servizio civile mi sembra di essere retrocessa. Di solito lo si fa durante, o a fine studi. Io ho già fatto un anno di tirocinio, 8 mesi di lavoro, e ora sono di nuovo da capo. Con questi chiari di luna però non mi posso lamentare, considerato poi che l'alternativa era stare a casa a grattarsi. Insomma, per il mio compleanno mi viene sempre un sacco da pensare, da riflettere, da tirare le somme sul passare degli anni, sul passare del mio tempo. Sarà per questo che il mio compleanno non mi piace granchè. E sarà anche perchè non c'è mai verso di festeggiare a dovere. Il mio programma di oggi è: SC, comune per il censimento (per ...