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Cervelli in vacanza

A noi diversamente occupati tocca capita la fortuna di osservare il mondo da prospettive mai volute pensate. Semplicemente perché siamo costretti a cambiare di continuo lavoro e, di conseguenza, ambiente.  E questi cambiamenti ci portano lontani dal nostro essere che magari ci aveva indirizzato verso una formazione o una professione totalmente diversi. Io, dopo qualche anno da diversamente occupata nel sociale, da tre anni a questa parte ho cambiato, come sapete, totalmente settore. Da tre estati mi trovo davanti la Gente. Tanta, troppa, tutta insieme. Dopo il primo anno credevo di non stupirmi più dei comportamenti assurdi che osservavo quotidianamente e invece no. Ogni giorno rimango senza parole per una cosa nuova. Guardo spaventata quella informe massa di persone che mi sfila davanti in attesa della cazzata del giorno. La mia prima collega, cercando una giustificazione a certe assurdità, diceva sempre: "ma sono in ferie, mettono il cervello in vacanza". Boh, io non ...

C'è qualcosa che non quadra - parte seconda

Si diceva, appunto, del reddito di cittadinanza e di altri ameni sussidi. Si diceva perché mi hanno fatto riflettere diversi articoli e i relativi commenti sociali. Articoli seri o meno seri tipo: Ero partita  prendendola un po' alla larga col mio precedente post perché vi avevo voluto raccontare la mia personale esperienza e il mio vissuto per quanto riguarda il sussidio di disoccupazione, quello dei "fannulloni" . Ma in realtà il mio obiettivo era di arrivare a un punto al quale sono arrivati prima di me su molti siti e quotidiani. Tipo qua su Wired   o sul Fatto Quotidiano . E fra l'altro ci sono arrivati prima perché io non ho avuto il tempo di scrivere il post proprio perché su una sono una di quelle stagionali che fa degli orari di merda, etc etc. Avevo iniziato a rifletterci dal momento che, con l'avvio della stagione alle porte, vedevo ancora un sacco di annunci di lavoro. Ancora prima che scoppiasse il caso Gabicce ho ironizzato fra me e me ...

C'è qualcosa che non quadra - parte prima

Mi aveva fatto molto ridere Sara che in un suo post citava il reddito di cittadinanza chiamandolo il reddito dei grattapanza , incarnando perfettamente l'idea che molti si sono fatti di questo sussidio: un aiuto dello Stato che va nelle tasche di chi non ha voglia di lavorare e neanche ci prova. Il reddito di cittadinanza è una cosa nuova e quindi non so, ma è ben noto, nelle zone turistiche dove si lavora stagionalmente, che in tanti si fanno i loro calcoli per non lavorare di più di quanto serve per arrivare al sussidio di disoccupazione. Come sapete, l'inverno passato io sono rimasta volontariamente a casa perché l'anno prima col lavoro estivo e subito a ruota un lavoro precario invernale e di nuovo quello estivo ero diventata matta. Avevo bisogno di fermarmi un attimo e fare mente locale sulla mia vita. Quindi sì, per farlo, ho sfruttato il sussidio. E non solo, in vista di altri cambiamenti che dovrò affrontare, mi sono trovata anche io a farmi due calcoli in merito....

O sole mio

Sono stata una delle migliaia di persone che si è lamentata di questo maggio appena conclusosi, per via del suo clima invernale. In fondo avrei solo voluto godermi qualche passeggiata, il primo sole, il primo mare. Giusto un pochino di relax prima di buttarsi a capofitto nel lavoro. Poi ho iniziato a lavorare e potevo anche infiaschiarmene, anzi meglio, almeno non soffro il caldo e mi stanco di meno. Purtroppo non è così. Quando sei diversamente occupato anche un maggio piovoso e freddo può essere il tuo nemico. Essere diversamente occupati ti fa guardare molte cose da una prospettiva tutta nuova. In fin dei conti io ero pronta e desiderosa di lavorare in tutto altro settore in cui il tempo metereologico alla fine poteva influire solo sull'umore dei miei pazienti (anche sul mio, in realtà!). E invece ho imparato che per chi lavora stagionalmente un mese di pioggia può essere un disastro e di conseguenza la causa di un mancato lavoro per tante persone. A me è andata abbastanza...

La Qultura

Ho scritto questa cosa di getto, su facebook, dopo aver incrociato l'ennesimo articolo su Pamela Prati e questo famigerato Mark Caltagirone. Ho sempre scorso i link senza neanche leggerne i titoli ma quando il mio occhio ha incrociato le parole RaiTre e Chi l'ha visto mi si è chiusa la vena. Lo so, lo so. La mia religione mi impone di non parlare MAI delle grandi stronzate che girano e monopolizzano il web. Peraltro solitamente casco dal pero perché, odorando che si tratta di una stronzata, soprassiedo e non mi informo adeguatamente. Ma soprattutto non ritengo sia giusto dare attenzione a una stronzata per criticarla, perché si fa il gioco di chi vuole che si pensi alle stronzate, gonfiandola e lasciando cadere l'attenzione dai temi importanti. Come in questo caso. Ma chi se ne frega delle svisionate su e di Pamela Prati. Ma.  Porco boia. Siamo in una nazione allo sbando, siamo tutti (eccetto pochi) con delle micce al culo pronte per essere accese. E non mi rif...

Il cuore dei luoghi abbandonati

Anche se ne ho visitato un numero irrisorio posso affermare con certezza che i luoghi abbandonati portano sempre su di sé i segni delle vite che vi sono passate. Sembra strano ma la storia di un luogo è raccontata anche da cosa è rimasto, e come è rimasto, dopo l'abbandono. Ed è questo secondo me che li rende tanto affascinanti.  Probabilmente in molti sono attratti dal loro lato dark e misterioso, io invece sono interessata alle vite passate di lì. Nonostante sia quello che mi ha portato a scegliere certi studi che mi hanno condannata ad essere diversamente occupata, non sono ancora riuscita a sedare il mio desiderio di osservare da vicino l'esistenza delle persone.  Io non ho avuto la possibilità di visitare il cimitero di San Finocchi, quello del manicomio di Volterra. Però ho letto che sono croci tutte uguali, senza un nome, senza una foto. Anonimi in vita per le loro malattie mentali, anonimi anche dopo la morte. Invece sono stata in un cimitero di un borgo disabita...

Amici politici

So che non sta bene parlare di politica, religione e sesso, ma a ridosso delle elezioni un pensierino ci va. Alle amministrative i cosiddetti "meno peggio" sono quelli che, radicati da sempre su quelle poltrone, hanno trasformato il trovare lavoro in una manfrina di raccomandazioni inattaccabile da nessuna competenza reale. Al pensiero di votarli mi viene da fare come il tizio che è tagliato il dito . È vero che ovunque si va avanti per conoscenze ma in luoghi dove ci sono più possibilità c'è spazio anche per gli altri. Il territorio dove vivo non è così roseo e farsi spazio fra gli amici di, i tesserati e i parenti di è veramente un'impresa. Peraltro a queste elezioni, e non solo dove vivo, ho visto salire sul carro dei probabili vincitori un sacco di persone che ho conosciuto in un qualche momento della mia vita e che ho smesso di frequentare perché li consideravo personaggi discutibili. Quando andava bene erano falsi, quando andava meno bene erano anche scemi. ...