Passa ai contenuti principali

Post

Turisti #1

Ridendo e scherzando è oltre un mese che ho iniziato il nuovo lavoro. Più che ridendo e scherzando direi piangendo e sudando, perché l'inizio non è stato dei migliori e le temperature, beh, le sentirete anche voi. Questo lavoro è il più diverso rispetto a quelli svolti fino ad adesso, anche se ho dovuto far comunque funzionare le mie competenze da psicologa perché sì, i malati psichiatrici sono difficili da trattare, ma i turisti all'ora del pranzo che non sanno decidere se il panino o la piadina, quelli sì che sono imperscrutabili! Ho imparato veramente tante, tantissime cose. Ecco dunque le nozioni fondamentali  da sapere se si lavora in un villaggio turistico, zona bar (se non sei una barista). - chiedere ad un tedesco se la birra la vuole piccola credo che corrisponda ad una bestemmia pronunciata in Vaticano. Dopo i primi sguardi atterriti e sdegnati, ho iniziato a chiedere "birra grande, vero?" - la metà delle persone che ordina un caffè lo ordina st...

La nonnina malata

Allora, io da ragazzina sono sempre stata una studentessa secchioncella e non ho mai dovuto sfoderare qualche penosa scusa per giustificare una mia mancanza nello studio. Ma so che una che andava per la maggiore era la nonnina ammalata. Ricordo che un comico, non ricordo più se Panariello o Brignano, fece della faccenda uno sketch di un suo spettacolo, con questi nonni che morivano e resuscitavano per l'interrogazione successiva. Mi aveva fatto molto ridere. Mi fa un po' meno ridere adesso che, per non pagarmi un lavoro iniziato mesi fa e chiuso giorni e giorni addietro, i miei ex datori stanno trovando la stessa scusa.

Perdersi, ma ritrovarsi

Insomma, inutile dire che ci avevo sperato, anzi ero CONVINTA che pur restando una diversamente occupata, dare una svolta così grossa alla mia vita lavorativa non poteva che portare cose buone. Io sono sempre stata a favore delle svolte, anche se difficili, perché tante volte mi sono trovata a sguazzare in dei pantani che si rivelavano poi sabbie mobili, in grado di portarti sempre più in giù, nonostante la fatica immensa per risalire. Sono bastati dieci giorni per ritrovare me stessa e  "quel vago senso di averlo preso in culo" (cit. Daniele Silvestri). Ah, che sensazione familiare.

Ricominciamo...

"La vendetta è come la politica: si accanisce fino a quando il brutto diventa peggio e il peggio diventa ancora peggio". #ilcentenariochesaltòdallafinestraescomparve #quotes #readingonthebeach #jonasjonasson #book #bookstagram Un post condiviso da i_caro in data: 23 Mag 2017 alle ore 13:53 PDT Inutile forse precisarlo: il precariato ammazza l'entusiasmo. Anche delle piccole cose. Quando hai troppi lavori da fare per portare a casa due soldini non hai né il tempo né le energie di dedicarti ad "altro". Quando il lavoro, nemmeno precario, non ce l'hai, hai l'umore talmente a terra da non aver voglia di "altro". Un "altro" che era sparito dalla mia vita era la lettura. Ora, ad un passo da un nuovo inizio lavorativo, ho ripreso in mano un romanzo che avevo già abbandonato due volte. E non perché non mi piacesse, ma per i motivi di cui sopra. In un paio di orette in spiaggia ho fatto fuori un quarto di pagine. E, copiando ...

Eh?

Di fronte a questa pagina bianca di oggi mi sento un po' come ad un colloquio di lavoro, dove sai che non sta bene parlare male degli ex datori di lavoro, ma poi ti scappa detto qualcosa. Anche se qui ho un nick name e pochi dettagli riconoscibili, nonché un'alta improbabilità che qualcuno della vita reale e sopratutto del lavoro fasullo avuto finora mi rintracci. Ma il web è un mondo strano e qualche esitazione ce l'ho. Oggi però è un giorno storico, da imprimere nero su bianco. Mi hanno finalmente ultimato i pagamenti dell'ultimo progetto fatto. Nel senso che l'ho fatto io e riscuotono anche gli altri, as usual. Si vestono da compagno comunisti e poi fanno così. Boh, io la "condivisione"  comunista l'avevo capita diversamente. Comunque, nello stesso istante in cui guardavo l'estratto conto e realizzavo che stavo chiudendo quel capitolo di sfruttamento assoluto, mi arrivava la mail della mia ex capa che mi chiedeva disponibilità VOLONTARIA p...

Prove

Di tante cose abominevoli della diversa occupazione merita una menzione speciale l'arrivare senza alcun tipo di preparazione (perchè le maestre, quelle con la vera occupazione, si aggiornano, ma tu che nella scuola ci sei capitata per sbaglio no) alle prove invalsi. E apro e chiudo con una sola considerazione: 13 anni di scuola al massimo dei voti, una laurea triennale, una specialistica e tanto studio in più per l'abilitazione alla professione non servono a niente. Io le prove invalsi di quinta elementare non le so fare.

Il 25 aprile del sig. G

Io sono sempre stata una di quelle che al 25 aprile ci credeva. Cioè, per me certi valori si ricordano ogni giorno, con quello che fai nel tuo piccolo, ma una ricorrenza così importante l'ho sempre percepita come necessaria. Da qualche anno questo sentimento in me è fortemente scemato. Sopraffatto dalle frasi di Pertini e dai video di Bella ciao pubblicati sui social solo per ottenere like da personaggi di dubbia morale che conosco purtroppo al di là dei social e che so benissimo quanto si gongolino nel chiamarsi compagni e cambiare sponda politica ad ogni piè sospinto. Sopratutto verso sponde che di compagni non ne hanno visto mezzo. Mi fanno venire in mente certi altri personaggi che ai concerti al minimo cenno di canzone "comunista" (Cohiba in primis) fanno pugno sì, ma con la mano sbagliata. Sarò fatta male io ma questa mancanza di coerenza mi fa accapponare la pelle. Soprattutto quando attraverso di essa si offendono persone che hanno dato la vita per restituir...