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Home, sweet home.


Finalmente a casa! Sono partita un giorno prima per lo sciopero dei trasporti di domani. Una gioia sconfinata dover dare 28.90€ a Trenitalia quando in genere riesco a spenderne 14€. Ah, che soddisfazione. Però almeno mi godo mezza giornata in più a casina (alle 10 di domenica sarò di nuovo sul treno per tornare a Cesena), il che non guasta. Mi posso godere il mio cagnolino che, giunto alla veneranda età di 16 anni, inizia a perdere diversi colpi e vederlo così, da ultra pimpante come era, mi fa stringere il cuore. Stavolta però l'ho trovato benino e questo mi tira sù il morale. Anche mia mamma, che ha subito un'operazione all'occhio qualche settimana fà, sta meglio e anche ciò mi fa un immenso piacere. Poi che altro!? Ho fatto il viaggio insieme a una nuova compagna di facoltà e abbiamo chiaccherato tutto il viaggio (ben 5 ore e 45 minuti) conoscendoci meglio e scambiandoci opinioni su un sacco di argomenti in modo divertito. Devo dire che è molto diversa da me, almeno un pò in apparenza, perchè alla fine i valori di fondo sono gli stessi, ma è una diversità che mi piace... Abbiamo parlato di tante cose e non mi sono mai annoiata, come purtroppo invece mi capita spesso con altre persone che magari conosco da anni. Quelle che parlano parlano e non dicono nulla. E dire che con questa ragazza abbiamo frequentato l'università a Firenze isieme ma là non ci eravamo scambiate nemmeno mezza parola! Spesso la vita è strana... E a volte riserva delle piacevoli sorprese!
Ovviamente le noti dolenti arrivano sempre, ma ora sono troppo stanca per mettermici a pensare. Meglio un buon sonno che mi rifocilli il corpo e (speriamo) lo spirito.

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Almeno un saluto.

Ho lasciato qualche parola distratta sulla pagina Facebook del blog senza neanche passare da qua. Senza nemmeno fare un saluto. È quando meno da maleducati, me ne rendo conto. È che in questo periodo pur avendo le idee su cosa scrivere non ho voglia di farlo. Avete capito bene: voglia. Non me ne manca il tempo, che comunque non è che abbondi. Avrei potuto trovare una scusa ma voglio essere onesta. Mi si è spenta la "passione" in un qual modo e non ho altro di che dire. Però ecco non è certamente un addio. È senz'altro un arrivederci, che tanto sarò diversamente occupata per ancora tanti e tanti anni.

Meglio che niente faccio l'insegnante.

C'è stato un tempo in cui volevo fare la maestra. Secondo me è in fase da cui un po' tutte passiamo (passavamo, adesso vogliono fare l'estetista e il tatuatore, e lo dico perché mi è successo di leggerlo nei temi). Come la fase del "da grande voglio fare il veterinario". Poi la fase ci passa e io ne sono stata ben lieta perché mi sono resa conto che non avrei la pazienza necessaria. Quando facevo l'educatrice nei doposcuola il lavoro mi piaceva ma c'erano alcuni ragazzetti che me le avrebbero tolte dalle mani e in una classe vera, per più ore al giorno, sarei stata veramente in difficoltà. Tutto questo preambolo per dire che nella mia mente l'insegnante è ancora una professione per cui serve una sorta di vocazione. Un qualcosa di più anche dell'esserci portati. A maggior ragione oggi giorno che queste generazioni di bambini è ragazzi sono sempre più complesse da gestire (perché tale è diventata la società, in fin dei conti). Ecco, pare che sia ...

Ooops I did it again

E niente, l'ho fatto un'altra volta. Mi sono licenziata dal mio lavoro stagionale, ormai parecchi giorni fa. Una sera sono tornata a casa coi coglioni gonfi e il pianto di rabbia in gola. E con gli anni mi saranno pur venuti i capelli bianchi ma insieme a quelli mi è venuto quel pizzico di saggezza che mi fa reagire quando le situazioni in cui mi trovo mi fanno star male. E passino i turni di merda, passino le parti a culo gratuite, passino tante altre cose. Ma fare le due e mezzo di notte a mandare messaggi vocali per un problema inventato da quella psicopatica della mia capa no. Ho preso le mie informazioni, le mie precauzioni, e sono andata bella sicura di quel che facevo. Il fatto di essere sempre nella precarietà agevola questo tipo di decisione. In fin dei conti non lasci "il lavoro della vita". Ho staccato la spina a un impiego che già aveva una fine segnata. Come le altre volte. Ho un po' giocato d'azzardo perché avevo un'altra opportunità in...