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Il Tuttofare

Qualche giorno fa hanno mandato su RaiUno Il Tuttofare. Sono rimasta incuriosita dal trailer e ho pensato "questo sta benissimo nella mia precarioteca". Poi sbirciando un po' online ho scoperto che il regista è Valerio Attanasio che ha collaborato a soggetto e sceneggiatura di Smetto quando voglio, film/trilogia che io ho letteralmente adorato. Per non parlare dei protagonisti: uno è Sergio Castellitto e non ha bisogno di presentazioni, l'altro lo abbiamo conosciuto  mentre introduceva inconsapevolmente il ricercatore Pietro Zinni al mondo delle smart drugs, proprio in Smetto quando voglio.

Confesso che, anche a fronte di critiche positive e premi ricevuti, le aspettative erano altissime. E non è andata come speravo.


La trama. Antonio fa il praticantato con la promessa di un regolare contratto presso lo stimato avvocato Bellastella. E con fare il praticantato si intende ovviamente prestarsi (e prostrarsi) in prima persona ai suoi mille vizi, compreso lo sposare l'amante incinta del capo per farle avere la cittadinanza italiana. Ma i guai veri arrivano quando Bellastella viene arrestato perché, e lo spettatore se n'è già accorto da un bel po', è invischiato in faccende poco pulite. Sarà Antonio a dover togliere, in mezzo a situazioni surreali, le castagne dal fuoco. 

Perché guardarlo. Brutalmente? Perché non avete niente di meglio da fare. La tematica ci sta però si capisce che il modo di raccontarla è troppo uguale a Smetto quando voglio, tanto che anche il protagonista sembra fin troppo Edoardo Leo. Stessa cadenza, stessa intonazione, stesse rocambolesche disavventure. Tanto vale guarda in replica l'originale. È più divertente 

Piccola riflessione personale. Francamente mi sono ritrovata un po' nella trama e nel finale: anche io ho cercato di stringere i denti e accettare qualcosa che non avrei dovuto accettare in virtù di nuovi incarichi che potessero almeno assomigliare al lavoro per cui ho studiato. E il lieto fine non c'è stato, proprio come succede nel film. Antonio mollerà l'avvocatura per reinventarsi cuoco, mentre Bellastella farà carriera in politica perché, come in ogni buon luogo comune che si rispetti, i delinquenti sono ottimi politici. Avrei preferito un finale più roseo anche se poco realistico. Per dire "toh almeno nei film va a finire bene" invece che "minchia, pure il finale è uguale?".

La frase

Se in passato l'avvocato era considerato parte di un'elite economica e sociale, oggi è un lavoro come un altro, sottopagato e decisamente inflazionato!


Commenti

  1. Ho visto questo film e sono rimasta delusa da tante cose, incluso il finale.
    Ho diversi amici avvocati e non ho avuto il coraggio di chiedergli se durante il loro praricantato fossero accadute le stesse cose, ma temo di sì.
    E, ovviamente, il problema non riguarda solo questa categoria, perché si estende a tutti i tirocini, gli stage, e il mondo del precariato.
    Che amarezza!

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  2. La trama sembra divertente anche se banalotta, peccato non sia stata sviluppata in modo adeguato. Poi il fatto che un personaggio si comporti troppo similmente a quello di un altro film, per me è inconcepibile.

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  3. non ho visto il film ma conosco queste realtà purtroppo, tristi realtà

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  4. I tirocini? Lasciamo solo stare... se ci penso mi viene un nervoso!

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