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Onestà

C'era una volta una diversamente occupata che ne incontrò un'altra in una delle tante selezioni fatte. Dovevano essere avversarie ma alla fine si stavano così simpatiche che divennero non dico amiche, ma certamente buone conoscenti, tanto da condividere una risata e un pensiero per sdrammatizzare e rendere i giorni un po' meno pesanti.
La più diffidente delle due guardava lo stesso l'altra con un filino di sospetto perché nominava certi nomi e certi ambienti, bazzicati dai soliti noti, che le davano il ribrezzo. Ma più la guardava, più le sembrava una persona di un'altra pasta, nonostante tutto. Era stata estremamente corretta in un'occasione seria, andando contro al suo interesse. E quando mai succede?

Ma a questo punto arriva il cattivo della fiaba, il datore di lavoro. Eccolo che ne approfitta di quella onestà. E la usa per le solite manfrine politiche.

Ed ecco che la diversamente occupata resta col sedere a terra. Per essersi messa una mano sulla coscienza e non aver voluto creare problemi.

E niente, che io sappia il lieto fine non c'è.


Ps. Per fortuna mia io della fiaba sono stata solo una spettatrice.

Commenti

  1. È dura avere il senso di giustizia.
    Spero che ci sia comunque un lieto fine.

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  2. dicono che prima o poi la ruota giri... non ci resta che sperarlo!

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  3. Tipiche carognate!
    Io credo nella nemesi divina però.

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  4. Hai ragione, è triste ma è così. L'alternanza scuola-lavoro era una buona idea ma così sembra quasi una presa in giro che questi ragazzi pagano sulla loro pelle. Un saluto.
    Gclub

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