Passa ai contenuti principali

Motivazioni

Sui libri di testo che ho tanto studiato per laurearmi (che orrore!), ho letto che sono stati condotti diversi studi che dimostravANO che la motivazione al lavoro non è fatta per prima cosa dal compenso economico, bensì dalla soddisfazione che vi si ricava.

Credo che nell'epoca della diversa-occupazione questi studi debbano essere rivisti. I parametri sono proprio ribaltati. La diversa-occupazione è fatta solitamente di poche ore di lavoro, retribuite pochissimo, a fronte di tante e tante ore di lavoro obbligatorio ma non pagato. Il tutto condito dal fatto che molto spesso si richiede una professionalità che è solo sfruttata e mai riconosciuta.

Il mio percorso lavorativo è costellato di queste simpatiche esperienze. La più simpaticissima di tuttissime è stata quella in cui sono stata messa alla porta da un giorno per il giorno dopo  perché avevo osato chiedere almeno un minimo compenso da tariffario (sai com'è... laurea, tirocinio, abilitazione, esperienza...). Per un lavoro in cui ero stata poi sotto il comando di uno con la terza media che pretendeva di saperne più di me, dall'alto del suo contratto full time a tempo indeterminato.

L'ultima invece è il lavoretto di doposcuola coi bambini. Per l'esorbitante cifra di 7€ all'ora, mi squilla spesso il telefono per presentarmi un nuovo bambino, il caso difficile di turno, sbolognato da scuola e famiglia. "Siccome sei psicologa...". Psicologa la minchia, scusa.

Mi ritrovo a fare la maestra, la psicologa, l'educatrice e a distribuire abbracci materni, con un ritorno pari a zero. Perché due ore alla settimana sono molto meno della proverbiale goccia nel mare, e soprattutto perché una donna delle pulizie al nero prende sicuramente più di me.

Cacciate i soldi, e il mondo salvatelo da soli.


In culo a tutti gli scienziati che indagano la motivazione al lavoro.


Commenti

  1. Siciliani DOC!Work in regress..Wiva l'Italia.
    Maurizio

    RispondiElimina
  2. Non so se sia un modo di dire... Ma io non sto in Sicilia bensì nella tanto avanzata e decantata Toscana. Che tristezza.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Vorrei un gesso e un whisky liscio

A voi capita mai che, in certi momenti particolari, vi succeda qualcosa che vi riporta a una particolare canzone, o addirittura ad un solo suo verso? A me è venuto in mente questo:  " Quello che importa in una persona è l'immagine che dà..." In che occasione? Stamani. Quando uno dei bimbi mi ha chiesto se abitualmente bevo whisky. Devo dire che dopo lo scorso anno dove ho tenuto un profilo piuttosto basso, quest'anno mi sono data di più ai ragazzi diventandone confidente, raccogliendo battute, sfoghi, pianti, risate. E mi sono aperta alle loro curiosità (ma dove abiti? Ma come mai fai la bidella? A te che profumo piace? Veramente ti piace l'insalata di cavolo crudo?). Non mi sono mai chiesta come mi vedessero dai loro occhi. Però tutto mi pensavo fuor che essere passata da grande bevitrice!

San Remo 2012

Ormai anche io seguo fedelmente San Remo ogni ann o, puntata per puntata. Dopo che per un pò di anni lo avevo evitato accuratamente, se non facendo lo zapping strettamente necessario per beccare quel paio di cantanti che mi interessavano.  E' che seguirlo in compagnia è tuuutta un'altra cosa! Quanto ho riso in questi due anni passati con Bernacca, roba da lacrime agli occhi! Quest'anno avevamo programmato da giorni una chat live su skype perchè lei non frequenta social network. Il piccione non ha perso occasione e ora il suo pc non funziona più. Però ci hanno pensato le mie amiche blogger a tenermi compagnia! E che compagnia!!! Come ho già detto quest'anno il Festival non mi è piaciuto e, in corso d'opera, non ho cambiato idea.  Trovo difficile scrivere delle cose che mi sono piaciute di più. Quest'anno quindi non ci saranno classifiche o votazioni, ma un bell'elenco di promossi e bocciati! Gianni Morandi . Rimandato a settembre : non l...

Almeno un saluto.

Ho lasciato qualche parola distratta sulla pagina Facebook del blog senza neanche passare da qua. Senza nemmeno fare un saluto. È quando meno da maleducati, me ne rendo conto. È che in questo periodo pur avendo le idee su cosa scrivere non ho voglia di farlo. Avete capito bene: voglia. Non me ne manca il tempo, che comunque non è che abbondi. Avrei potuto trovare una scusa ma voglio essere onesta. Mi si è spenta la "passione" in un qual modo e non ho altro di che dire. Però ecco non è certamente un addio. È senz'altro un arrivederci, che tanto sarò diversamente occupata per ancora tanti e tanti anni.