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Vecchio e nuovo

Giornata particolare, quella di ieri.
Lo so da un po' ma per scaramanzia ho fatto l'annuncio solo ai pochi intimi: ho trovato una occupazione un po' meno diversa da quelle alle quali sono abituata. Dopo mesi di stasi, ricerche stressanti e momenti di di-sperazione mi sono ritrovata ad un bivio che addirittura era un trivio. Tre possibilità di lavorare un po' meglio che a 7€ orarie di prestazione occasionale. Alla fine ho scelto quella più duratura e spero più sicura.

Ieri ho avuto la prima riunione ufficiale del personale, ho conosciuto le nuove colleghe e respirato il nuovo tipo di ansia che mi assalirà nei prossimi mesi. Sono curiosa di iniziare e, si dovrebbe essere capito, molto in ansia. È tutto così enormemente diverso da ciò che ho fatto finora. Ma le mie finanze e la mia salute fisica e mentale hanno richiesto a gran voce che appendessi aspirazioni varie al chiodo e, potendo svoltare così tanto, sono veramente felice.

Il pomeriggio invece ho avuto il primo incontro di un progetto che finalmente segnerà la fine dei rapporti con i miei ex datori di sfruttamento lavoro.
Il senso di schifo e soffocamento ha veramente toccato l'apice. Non vedo l'ora di uscirne. E ho voluto comunque prendervi parte perché sono stata io a metterci del mio e mi scocciava che di nuovo i guadagni andassero in altre tasche. Il top è stato quando il vecchio bavoso volontario dal rimborso chilometrico facile mi ha salutato chiedendomi, di fronte al ragazzo di cui mi stavo occupando, se stavo facendo un documento falso, ma per scherzo eh. Questa strabuzzante simpatia mi mancherà.

Comunque il vero segnale della mia svolta è stato un altro. Eternamente in ritardo, sono arrivata ben 20 minuti prima all'appuntamento della mattina. Che sia di buon auspicio per tante novità!


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Ho lasciato qualche parola distratta sulla pagina Facebook del blog senza neanche passare da qua. Senza nemmeno fare un saluto. È quando meno da maleducati, me ne rendo conto. È che in questo periodo pur avendo le idee su cosa scrivere non ho voglia di farlo. Avete capito bene: voglia. Non me ne manca il tempo, che comunque non è che abbondi. Avrei potuto trovare una scusa ma voglio essere onesta. Mi si è spenta la "passione" in un qual modo e non ho altro di che dire. Però ecco non è certamente un addio. È senz'altro un arrivederci, che tanto sarò diversamente occupata per ancora tanti e tanti anni.

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Vent*

Oggi compio 29 anni. E' l'ultima volta che posso dire che ho ventiqualcosa anni. Dal prossimo anno son 30. Sono tanti, anche se qualcuno dirà che sono pochi, e li sento tutti. Mi immaginavo diversa a quasi 30 anni. Mi sembra di non essere riuscita a contruire quello che volevo. Soprattutto se penso al fatto che sto facendo il servizio civile mi sembra di essere retrocessa. Di solito lo si fa durante, o a fine studi. Io ho già fatto un anno di tirocinio, 8 mesi di lavoro, e ora sono di nuovo da capo. Con questi chiari di luna però non mi posso lamentare, considerato poi che l'alternativa era stare a casa a grattarsi. Insomma, per il mio compleanno mi viene sempre un sacco da pensare, da riflettere, da tirare le somme sul passare degli anni, sul passare del mio tempo. Sarà per questo che il mio compleanno non mi piace granchè. E sarà anche perchè non c'è mai verso di festeggiare a dovere. Il mio programma di oggi è: SC, comune per il censimento (per ...